28/09/2010
Sette proverbi calabresi sull'invidia
Il sentimento dell'invidia è il soggetto dei sette proverbi che pubblico di seguito. L'invidia come la gelosia acceca la vista, fa vedere cose diverse dalla realtà ed è, fra i sentimenti negativi, quello sicuramente peggiore non solo per chi ne subisce il flusso e le azioni che ne derivano, ma soprattutto per chi lo nutre e lo coltiva. Questa la morale contenuta in alcuni di questi proverbi; questa la consapevolezza che guida chi vi scrive di fronte ai tanti invidiosi di ieri e di oggi incontrati sul proprio cammino.
14:45 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi sull'invidia, proverbi, detti calabresi, detti sull'invidia, aforismi sull'invidia, letteratura proverbiale calabrese, dialetto calabrese, vernacolo, l'invidia nella letteratura proverbiale | OKNOtizie |
|
Facebook | |
08/05/2010
Due blasoni sulle città di Cosenza, Rende e San Fili
Cusentini, mali parenti e mali vicini. I Cosentini, cattivi parenti e cattivi vicini.
A Renne e San Fili fatti a cruci quandu i vidi. Quando vedi un abitante di Rende e di San Fili fatti il segno della croce.
Questi sono due blasoni in cui lo spirito campanilistico e dissacratore che 'i vicini' abitanti delle rispettive città di Cosenza, Rende e San Fili si scambiavano e forse tutt'oggi si scambiano. La letteratura proverbiale calabrese, come più volte scritto, trova nel blasone la 'quintessenza' del gioco sarcastico e dissacratore di cui è ricca e nutrita. Gioco 'irriverente' e pungente, il blasone, occupa uno spazio di tutto rispetto in detta letteratura. La loro pubblicazione su questo blog, nasce dalla volontà di chi scrive, all'approfondimento di questo filone letterario, di cui fanno parte oltre alle poesie in vernacolo, proverbi, detti, ed ovviamente blasoni, quest'ultimo genere, ritenuto fondamentale per scandagliare alcuni aspetti della mentalità calabrese, della storia della mentalità in Calabria ed anche, più in generale, per puro spirito goliardico; giammai per rimettere in moto o stimolare antichi attriti o vecchie pregiudiziali 'di bottega'.
Altri blasoni e proverbi cliccando qui.
Post correlati
I proverbi calabresi: un approfondimento
Il ruolo subalterno della donna in Calabria: i proverbi come 'spia'
13:42 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: blasoni calabresi, proverbi, cosenza, rende, san fili, modi di dire, detti popolari, dialetto calabrese, vernacolo, letteratura proverbiale | OKNOtizie |
|
Facebook | |
11/10/2009
Terra mia, cu ti vidi ti vurria, ovvero chi ti vede ti desidera di Francesco Restuccia.
Francesco Restuccia è una grande persona, di quelle a cui il tempo non ha cambiato il cuore e l'anima; di quelle persone che meritano davvero grandi attenzioni e grandi consensi. Uomo laborioso ed onesto, maestro elementare, fine giornalista, a cui voglio molto bene per la sua assoluta semplicità ed il suo assoluto senso della vita. Abitavamo di fronte, nello stesso condomio, fin quando chi scrive non si è trasferito per vivere in un'altra zona di Tropea. Discreto ed affabile, intellettuale completo e di grande spessore morale, ha combattuto nella seconda guerra mondiale, partecipando attivamente alla resistenza partigiana e alla liberazione d'Italia. Non è nato a Tropea, ma qui vicino. A Joppolo per essere precisi, paese della costa degli dei distante da Tropea solo 16 km. Ma a Tropea ha sempre vissuto, dal 1954 dice il suo curriculum, per me da sempre essendo in quell'anno ancora lontana la mia venuta al mondo. E' stato un giornalista coi fiocchi come si suol dire, pubblicando ininterrottamente in diversi quotidiani nazionali, quali "Il Messaggero" e regionali quali "La Gazzetta del Sud" e "Il Giornale di Calabria" dal 1954 al 1995. Stimato corrispondente dell'ANSA. Le sue pubblicazioni sono varie e diversificate. Nel 1966 pubblica una raccolta di poesie per ragazzi e la sua "Raccolta di liriche"; nel 1972 una bella guida turistica della città di Tropea da cui molto ho appreso; nel 1981 "Calabria Eterna" e "Cecco il difficile" due opere che segnano il passaggio alla narrativa; del 1983 è " La moglie dell'onorevole"; del 1986 "Racconti senza pretese"; del 1991 "La collina dei sogni". I suoi scritti, siano essi poesie o racconti, sono presenti i numerose antologie calabresi e nazionali. Ha ricevuto infine, diversi riconoscimenti per le sue poesie e per la narrativa. Fra tutti oso citare il premio internazionale per la poesia di Gradara nel 1976, il premio internazionale per la narrativa di Tolentino Terme nel 1976 e nel 1977, il premio al "Trofeo Fonte di Moderanno" in Marina di Pisa nel 1976 e altri premi in tutta Italia. La poesia che propongo oggi è tratta invece dal suo ultimo lavoro bibbliografico: Terra mia, con sottotitolo rigorosamente in dialetto calabrese, cui ti vidi ti vurria, che significa letteralmente Terra mia, chi ti vede ti desidera. Essa è l'ultima pubblicazione di Antonio Restuccia, edita per i tipi della Giuseppe Meligrana Editore nel Maggio 2007 insieme ad altre 12 poesie e 6 novelle in calabrese. Il curatore della prefazione al volume, prof. Lino Daniele così si esprime al riguardo:" ....rispetto alle opere pubblicate negli anni precedenti - che hanno avuto ampi riconoscimenti dalla critica e dal pubblico - Terra mia, appare diversa. Non più il realismo crudo di Cecco il difficile, della Collina dei sogni o della Moglie dell'onorevole, ma di un realismo che sfocia a tratti nel surrealismo e una creatività capace di costruire personaggi originari e bizzarri. Specie nelle poesie, il Restuccia dimentica di essere uno scrittore, si libera del suo bagaglio culturale, assimilato con la lettura e gli studi continui, e si tuffa nel pozzo della memoria alla ricerca della civiltà contadina, di cui si sente ancora figlio, sebbene se ne sia allontanato per motivi di lavoro. Di questa riesce a coglierne benissimo alcuni aspetti caratteristici e a metterne in risalto le negatività; queste sono determinate superstizioni e atteggiamenti che hanno angosciato l'infanzia delle generazioni passate, quando ancora non c'era la televisione. In Terra mia l'autore compie una piccola rivoluzione rispetto alle opere scritte nel passato. Mentre lì, egli usa quasi sempre la scure contro la società ingiusta e corrotta, qui, invece, alle ingiustizie e all'immoralità reagisce con umorismo; un umorismo non sottile, ma forte - forse anche più duro della scure - e che fa riflettere e allo stesso tempo ridere il lettore dalla prima all'ultima pagina. Un umorismo progressivamente sempre più graffiante, che riesce a corrodere ed abbattere le credenze che hanno segnato negativamente le antiche civiltà contadine e sulle quali i maghi televisivi hanno costruito la loro fortuna". Qui mi fermo e lascio chi visita questo sito di poter leggere la poesia seguente, attualissima nel contenuto e ironica nella forma e nello stile. Per avere il libro integrale, basta cliccare a tergo del post sulla dicitura Giuseppe Meligrana Editore.
18:00 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: bibliografia su tropea, poesie tropeane, poesie calabresi, poesie in dialetto calabrese, vernacolo, dialetto, libri su tropea, francesco restuccia, terra di calabria | OKNOtizie |
|
Facebook | |
23/09/2009
Poesie da Tropea in dialetto calabrese.
Nascisti ca cammisa
Nescisti ca cammisa e nte linzola i linu,
cantaru i criati a nascita du bambinu.
Di poviri e di mischini dicisti ca tindi futti,
ti misiru a fini suttaterra...a nuda,
comu a tutti.
Sei nato con la camicia
di Carmine Macchione
Sei nato con la camicia e tra le lenzuola di lino,
cantarono le serve la nascita del bambino.
Dei poveri e dei meschini non ti interessavano i lutti,
ti sotterrarono...nudo..,
come tutti.
Da: Luci e ombre di Carmine Macchione, poeta tropeano.
Altre poesie dell'autore
23:09 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: poesie dialettali, poesia, carmine macchione, cultura, dialetto calabrese, vernacolo | OKNOtizie |
|
Facebook | |
21/09/2009
Un proverbio calabrese sulle donne.
A fimmina 'mpasta o spasta, u furnu conza o guasta. Letteralmente la traduzione darebbe un senso poco comprensibile per cui preferisco proporre quella che segue perché si avvicina molto a quella letterale: la donna può essere benefica o dannosa ('mpasta o spasta), come un forno può riscaldare o bruciare (conza o guasta).
Il proverbio si inserisce nella lunga sequela dei detti popolari sulle donne, che hanno come connotazione principale una concezione spesso misogena e maschilista su di esse. C'è da dire, comunque, che anche su questo punto, come precedentemente posto in luce in un articolo pubblicato su questo blog che troverete a tergo dell'articolo, le contraddizioni nella cultura e nella considerazione delle donne in Calabria non sono mancate di certo nel corso dei secoli. In questo caso, il proverbio è "neutro", nel senso che si limita ad una osservazione di carattere generale, che si potrebbe capovolgere al contrario. Ovviamente, rimarca anche una verità indiscutibile e da sempre posta in evidenza anche da esperti sociologhi: per essere uomini grandi, occorre che ci sia nella propria vita anche una donna grande, una compagna all'altezza, intelligente e affezionata insieme, dove per grande si deve intendere uomini soddisfatti e realizzati, non necessariamente uomini di successo.
Articoli correlati
La donna nei proverbi calabresi
Link correlato
13:40 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi donne, proverbi calabria, dialetto calabrese, dialetto, aforismi dialettali calabresi, aforismi, vernacolo | OKNOtizie |
|
Facebook | |
19/09/2009
Proverbi calabresi di Reggio Calabria.
Quello che propongo oggi è un proverbio molto usato nella città di Reggio Calabria, la città che ha sempre avuto una forte "rivalità" campanilistica verso la dirimpettaia Messina. Stamattina un mio caro amico mi ha chiamato al telefono e fra le tante cose mi ha raccontato di un piccolo inconveniente che ha avuto con un messinese pochi giorni fa. Non volendo, nel racconto, gli è scappato di pronunciare a tergo della sua chiamata questo detto, probabilmente perché condizionato incosciamente dal mio status di tropeano "cipujaru" (così veniamo chiamati noi di Tropea all'"estero"). Mi è sembrato carino farglielo ripetere per poterlo memorizzare e quindi pubblicare.
Megghiu pani e cipuja o to paisi cha nu palazzu a mmenzu e missinisi.
Meglio pane e cipolla al tuo paese, che un palazzo in mezzo ai messinesi.
Vedi anche
18:02 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi di calabria, proverbi di reggio calabria, dialetto, vernacolo, aforismi dialettali calabresi | OKNOtizie |
|
Facebook | |
16/09/2009
Gli antichi proverbi calabresi sulle donne.
Donna vasata non caccia ventura ca caccia u muccaturi e si stuja.
Questo proverbio ha questa traduzione: donna baciata non va in sventura perché prende il fazzoletto e si asciuga.
Il significato metaforico dell'aforisma calabrese, molto antico, trova la sua spiegazione e la sua logica solo all'interno di una considerazione semplice: la donna è per definizione, capace di dimenticare presto l'amore, per cui anche se l'hai baciata questo non costituisce un impegno, anzi è così cinica e superficiale, che si pulisce la bocca con il fazzoletto, subito dopo il tuo bacio. Non va in sventura in questo caso è sinonimo di non prendersela a cuore., di non sentirsi più di tanto coinvolta. Non preoccuparti quindi - sembra dire questo detto all'uomo che ha baciato una donna - che ella non si dispererà se non lo farai più. Il tutto trova una sua corrispondenza, anche culturale, solo in un passato per certi aspetti non molto remoto, quando gli uomini che volevano una donna, usavano molta premura nell'approccio ad essa, utilizzando spesso la figura del "ruffiano", ossia di colui che doveva recarsi alla casa della futura fidanzata, a nome e per conto dell'innamorato, parlare con il padre e successivamente riportare l'esito del colloquio al "mandante".
Vedi anche
02:36 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi calabresi, aforismi, dialetto calabrese, calabria, tropea, vernacolo | OKNOtizie |
|
Facebook | |
07/09/2009
La Calabria ed i proverbi più tipici.
U bonu pani è finu a pezza, u bonu vinu è finu a fezza.
L'ottimo pane è buono fino all'ultima mollica e l'ottimo vino è buono fino all'ultima goccia.
Questo si è solito dire in Calabria per attestare la qualità del pane e del vino. Qualora ciò non fosse, allora sia l'uno che l'altro non sono buoni.
18:43 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, calabria, proverbi calabresi, aforismi dialettali calabresi, saggezza proverbiale, dialetto, vernacolo | OKNOtizie |
|
Facebook | |
06/09/2009
Gli aforismi in dialetto calabrese.
Povira Italia! Disperata e sula, scarpa mala conzata pocu dura.
Povera Italia! Disperata e sola, stivale mal aggiustato poco dura.
Mai come oggi, in tempo di crisi, questo detto si ripresenta come attuale e vero.
Vedi anche:
20:55 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, calabria, proverbi calabresi, aforismi, tradizione, vernacolo, dialetto | OKNOtizie |
|
Facebook | |
04/09/2009
Il proverbio calabrese del pomeriggio.
Pi nommu 'nci dugnu saziu a morti mi cuntentu u moru cu l'occhi aperti.
La traduzione è la seguente: per non dar soddisfazione alla morte mi accontento di morire con gli occhi aperti.
Il proverbio che propongo oggi è un antichissimo modo di dire e di pensare del calabrese che denota la forte determinazione e l'orgoglio di un popolo che non si è mai dato per sconfitto. L'orgoglio di dire alla morte di volerla affrontare con gli occhi aperti, esorcizza la paura della stessa, e al tempo stesso sottolinea il coraggio che è alla base della cultura popolare nell'affrontare il tema del 'passaggio a miglior vita'.
Vedi anche
14:27 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, calabria, proverbi calabresi, vernacolo, dialetto calabrese, aforismi dialettali, massime antiche, saggezza | OKNOtizie |
|
Facebook | |





























