06/10/2009
Cronaca di una maledetta giornata di Pioggia.
di Federico Guglielmo Lento
In Sicilia, si dice, non piova mai.
Ed è un disastro: per l'agricoltura, l'ambiente, le risorse idriche...
Ma anche quando piove, disastro è.
Spesso la pioggia non è quella manna dal cielo che ci aspetteremmo, si trasforma in alluvione con conseguenze catastrofiche su un territorio di cui l'uomo non ha avuto cura e su cui l'uomo ha esercitato tutte le violenze. Cementificazione e disboscamento,con o senza il corollario degli incendi estivi, solo dei piccolissimi esempi.
I morti, i feriti ed i senza tetti, il corollario, per un giorno o una settimana alla ribalta, poi subito dimenticati fino alla prossima calamità naturale da antropizzazione scellerata.
In poche parole questo è successo, pochi giorni fa, per questo ancora ne parliamo, a Messina, quello che viene definito disastro.
Alcuni, quelli che ci governano hanno la spudoratezza di aggiungere alla parola disastro l'aggettivo annunciato, participio passato del verbo annunciare.
Ma perché, se era annunciato, non si è fatto ,in tempo, assolutamente nulla, nemmeno il minimo?
Perché non si è messo in sicurezza il territorio.
Perché non si è dato corso alle oltre mille richieste di abbattimento di edifici a rischio, così come richiesto dal comandante del nucleo di sorveglianza?
A meno che non si sia usato a sproposito l'aggettivo, trattandosi, chiaramente, di bugia clamorosa.
Posto che questo sia vero,dobbiamo mettere in dubbio anche l'affermazione del nuovo miracolo, dopo quello de L'Aquila, che tutti, nel giro di quattro o cinque mesi avranno una nuova casa vera compresa una riserva alimentare bastevole per almeno due settimane.
Quello che, con piacere, registriamo è il lodevole intervento della protezione civile, pur effettuato in condizioni difficili, in uno con la partecipazione delle popolazioni colpite, che fanno registrare anche comportamenti eroici come quello del marinaio Simone Neri che, dopo aver salvato da morte certa otto persone, nel tentativo di salvare il cane, rimasto intrappolato in casa, muore per lo scoppio della bombola del gas.
Ci piace anche un episodio che ha i caratteri dell'eccezionalità,un caso di fortuna nella grande disgrazia.
Il caso è quello del piccolo Brian, nato durante l'alluvione del 2007, fortunosamente e fortunatamente, ed altrettanto fortunosamente e fortunatamente sopravvissuto in quello del 2009.
A questo punto, anche se tutti conosciamo il dato, riteniamo opportuno un piccolo bilancio.
L'area affetta è quella di Scaletta Zanclea, Giampilieri, Molino, Altalia e Briga Superiore.
I morti già accertati 21 e 35 i dispersi 500 gli sfollati.
I villaggi di collina sono destinati a rimanere, per le loro immodificabili condizioni idrogeologiche, dei villaggi fantasma privi di abitanti e inibite saranno le nuove costruzioni.
Di fronte alla tragedia, che è una tragedia di tutta la nazione, non crediamo serva il linguaggio immaginifico del premier, il mutismo della ministra siciliana all'ecologia, le dichiarazioni apodittiche del governatore e del ministro delle infrastrutture, "Il ponte si farà".
Noi suggeriamo, sommessamente, di seguire il consiglio del Presidente Napolitano, sperando che Dio ce lo conservi a lungo, che suggerisce di abbandonare l'idea di opere faraoniche e concentrarsi sulla spesa per la messa in sicurezza del territorio.
E, per una volta, la prima, condividiamo in pieno le parole del ministro Bossi "Il ponte violenta la natura".
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13:50 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Il diario di F. Guglielmo Lento | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: messina, tragedia di messina, disastro ambientale, frana a messina, guglielmo lento, cronache, alluvione a messina, tragedie siciliane | OKNOtizie |
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