02/10/2009

Gian Vincenzo Gravina maestro del Metastasio.

Uno dei più illustri letterati calabresi ed italiani della fine del Seicento e dei primi anni del Settecento, partecipe di tutti i vari movimenti artistici, scopritore, nel vero senso della parola, di quell'eccellente poeta che fu il Metastasio, fu Gian Vincenzo Gravina. Senza preoccupazioni finanziarie, seguì una vita di studi intensi e fecondi; da Scalea, ove imparò i primi rudimenti della filosofia cartesiana e delle matematiche, a Napoli, ove andò nel 1681, applicandosi al diritto e alla storia, a Roma, dove doveva cogliere i più meritati successi e stabilirsi definitivamente. Nel 1691 pubblicava a Napoli la sua prima opera, un dialogo contro le teorie morali dei Gesuiti, sotto lo pseudonimo di Priscus Censorinus Photosticus; intanto si veniva legando con l'ambiente letterario romano, contribuendo a dar vita alla famosa Arcadia, un cenacolo di letterati, artisti, umanisti e uomini colti che si dilettavano dello studio delle lettere.

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