08/05/2011

Questione Ospedale di Tropea: Franco Barbalace chiede un incontro urgente all’Asp

FRanco Barbalace.jpgTROPEA -  «Un incontro urgente  ed  improrogabile  per portare a conoscenza della grave situazione in cui versa l'ospedale di Tropea che peggiora giorno dopo giorno. Vogliamo delle risposte da dare ai nostri cittadini per un settore, quello della salute, che già ha vissuto situazioni drammatiche».

E' questo quanto chiede ai commissari dell'Azienda sanitaria, il  sindaco di Spilinga, Franco Barbalace,in qualità di presidente  dell'assemblea dei sindaci a nome di tutti i colleghi del Distretto sanitario di Tropea,  preoccupati  sempre più delle sorti di una struttura che abbraccia un bacino d'utenza che va dalla costa ad una vasta area dell'entroterra.

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15/01/2011

Sanità a Vibo Valentia e processo Eva Ruscio: la porchetta è servita!

354816030.jpgFinirà col farsi odiare del tutto questa nostra provincia, più di quanto già lo sia. Finirà nel dimenticatoio delle politiche nazionali Vibo Valentia. Da ultima provincia in termini economici diverrà presto, se non si cambia completamente registro in tutti i settori, la provincia più detestata ed abbandonata a se stessa dell'intera penisola. I segnali non mancano e le rivelazioni di Wikileaks registranti le forti perplessità sulla Calabria espresse dal console americano, la dicono lunga a tal riguardo.

La giustizia vibonese non riesce ad assicurare alle patrie galere quelli che tre anni fa hanno decretato la morte di Eva Ruscio, la ragazza entrata viva in sala operatoria all'Ospedale di Vibo Valentia per una semplice operazione  chirurgica, e ne è uscita morta. Ed io sono incazzato nero, perché il dolore che sale dalle parole della madre di Eva, pronunciate subito dopo la sentenza,  giunge forte e profondo e mi lacera l'anima. La lacera perché mi sembra di vivere in una dimensione surreale, Kafchiana al rovescio, dove la più elementare logica, la più elementare esigenza di giustizia che tutti, e dico tutti, dovrebbero ancora sentire, viene sistematicamente messa sotto i piedi. La lacera perché potrei essere io, voi, domani o un giorno, al suo posto, al posto della madre di Eva Ruscio.

L'USP n° 8, la nostra Unità Sanitaria Provinciale per intenderci meglio, è stata sciolta per mafia ed io ho esultato quando ciò è avvenuto. Eppure ieri non si è affondato il bisturi;  eppure ieri c'è stata un'occasione unica per dire all'Italia e al mondo intero: "ecco, in Calabria, pur essendoci mali endemici, pur essendoci il più alto tasso di malasanità nazionale, siamo riusciti ad assicurare alla giustizia cinque medici, che da domani non potranno più esercitare la loro professione, da domani non potranno più essere dannosi all'intera comunità vibonese e nazionale".

A Vibo Valentia, quella sanità che fa affari con la 'ndrangheta, quei medici che fanno patti con la massoneria per diventare primari e per avere importanti incarichi dirigenziali, quei medici che del giuramento d'Ippocrate hanno dimenticato tutto, quella sanità, quel sistema di potere politico-clientelare non è stato intaccato nella sostanza; quei medici sono ancora ai loro posti. Un'occasione persa per un primo riscatto.

Ed invece nulla è successo. Due di essi assolti, i rimanenti tre  se la sono cavata con condanne insignificanti. Potranno ancora esercitare la loro professione ed è questo il dato più allarmante.

Altri invece, i cosiddetti  "addetti ai lavori" ovvero elettricisti, responsabili di sala operatoria, addetti ai collaudi etc. etc. etc, non sono entrati neanche nelle  indagini. Una vera e propria porcata!

L'articolata analisi di Gianluca Prestia, giornalista assai brillante e serio, riportata di seguito, vi dirà cos'è stata la sanità vibonese negli ultimi 30 anni. Perdonatemi se pecco di presunzione e se usando il termine "vi dirà" ho in qualche modo detto tutto, perché a me non dice nulla di nuovo, pur essendo un'analisi quasi completa sulla situazione generale che ha attraversato la sanità vibonese e calabrese.

Ho pregato che ciò potesse avvenire...era quasi un sogno il mio che credevo non potesse mai realizzarsi. Ed invece, circa 1 mese addietro, è successo.  L'USP n° 8  è stata commissarita, a dispetto della difesa d'ufficio che l'ex commissaria venuta da Reggio ed organica al Presidente Scopelliti, Alessandra Sarlo, aveva fatto; a dispetto dello stesso presidente Scopelliti che diceva di voler cambiare tutto in Calabria cominciando dalla sanità, ed invece,  alla prova dei fatti, si è confermato peggio del Tayllerand al Congresso di Vienna, restaurando i vecchi poteri, confermando pari pari tutti i quadri dirigenziali, medici ed amministrativi; a dispetto del di lui predecessore l'Agazio furioso ed incazzoso Loiero che come la vecchia scuola democristiana gli ha insegnato, ha imparato a memoria la prassi e la vecchia arte dei democristiani da quattro soldi, ovvero quella del coprire il sole con le reti; a dispetto del sindaco di Tropea Adolfo Repice che in questa sanità è stato organico negli anni '80 e che pur di muovere l'aria invece di tacere,  ha difeso fino alle scorse settimane quanto affermava la Sarlo prima e Scopelliti dopo.

Altri imporanti processi sono in corso a Vibo Valentia che riguardano sia la 'ndrangheta che la la sanità, non ultimo quello dell'altra vittima del bisturi facile: Federica Monteleone. Chi scrive, che ancora si ostina a credere nella giustizia, che ancora si ostina a pensare che Vibo Valentia non sia destinata ad essere la provincia più povera e quella peggio governata dell'intera penisola, che ancora si ostina a pensare che anche qui da noi ci possa essere un risveglio delle coscienze e un riscatto conseguenziale delle stesse, una sanità migliore, una giustizia sociale perequativa ed equa, spera e crede che sulle vicende prossime in esame ed "in itinere",   possa esserci quella tanto ed auspicata "giustizia" che tutto il territorio, tutte le persone di buona volontà nonché l'Italia intera si aspettano. Altrimenti per Vibo Valentia e la sua provincia, per la sua sanità e per il suo territorio ci sarà poco da aspettarsi nel futuro; altrimenti per l'ultima provincia d'Italia il dimenticatoio  è già pronto...ed il federalismo fiscale è solo un piccolo antipasto!

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28/11/2010

Ospedale di Tropea: si litiga ancora!

Pino Rodolico, francesco miceli e Tino Mazzitelli.JPGAll'ospedale di Tropea litigano, si litiga, si manifestano i peggiori sentimenti che in un ambiente, quale quello della sanità, non dovrebbero mai essere, non dovrebbero mai esistere.

Leggo esterefatto il giornale di ieri, quello che scarico ogni sera sul mio PC. In esso un articolo che  allego alla fine di queste mie piccole e misere considerazioni.

Questa volta la lite non è fra il direttore sanitario Tino Mazzitelli e l'urologo primario Pino Rodolico, già consumata qualche tempo addietro; questa volta la lite non è fra il dott. Tripodi e Pino Rodolico, anch'essa già consumata qualche tempo addietro; questa volta la lite si sposta ai piani più alti; la lite è quella fra Tino Mazzitelli e il capo del dipartimento di chirurgia Francesco Miceli che avrebbe deciso di accorpare le unità operative di Urologia, Chirurgia e Anestesia del locale presidio ospedaliero.

Non entro nel merito, perché credo che ci sia poco da entrare nel merito.

Voglio provare a dare la mia personale lettura a questa ennesima lite, a questa ennesima e vergognosa lite che null'altro è - a mio avviso - che una lotta per il predominio, una lotta per l'affermazione di personali prerogative, una lotta politica trasferita in un ambiente che, ahinoi, paga da decenni queste diatribe, queste volontà di affermazione personale, questa vergognosa guerra per il potere.

Una cosa è certa cari amici e lettori: la sanità in Calabria è malata, costa troppo, è piena di debiti perché a rappresentarla è gente di questo tipo, perché non è il malato ad essere al centro dell'interesse medico ma il potere.

A Vibo Valentia e nella sanità vibonese in generale, poi, a quanto si sente dire, a quanto ci è dato di sapere, ci sarebbe il peggio del peggio. Un groviglio attorcigliato di interessi massonici, ndranghetistici e politici che è a dir poco allucinante, difficilissimo da spiegare, difficilissimo da mettere a fuoco per tutti, me per primo, ma sotteso e sottaciuto da tutti coloro i quali, come Scopelliti oggi e Loiero ieri, hanno tentato e tentano di mettere ordine in questa matassa aggrovigliata chiamata sanità calabrese.

Dei governatori calabresi non ho molta fiducia; non li considero capaci di interventi risolutori in tale direzione e sapete perché? Perché ogni volta che ho sentito parlare Loiero di mali della sanità, ogni volta che sento parlare Scopelliti degli stessi argomenti, l'accento cade sempre sulla spesa e sul numero degli ospedali. In molti casi le argomentazioni addotte sono per dare le spiegazioni più assurde, le giustificazioni più irrazionali,  fingendo di non sapere, coprendo sempre il sole con le reti, trincerandosi spesso su garantismi legali perché incapaci di affondare il bisturi per tentare di estirpare il vero male della sanità in calabria: la complicità della casta medica - non tutta per fortuna - con i poteri forti e la massoneria.

Le procure dovrebbero andare in fondo, affondare il bistruri per usare ancora un termine chirurgico, ma non so per quali ragioni non siano in grado di farlo o non siano stati capaci di farlo.

Eva Ruscio, Federica Monteleone, le altri morti assurde degli ultimi anni, gridano giustizia, dovrebbero scuotere nel  profondo le coscienze dei giudici. Null'altro sono che il risultato di questo vergognoso equilibrio. Fortugno è stato ammazzato per questi intrecci che ancora stentano a venir fuori in modo chiaro dopo molti anni.

Tino Mazzitelli, per tornare alle nostre latitudini, paga, in una logica di appartenenza e di assoluto predominio della 'casta sanitaria', un tradimento politico consumato qualche settimana addietro: si è dissociato dal duo Miceli-Rodolico che alle ultime elezioni comunali di Tropea e alle regionali calabresi, aveva legittimato con il suo sigillo l'accordo più trasversale e becero che la politica tropeana e quella provinciale abbiano mai registrato. Il dott. Miceli, tanto per ricordare, correva nella lista Scopelliti; l'emerito dott. Pino Rodolico del PD, consigliere provinciale del PD, correva con la lista Repice, civica in apparenza ma di centro-sinistra nei fatti, essendo stato legittimato e presentato da Chiamparino in persona, da De Nisi e da tutto il popolo che fa capo al PD provinciale, regionale e nazionale. Oggi fa il vicesindaco a tempo perso, il consigliere del PD alla provincia, ed il primario di Urologia all'ospedale di Tropea. Ma non è il solo, per amor di Dio, ad essere investito da questa triplice responsabilità in Calabria. Diciamo che è una prassi abbastanza consolidata. Potere medico=potere politico. Vergognosa e triste realtà!

Lo stesso dott. Rodolico era stato sospeso dal commissario straordinario dell'USP n° 8 dott.ssa Sarlo per la lite avuta con il dott. Tripodi; oggi è di nuovo al suo posto. E poi, qualcuno, dalla regione, di nome Scopelliti Giuseppe, dice che vuole cambiare....basta vedere tutti coloro che manager erano dell'Asp n° 8 e manager sono rimasti tutt'oggi, senza cambiare nessuno, per capire quanta voglia di cambiamento c'è nel nuovo inquilino di palazzo Campanella.....Alla faccia del cambiamento dott.ssa Sarlo! alla faccia del cambiamento presidente Scopelliti!

Ma torniamo a noi....

Caro Tino, cosa ti aspettavi? Pensavi davvero che te l'avrebbero fatta passare liscia la tua bravata? Pensavi che dissociarti da lorsignori non avrebbe prodotto nulla?

Ma io ce l'ho anche con te, pur apprezzando di fatto la tua dissociazione da questa 'banda' alla 'mastru nuzzu' (senza offesa per il glorioso personaggio di quella gloriosa Tropea) e sai perché?

Perché tu, che nuovo non sei alla politica, che nuovo non sei alla sanità, che capivi e comprendevi con chi ti stavi alleando, hai preferito dimenticare la tua origine, la tua storia, la tua indole. Hai preferito correre con chi conoscevi bene come il peggior manager che la storia dell'USL di Vibo Valentia avesse mai annoverato fra i suoi manager: Adolfo Repice. Cosa ti aspettavi da lorsignori che potessero cambiare pelle?

Oggi corri al capezzale di Angela Napoli e sbagli ancora. Lei, insieme a quattro sedicenti camerati, ha contribuito a riportare a Tropea, quello che da una vita tu dall'esterno ed io dall'interno abbiamo sempre combattuto.

Lei, insieme a FLI, insieme a te, dovrebbe prendere atto di questo errore madornale, rimettere le sue scuse al galantuomo Vallone, e poi, insieme a me, insieme a lui, tentare di mettere un freno a questo stramaledetto gioco di potere che si consuma ai danni della sanità, ai danni degli ultimi.

Un po' di pudore cazzo! Un po' di sentimento!

La dialisi a Tropea è cosa facile da mettere a posto. Muoviti Tino, fallo per carità. E' assurda questa cosa. Lascia perdere le liti. Tanto chi vede capisce ed il popolo, quello dei malati meglio degli altri, ha una sensibilità ancora più marcata e sa riconoscere i galantuomini; sa discernere il nero dal bianco, il bene dal male.

I giovanotti che oggi mi chiamano Ken Follet, credono di essere in gamba sol perché hanno inanellato un convegno andato apparentemente bene. Ma tu sai che non sono i convegni a migliorare le sorti di una sanità tropeana allo sbando, ma il quotidiano e silenzioso impegno dei medici e degli ausiliari.

E allora, in silenzio, con umiltà, lascia perdere queste liti, battiti per migliorare la Dialisi come prima cosa. L'accorpamento delle tre unità operative rientrerà gioco forza. L'ospedale di Tropea, grazie a Dio e a nessun altro, è stato dichiarato, perché lo è nei fatti, presidio strategico e quindi da salvaguardare perché in zona altamente turistica.

Facciamo del turista e del turismo la nostra battaglia quotidiana. Leggiti e fai leggere ai tuoi amici, quelli giovani e quelli meno giovani che per pura ambizione ma senza sostanza politica tentano di isolare le voci critiche, le persone che non vogliono stare nel coro, quelle che ci mettono anima e cuore in quello che fanno, il mio decalogo dell'accoglienza turistica.

Lascia perdere queste battaglie inutili e fai cuocere nel loro brodo questi sedicenti primari. La gente non lo capisce. La gente capisce che pur percependo stipendi altissimi, pur essendo stati privilegiati dalla vita, anziché fare il vostro dovere litigate inutilmente.

E con questo, spero, di aver detto tutto. Vogliamo una sanità che funzioni, vogliamo che l'ospedale di Tropea funzioni bene. Vogliamo più fatti e meno chiacchere. Questo era uno dei tuoi motti preferiti da giovane: riscoprilo e vivilo nel presente. Non è mai troppo tardi!

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