08/05/2011

Tropea: il direttore sanitario Tino Mazzitelli punta il dito contro il capodipartimento di chirurgia Francesco Miceli

926252567.JPGOspedale, ennesimo scippo: «Appare illegittima la messa in mobilità del personale paramedico»

di NICOLA COSTANZO, Il Quotidiano della Calabria

TROPEA - Come al solito il suo stile è asciutto e diretto. Del resto il direttore sanitario dell'ospedale, Tino Mazzitelli, non è tipo che bada ai fronzoli. Quando rileva una disfunzione di un sistema sanitario ben lungi da rispecchiare gli standard minimi richiesti non ha remore a denunciarla e a gridare allo scandalo. Ecco spiegato il perché non poteva, né voleva, rimanere silente di fronte alla messa in mobilità del personale paramedico del reparto operatorio di Chirurgia. Questa volta ha alzato lavoce attraverso una lettera aperta ai commissari dell'Asp vibonese.

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28/11/2010

Ospedale di Tropea: si litiga ancora!

Pino Rodolico, francesco miceli e Tino Mazzitelli.JPGAll'ospedale di Tropea litigano, si litiga, si manifestano i peggiori sentimenti che in un ambiente, quale quello della sanità, non dovrebbero mai essere, non dovrebbero mai esistere.

Leggo esterefatto il giornale di ieri, quello che scarico ogni sera sul mio PC. In esso un articolo che  allego alla fine di queste mie piccole e misere considerazioni.

Questa volta la lite non è fra il direttore sanitario Tino Mazzitelli e l'urologo primario Pino Rodolico, già consumata qualche tempo addietro; questa volta la lite non è fra il dott. Tripodi e Pino Rodolico, anch'essa già consumata qualche tempo addietro; questa volta la lite si sposta ai piani più alti; la lite è quella fra Tino Mazzitelli e il capo del dipartimento di chirurgia Francesco Miceli che avrebbe deciso di accorpare le unità operative di Urologia, Chirurgia e Anestesia del locale presidio ospedaliero.

Non entro nel merito, perché credo che ci sia poco da entrare nel merito.

Voglio provare a dare la mia personale lettura a questa ennesima lite, a questa ennesima e vergognosa lite che null'altro è - a mio avviso - che una lotta per il predominio, una lotta per l'affermazione di personali prerogative, una lotta politica trasferita in un ambiente che, ahinoi, paga da decenni queste diatribe, queste volontà di affermazione personale, questa vergognosa guerra per il potere.

Una cosa è certa cari amici e lettori: la sanità in Calabria è malata, costa troppo, è piena di debiti perché a rappresentarla è gente di questo tipo, perché non è il malato ad essere al centro dell'interesse medico ma il potere.

A Vibo Valentia e nella sanità vibonese in generale, poi, a quanto si sente dire, a quanto ci è dato di sapere, ci sarebbe il peggio del peggio. Un groviglio attorcigliato di interessi massonici, ndranghetistici e politici che è a dir poco allucinante, difficilissimo da spiegare, difficilissimo da mettere a fuoco per tutti, me per primo, ma sotteso e sottaciuto da tutti coloro i quali, come Scopelliti oggi e Loiero ieri, hanno tentato e tentano di mettere ordine in questa matassa aggrovigliata chiamata sanità calabrese.

Dei governatori calabresi non ho molta fiducia; non li considero capaci di interventi risolutori in tale direzione e sapete perché? Perché ogni volta che ho sentito parlare Loiero di mali della sanità, ogni volta che sento parlare Scopelliti degli stessi argomenti, l'accento cade sempre sulla spesa e sul numero degli ospedali. In molti casi le argomentazioni addotte sono per dare le spiegazioni più assurde, le giustificazioni più irrazionali,  fingendo di non sapere, coprendo sempre il sole con le reti, trincerandosi spesso su garantismi legali perché incapaci di affondare il bisturi per tentare di estirpare il vero male della sanità in calabria: la complicità della casta medica - non tutta per fortuna - con i poteri forti e la massoneria.

Le procure dovrebbero andare in fondo, affondare il bistruri per usare ancora un termine chirurgico, ma non so per quali ragioni non siano in grado di farlo o non siano stati capaci di farlo.

Eva Ruscio, Federica Monteleone, le altri morti assurde degli ultimi anni, gridano giustizia, dovrebbero scuotere nel  profondo le coscienze dei giudici. Null'altro sono che il risultato di questo vergognoso equilibrio. Fortugno è stato ammazzato per questi intrecci che ancora stentano a venir fuori in modo chiaro dopo molti anni.

Tino Mazzitelli, per tornare alle nostre latitudini, paga, in una logica di appartenenza e di assoluto predominio della 'casta sanitaria', un tradimento politico consumato qualche settimana addietro: si è dissociato dal duo Miceli-Rodolico che alle ultime elezioni comunali di Tropea e alle regionali calabresi, aveva legittimato con il suo sigillo l'accordo più trasversale e becero che la politica tropeana e quella provinciale abbiano mai registrato. Il dott. Miceli, tanto per ricordare, correva nella lista Scopelliti; l'emerito dott. Pino Rodolico del PD, consigliere provinciale del PD, correva con la lista Repice, civica in apparenza ma di centro-sinistra nei fatti, essendo stato legittimato e presentato da Chiamparino in persona, da De Nisi e da tutto il popolo che fa capo al PD provinciale, regionale e nazionale. Oggi fa il vicesindaco a tempo perso, il consigliere del PD alla provincia, ed il primario di Urologia all'ospedale di Tropea. Ma non è il solo, per amor di Dio, ad essere investito da questa triplice responsabilità in Calabria. Diciamo che è una prassi abbastanza consolidata. Potere medico=potere politico. Vergognosa e triste realtà!

Lo stesso dott. Rodolico era stato sospeso dal commissario straordinario dell'USP n° 8 dott.ssa Sarlo per la lite avuta con il dott. Tripodi; oggi è di nuovo al suo posto. E poi, qualcuno, dalla regione, di nome Scopelliti Giuseppe, dice che vuole cambiare....basta vedere tutti coloro che manager erano dell'Asp n° 8 e manager sono rimasti tutt'oggi, senza cambiare nessuno, per capire quanta voglia di cambiamento c'è nel nuovo inquilino di palazzo Campanella.....Alla faccia del cambiamento dott.ssa Sarlo! alla faccia del cambiamento presidente Scopelliti!

Ma torniamo a noi....

Caro Tino, cosa ti aspettavi? Pensavi davvero che te l'avrebbero fatta passare liscia la tua bravata? Pensavi che dissociarti da lorsignori non avrebbe prodotto nulla?

Ma io ce l'ho anche con te, pur apprezzando di fatto la tua dissociazione da questa 'banda' alla 'mastru nuzzu' (senza offesa per il glorioso personaggio di quella gloriosa Tropea) e sai perché?

Perché tu, che nuovo non sei alla politica, che nuovo non sei alla sanità, che capivi e comprendevi con chi ti stavi alleando, hai preferito dimenticare la tua origine, la tua storia, la tua indole. Hai preferito correre con chi conoscevi bene come il peggior manager che la storia dell'USL di Vibo Valentia avesse mai annoverato fra i suoi manager: Adolfo Repice. Cosa ti aspettavi da lorsignori che potessero cambiare pelle?

Oggi corri al capezzale di Angela Napoli e sbagli ancora. Lei, insieme a quattro sedicenti camerati, ha contribuito a riportare a Tropea, quello che da una vita tu dall'esterno ed io dall'interno abbiamo sempre combattuto.

Lei, insieme a FLI, insieme a te, dovrebbe prendere atto di questo errore madornale, rimettere le sue scuse al galantuomo Vallone, e poi, insieme a me, insieme a lui, tentare di mettere un freno a questo stramaledetto gioco di potere che si consuma ai danni della sanità, ai danni degli ultimi.

Un po' di pudore cazzo! Un po' di sentimento!

La dialisi a Tropea è cosa facile da mettere a posto. Muoviti Tino, fallo per carità. E' assurda questa cosa. Lascia perdere le liti. Tanto chi vede capisce ed il popolo, quello dei malati meglio degli altri, ha una sensibilità ancora più marcata e sa riconoscere i galantuomini; sa discernere il nero dal bianco, il bene dal male.

I giovanotti che oggi mi chiamano Ken Follet, credono di essere in gamba sol perché hanno inanellato un convegno andato apparentemente bene. Ma tu sai che non sono i convegni a migliorare le sorti di una sanità tropeana allo sbando, ma il quotidiano e silenzioso impegno dei medici e degli ausiliari.

E allora, in silenzio, con umiltà, lascia perdere queste liti, battiti per migliorare la Dialisi come prima cosa. L'accorpamento delle tre unità operative rientrerà gioco forza. L'ospedale di Tropea, grazie a Dio e a nessun altro, è stato dichiarato, perché lo è nei fatti, presidio strategico e quindi da salvaguardare perché in zona altamente turistica.

Facciamo del turista e del turismo la nostra battaglia quotidiana. Leggiti e fai leggere ai tuoi amici, quelli giovani e quelli meno giovani che per pura ambizione ma senza sostanza politica tentano di isolare le voci critiche, le persone che non vogliono stare nel coro, quelle che ci mettono anima e cuore in quello che fanno, il mio decalogo dell'accoglienza turistica.

Lascia perdere queste battaglie inutili e fai cuocere nel loro brodo questi sedicenti primari. La gente non lo capisce. La gente capisce che pur percependo stipendi altissimi, pur essendo stati privilegiati dalla vita, anziché fare il vostro dovere litigate inutilmente.

E con questo, spero, di aver detto tutto. Vogliamo una sanità che funzioni, vogliamo che l'ospedale di Tropea funzioni bene. Vogliamo più fatti e meno chiacchere. Questo era uno dei tuoi motti preferiti da giovane: riscoprilo e vivilo nel presente. Non è mai troppo tardi!

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19/10/2010

Furto all’Ospedale di Tropea

Tino Mazzitelli Direttore Sanitario Ospedale di Tropea.JPGIl materiale trafugato dalle stanze della direzione sanitaria e dall’ex direzione amministrativa. I malviventi rubano monitor, stampanti, fotocopiatrici e quant’altro.

La denuncia ai carabinieri di Tropea è stata presentata ieri mattina. Denuncia contro gli ignoti che probabilmente nella notte tra domenica e ieri sono penetrati nell’ospedale cittadino trafugando quanto più possibile e mettendo a soqquadro diverse stanze. I ladri hanno agito per la precisione nei locali della direzione sanitaria, dell’ex direzione amministrativa nel laboratorio di ostetricia e ginecologia del presidio. Favoriti dalla scarsa visibilità notturna e dal fatto che gli uffici in questione sono ubicati nella parte retrostante il nosocomio, sono facilmente entrati forzando la porta principale.

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08/10/2010

Tropea, chiude chirurgia: mancano infermieri, polemica sulla turnazione tra reparti

TROPEA - Il direttore sanitario dell'ospedale Tino Mazzitelli ha disposto la chiusura temporanea dell'unità operativa di Chirurgia.

di DOMENICO MOBILIO, Il Quotidiano della Calabria del 7 Ottobre 2010

Nel contempo ha disposto il trasferimento dei pazienti ricoverati nel reparto in altre strutture ospedaliere della zona, cosa avvenuta ieri tramite ambulanze del “118”. Il provvedimento è stato adottato per mancanza di infermieri, una volta «preso atto - spiega Mazzitelli - del diniego da parte del dirigente di Urologia, Giuseppe Rodolico, di ottemperare alla disposizione 648 del 5 ottobrescorso». Tale disposizione, a firma dello stesso direttore sanitario, prevedeva che il dirigente di Urologia, che ha la gestione del personale infermieristico anche per Chirurgia, si attivasse a risolvere il problema della mancanza di infermieri in quest'ultimo reparto, problema per il quale era stato opportunamente e preventivamente sensibilizzato.

Così facendo, osserva Mazzitelli, Giuseppe Rodolico è venuto meno ad una precisa disposizione in materia. Peraltro Mazzitelli aveva disposto l'integrazione del turno di servizio degli infermieri, individuati tra coloro in servizio in Urologia, facendo i anche i nomi e secondo uno schema allegato alla sua disposizione, “transitoria e limitata all'urgenza del momento”. Dif ronte “alla non ottemperanza e al diniego opposto da Rodolico”, per come afferma Mazzitelli, lo stesso nella sua qualità di direttore sanitario, è stato costretto a chiudere la Chirurgia non potendo garantire alcuna assistenza infermieristica, condizione indispensabile per la tutela della salute dei degenti.

31/07/2010

Un progetto politico deludente:Tino Mazzitelli critico con l'amministrazione e il vicesindaco Rodolico

Tino Mazzitelli.jpg'Le ragioni del sostegno personale e politico al sindaco, unitamente al sostegno di un folto numero di amici, grandi elettori, di cui esprimo malcontento e dissociazione, si fondavano essenzialmente sulla condivisione di un progetto politico che avrebbe dovuto caratterizzarsi in iniziative di ampio respiro per rendere più vivibile Tropea e che via via assumessero valenza di criterio costitutivo dell'azione amministrativa'. Questo l'incipit di un lungo documento a firma di Tino Mazzitelli, ex sindaco di Zungri, storico direttore sanitario della Struttura ospedaliera di Tropea e personalità politica di spicco della ridente 'Perla del Tirreno'.

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