09/12/2011

Due vie per Lydia Toraldo Serra e Irma Scrugli

Lydia Toraldo Serra.jpgLa Commissione Pari Opportunità di Tropea chiede al comune l’intitolazione di due strade a due grandi donne; Lydia Toraldo Serra e Irma Scrugli, figure di spicco della comunità, note rispettivamente con gli appellativi di “Sindachessa” e “Signorina”.

La “Sindachessa” nativa di Cosenza, coniuge del marchese Pasquale Toraldo, venne eletta sindaco di Tropea nell’anno in cui le donne ebbero riconosciuto il diritto di elettorato attivo e passivo e guidò per ben 15 anni la comunità prostrata dagli eventi tragici della seconda guerra mondiale e dei terremoti. Ottenne le prime case popolari, le poste, l’ammodernamento dell’ospedale, un’agenzia dell’OMNI e promosse con lungimiranza il turismo con il dragaggio del porto, la cura delle fiumare e la realizzazione dello stabilimento balneare “S. Leonardo”.

Irma Scrugli.jpgLa “Signorina”, tropeana, della famiglia dei Conti Scrugli, giovanissima avvertì la chiamata spirituale e a ventitré anni intrecciò la sua vita a quella del Servo di Dio Don Mottola, condividendo con lui l’ideale di una donazione totalitaria a Dio  e agli ultimi. Nasce la Casa della Carità che, grazie alla guida carismatica di Padre Mottola ed al fervore appassionato di Irma richiama tante donne a divenire Oblate del Sacro Cuore, sposando il grande ideale della povertà per abbracciare gli emarginati, i sofferenti, i cancerosi dei tuguri di Tropea, i bambini e gli anziani.

“Lydia Toraldo Serra ed Irma Scrugli - dichiara Beatrice Lento - sono entrambe donne emancipate dai pregiudizi e dagli stereotipi che all’epoca soffocavano l’essere donna. Grazie al loro impegno, alla loro determinazione e al loro fascino sono riuscite a guidare la comunità verso il progresso superando il sistema di rapporti sociali che nella  Tropea del tempo allontanava le classi sociali. Lydia ed Irma escono dai loro palazzi e tendono la mano alle classi deboli che vivevano ai margini della società. Entrambe, anche se in modo diverso, erano donne di grande fede, capaci di annientare gli egoismi personali per donarsi agli altri nel servizio”.

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30/05/2011

Giovanni Vallone, un medico ed un professionista di assoluto valore

dott.giovanni valloneSul dott. Giovanni Vallone, su questo blog, ho scritto poco, quasi niente. Gli ho dedicato solo poche righe, anche se la stima e l'affetto che mi legano a lui e  a tutta la sua famiglia è assai grande. E' tempo di riparare perché il dott. Giovanni Vallone è un medico raffinato e profondamente legato alla sua professione, che ama e che svolge con il massimo dell'impegno possibile.

E' tempo di riparare perché è da diversi mesi che non aggiorno la sezione di queste pagine dedicata agli illustri Tropeani di ieri e di oggi.

E si, carissimi lettori, il dott. Giovanni Vallone merita di entrare a pieno titolo in quella sezione, nonostante la sua giovane età, nonostante la sua carriera medica sia ancora all'inizio, nonostante qualche 'benpensante' possa credere che chi scrive muove le sue dita partendo dall'affetto e non sia capace di riconoscere e di discernere il valore di un medico, di una persona, di un professionista, di un Tropeano illustre.

Seguo Giovanni Vallone  dal punto di vista medico da molti mesi, incuriosito dalla sua capacità di analizzare e conoscere profondamente il fegato e di cui alcuni articoli sono stati pubblicati sul blog Il Medico Condotto.

Lo seguo con assidua costanza nelle sue cose professionali anche perché un gigante della medicina, Guglielmo Lento, onorevole per caso ma amico per scelta e per empatia che ha fortemente voluto la nascita di quel blog,  non più tardi di un anno fa mi disse che Giovanni, il suo adorato nipote, sarebbe diventato un grande medico, un grande professionista. Ed io, di Guglielmo Lento avevo una fiducia assoluta e ritenevo la sua saggezza e la sua intelligenza uniche al mondo.

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27/04/2011

Si è spento il prof. Giuliano Toraldo di Francia

toraldodifrancia.jpgSi è spento ieri sera a Firenze, dove era nato il 17 settembre del 1916, all'età di 94 anni, Giuliano Toraldo di Francia fisico e filosofo italiano. È  stato professore emerito di fisica superiore presso l'Università di Firenze, ateneo nel quale aveva già insegnato la stessa materia. È stato direttore dell'Istituto di Ricerche sulle Onde Elettromagnetiche del CNR e presidente della Società Italiana di Fisica dal 1968 al 1973. Oltre all'attività scientifica, si è occupato di filosofia della scienza. È stato anche presidente della Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza, del Forum per i problemi della pace e della guerra e della Scuola di Musica di Fiesole.

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11/03/2011

Giuseppe Chiapparo: uno storico appassionato della storia cittadina. Cenni biografici e bibliografia

Giuseppe Chiapparo.JPGGiuseppe Chiapparo nacque   a Tropea  il  29  novembre  1894,  da Pietro  Chiapparo  e  Maria  Mazzara e morì a Napoli nel 1963 dove visse ed esercitò la sua professione di maestro nelle scuole primarie.  Fu  il  padre,  uomo colto, dotto in latino e di ingegno  versatile,  discreto  pittore  di soggetti  sacri,  amante  della  musica  ed  esperto  in  arti  plastiche  (sono  famosi  ancora  oggi  i  pastori  creati  dalla  famiglia  Chiapparo  di  cui  un  presepe  fu  donato  alla  chiesa  del  Gesù),  ad  inculcare  nei  figli,  fin  dall’infanzia, l’amore per l’arte e per  lo studio.

Giuseppe Chiapparo visse in questa  atmosfera  familiare  fino  all’età  di quattordici anni quando, morto il  padre, si trasferì in collegio a Napoli ove,  conclusi  gli  studi  secondari  e  poi  quelli  universitari  presso  l’Università Federico II e presso l’Istituto Universitario Orientale, si  dedicò  all’insegnamento.  Studioso  instancabile  conseguì  vari  diplomi in discipline diverse: botanica, ortofrenia, ecc. e non mancò  di approfondire gli studi dell’Esperanto.

Fu legato da affetto indissolubile alla sua terra d’origine, ove ritornava tutte le volte che i suoi impegni glielo consentivano ed in  particolare  nel  periodo  estivo.  I  suoi  rapporti  con  l’ambiente  demologico del suo tempo e, soprattutto, l’amicizia che lo legava agli illustri etnografi calabresi quali Raffaele Lombardi Satriani, Raffaele Corso e Antonino Basile, indussero lo studioso a dedicarsi alle ricerche sulla cultura popolare calabrese e, in particolare, di Tropea, onde tramandarne la memoria.

Con rigore e passione, attraverso ricerche prolungate nel tempo,  Giuseppe  Chiapparo  ha  condotto  studi  approfonditi  nei  diversi  settori della vita tropeana, pubblicando saggi e ricerche al fine di  preservare un patrimonio culturale, che altrimenti sarebbe andato  per  sempre  perduto.  I  suoi  scritti,  ancor  prima  degli  anni  ’30  del  secolo appena trascorso e fino alla sua dipartita sono stati pubblicati su varie riviste: Cultura Regionale (Reggio Calabria), Folklore Italiano, Archivio delle tradizioni italiane, Calabria Letteraria, Folklore della Calabria, Roma della Domenica ed altre.

Testimonianza di molte sue pubblicazioni si trovano nel testo “Fonti documentarie e Bibliografiche della Calabria” di Carlo De Cesare, 2006.  Lo  studioso  partecipò  a  vari  congressi italiani e internazionali. Citiamo il “Convegno sugli studi etnografici   italiani”   presieduto  dal prof. Raffaele Corso tenutosi  a  Napoli  nel  1952;  il  convegno  internazionale  su  “Etnografia  e  Folklore  del  mare”  tenutosi  a  Napoli  alla  Mostra  d’Oltremare  nel 1954 e, ancor prima, il “Convegno  internazionale  storico  e scientifico  sulla  Chirurgia  plastica”  tenutosi  a  Tropea  il  15-16 giugno  1947,  del  quale  a  fianco  dell’allora  sindaco  di  Tropea,  la Marchesa  Lydia  Toraldo  Serra egli fu promotore oltre che relatore  circa  le  ricerche  fatte  sulla chirurgia  plastica  sui  fratelli  Vianeo di Tropea.

Intorno agli anni ’50 fu parte attiva perché avvenisse la dragatura  del  porto  della  sua  amata  Tropea,  divenuto  oggi  un  importante  porto turistico. La città di Tropea, riconoscente verso il suo concit- tadino  ha  dedicato  allo  studioso  una  strada  nel  nuovo  rione  del  porto, secondo la nuova toponomastica cittadina entrata in vigore  nel 1995.

Molti studiosi hanno fatto riferimento e riportato, nelle loro opere,  gli  scritti  di  Giuseppe  Chiapparo;  tra  gli  ultimi  ricordiamo  in  particolare  quelli  dedicati  a  Tropea  editi  dalla  Banca  Popolare  di  Crotone  sulle  città  della  Calabria.  Recentemente  un  opuscolo  riportante “La vecchia marineria e le culture del mare a Tropea”  è  stato annesso alla rivista La Spola, creata e diretta dal prof. Vito Teti.

L’attività  letteraria  del  prof.  Giuseppe  Chiapparo  è  cessata  nel 1963 anno della sua morte avvenuta a Napoli. I suoi scritti etnografici e demologici su Tropea sono l’unica testimonianza scritta che  resta  sugli  usi  e  costumi  tipici  nei  vari  settori  della  vita  tropeana che erano tramandati oralmente.

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10/05/2010

Giuseppe Parrello: un giornalista calabrese d'altri tempi

Tra le pagine dedicate alla cultura pubblicate sul Quotidiano della Calabria di domenica 9 Maggio, una su tutte ha acceso la mia curiosità: quella dedicata a Giuseppe Parrello, giornalista 'd'altri tempi' come lo definisce Andreana Illano, autrice del pezzo giornalistico. Non conoscevo questo giornalista se non per sentito dire. Non sapevo quanta passione e quanta meticolosa perseveranza avesse praticato nella sua lunga carriera di scrittore e giornalista. Un reportage che mi ha permesso di conoscere meglio un altro di quei calabresi che hanno fatto la storia del giornalismo italiano e dato lustro alla Calabria intera, raccontandola con sincera devozione e con onestà intellettuale davvero 'd'altri tempi'. Un approfondimento che mi ha stimolato a cercare i suoi libri per iniziare a conoscerlo meglio. Ringrazio la giornalista del Quotidiano auguroando a tutti una buona lettura.

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07/05/2010

CALABRESI NEL MONDO: La famiglia Foti e le auto vendute ai tempi del Muro

berlino.jpgTempo fa, non ricordo precisamente il giorno, sul Quotidiano della Calabria, un articolo contenuto nelle pagine culturali a firma di Emilio Esbardo, ha catturato la mia attenzione, un po', forse, allo stesso modo con il quale lo stesso Esbardo fu catturato a suo tempo dalla lettura sui quotidiani tedeschi leggendo di una una famiglia calabrese, la famiglia di Domenico Foti di Reggio Calabria che nel tempo era riuscita a traguardare importantissimi successi imprenditoriali vendendo automobili a Berlino durante il periodo del muro. La mia curiosità è stata accesa dal fatto che io a Berlino ci vado da sette anni almeno un mese all'anno  e che in questa città ho incontrato mia moglie e conosciuto la famiglia Foti. Il loro punto vendita FIAT e Lancia, è a 30 metri da quella che fino a qualche tempo fa era casa mia, sulla Berlepschstrasse nel quartiere di Zehlendorf, dove anch'io, come i coniugi Foti mi sono sposato. I ricordi si sono accesi e con essi anche le sensazioni legate ai primi momenti che ho vissuto in questa affascinate, bella ricca di storia città di Berlino. Per tale ragione, condividendo il contenuto del pezzo di Emilio Esbardo, ho deciso di pubblicarlo integralmente su queste pagine. Spero piaccia anche a voi così come è piaciuto a me. Spero serva ad attestare, qualora qualcuno lo avesse dimenticato, quanta Calabria c'è in giro per il mondo, quanto successo i calabresi tenaci e forti come i Foti di Berlino, hanno saputo ottenere con la caparbietà, la perseveranza, l'orgoglio, la passione ed il temperamento calabrese. Un penetrante racconto che sono certo vi piacerà.

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Illustri famiglie calabresi:la famiglia Simonetta di Caccuri

Caccuri Panoramica.jpgCaccuri, piccolo centro nella provincia di Crotone è la patria della famiglia Simonetta, che ebbe una parte di grande rilevanza nella storia medievale d'Italia. Verso il 1430, Angelo Simonetta entrò al servizio di Francesco Sforza a cui Polissena Ruffo aveva recato in dote la signora di Caccuri. Divenuto segretario di questo condottiero, lo seguì in tutte le spedizioni, facendosi apprezzare soprattutto per le sue doti di valente diplomatico, al punto di meritarsi la riconoscenza del suo signore, che lo colmò di benefici, innalzandolo alla dignità di consigliere e facendogli acquistare la cittadinananza di parecchie città lombarde.

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28/04/2010

Gaetano Cipollini: musicista tropeano fra due secoli

cipollini.jpgNel febbraio 1851 la famiglia di Ferdinando Cipollini e Natalina Scrugli fu allietata dalla nascita di un figlio, Gaetano. Fin da bambino, il piccolo Gaetano mostrò una notevole predisposizione per la musica; perciò la famiglia lo fece studiare prima con Francesco Coppa, allievo di Mercadante e poi gli fece frequentare i corsi di armonia e contrappunto al Conservatorio S.Pietro a Maiella di Napoli.

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21:22 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Tropeani e calabresi illustri | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: musicisti tropeani, illustri tropeano, compositori tropeani | OKNOtizie | |  Facebook | |

27/04/2010

Santa Domenica: la martire tropeana del III secolo

s.domenica.jpgSecondo le fonti storiche, Santa Domenica, nacque durante il regno di Diocleziano, intorno al 284, cioè in pieno periodo di persecuzione cristiana. A quanto si tramanda, i genitori di Domenica, il padre Doroteo e la madre Arsenia, erano originari della Grecia, nobili di nascita, economicamente benestanti e di religione cristiana, fatto, quest'ultimo che segnerà la vita spirituale della loro figlia fino a a farle raggiungere la santità. Quando nacque la piccola Domenica, Doroteo ed Arsenia erano sposati ormai da quindici anni e avevano quasi perso le speranze di poter avere figli. Perciò, considerando la neonata come un dono di Dio, scelsero per lei il nome di Domenica, il cui significato è 'Cosa del Signore'.

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26/04/2010

Melo Tedesco: il pittore-scultore tropeano che girò il mondo

Melo Tedesco.jpgSono mesi che 'trascuro' di occuparmi di alcuni tropeani che, nel tempo, soprattutto nelle arti figurative, ma più in generale in tutte le altri arti, si sono distinti e si sono affermati nel mondo. Uno di essi è Melo Tedesco, pittore e scultore, nato a Tropea il 18 aprile 1926 e morto qualche anno fa.  La sua biografia lo annovera fra i tanti emigranti alla ricerca di un riscatto, fuori della sua città natale, fuori dalla sua Calabria. Nell'immediato dopoguerra, infatti,  lascia la sua terra e intraprende il suo viaggio nel mondo. Parigi è la prima città europea dove sosta e si fa conoscere; poi Londra dove inizia a scolpire belle statue e belle cose. Una sua opera, viene premiata dall'Accademia Reale di Londra. Da Londra ad Adelaide in Australia, dove invitato dal  Governo Australiano per dare un contributo allo sviluppo artistico del paese, realizza un Crocefisso in bronzo,  che tutt'oggi occupa la navata centrale della Cattedrale di Porto Augusta. Il Cristo dagli occhi aperti è una novità assoluta nell'iconografia e nelle sculture di tutti i tempi, anche nel post-moderno. Mai prima, nessuno, aveva 'osato' raprresentare il Cristo in questo modo.

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