12/06/2010
Il Manifesto: VENDESI TROPEA “APPASSIONATAMENTE”!
Concittadini,
nella seduta consiliare del 4 Giugno 2010, la 'maggioranza Repice' ha adottato dei provvedimenti estremamente dannosi e insensati che, VERGOGNOSAMENTE, UMILIANO E OFFENDONO la nostra amata Tropea e tutti i suoi abitanti.
Noi diciamo con forza NO alla vendita del 'vecchio ospedale' con l’annesso 'ex asilo Vaccari'; sarebbe una grave perdita storico-culturale, un oltraggio alla memoria collettiva di tutti i tropeani, per tutto quello che ha rappresentato e rappresenta questo antico palazzo.
La motivazione, addotta dal sindaco Repice per giustificare la vendita di questi beni, è demagogica, neppure un modestissimo amministratore, se dignitoso, l’avrebbe mai data, ma si sa, IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI!
Non erano altre le intenzioni prospettate e le promesse fatte in campagna elettorale? DOV’E’ L’AIUTO DELLA TORINO CHE CONTA?
I fatti di questi mesi ci dicono chiaramente quanto già supposto: non Torino a disposizione di Tropea, non le amicizie altolocate del 'manager' Repice al servizio di Tropea, ma al contrario, Tropea e suoi beni per gli amici di Torino e dei 'dintorni' di Tropea.
La compagine 'Uniti per Tropea' in altri tempi, precisamente nel Novembre del 1993, ha ereditato una situazione amministrativa gravissima. Il dissesto economico era addirittura suggerito e consigliato dal Ministero dell’Interno, presente il senatore Antonino Murmura.
Usò allora la vendita dei 'gioielli di casa' per ripianare i debiti e salvarsi dal dissesto?
NO! NON SI VENDETTE NULLA!
Al contrario, sono stati salvati, dalla vendita programmata dalle amministrazioni precedenti, sia il 'vecchio ospedale', sia il palazzetto dell’Antico Sedile, e si sono realizzate, inoltre, opere pubbliche che in cinquant’anni non si erano mai viste, il tutto con fondi regionali e comunitari che, persone di buona volontà, serie e responsabili hanno saputo ben reperire.
Un amministratore, sia pure modesto, non procede alla vendita dei beni se prima non conosce la reale situazione debitoria dell’ente che governa, ma questo cosa volete che importi al grande manager venuto da Torino, per lui quello che conta è Vendere, anzi SVENDERE tutto il vendibile, presto toccherà a Palazzo Giffone e Palazzo Sant'Anna!
Quali allora i motivi di siffatta decisione? Quale la ragione di tanta fretta nel mettere in vendita questi beni? Quali gli interessi reconditi di così tanta pecca?
A questo operare, alla vendita-svendita del patrimonio tropeano che si sta perpetrando ai danni di noi tutti e delle future generazioni, diciamo tassativamente NO! Non ci stiamo!
DICIAMO NO, al diverso utilizzo del mutuo contratto, con la Cassa depositi e Prestiti, per le opere di urbanizzazione primaria e percorso pedonale in località 'campo di sotto'. Il dirottamento di tale cifra - Eur. 516,456,90 -, verso la zona del centro storico mostra tutta la grossolanità amministrativa e manageriale dell’attuale giunta esecutiva, sindaco in testa. Quando mai si è visto che, accertata come prioritaria la realizzazione dell’opera in contrada campo, sol perché per l’adeguamento al prezzario regionale tale somma non è più sufficiente, si dirotta questa somma verso altra zona già urbanizzata?
Suggeriamo agli attuali amministratori, se ne sono capaci e senza svendere nulla, per il 'campo di sotto', di reperire altri fondi, in primis Eur. 152,107,51 per mandare in appalto il primo lotto funzionale; successivamente reperire la somma mancante per completare l’opera con contributi regionali non difficili da ottenere, trattandosi di opera indifferibile ed urgente.
DICIAMO NO, perché al 'Campo di Sotto' non esiste rete fognante; DICIAMO NO, perché le fosse nelle quali i cittadini residenti riversano i liquami sono fosse a perdere costituendo quindi, allo stato, una vera bomba ecologica in considerazione anche del fatto che le stesse insistono sulle falde acquifere che alimentano i pozzi dai quali attingiamo l’acqua per bere. DICIAMO NO, perché l’opera non è da considerarsi fine a se stessa, ma rappresenta un volano insostituibile di sviluppo per tutto l’intero territorio di Tropea, una zona a destinazione prevalentemente alberghiera; una zona che siamo riusciti a preservare dalla violenza speculativa. Presidente del Consiglio Comunale Nino Valeri, così tuteli la zona della quale sei il referente? Non hai nulla da dire alle persone che, votandoti, hanno mal riposto la loro fiducia? Forse la poltrona che occupi è il frutto di un compromesso a tutto danno di quella zona, dei suoi residenti e di tutta Tropea? DICIAMO NO, infine, al tentativo di boicottare l’opera che ha avuto un iter tormentato con ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato da parte dei proprietari dei vari appezzamenti di terreni espropriati. Non è vero forse che i proprietari di una cospicua particella sono i suoceri della figlia del sindaco Repice?
In attesa di sviluppi futuri, rimaniamo sempre vigili affinché coloro che credono di poter mettere facilmente le mani sulla città non abbiano vita facile.
Cari concittadini, noi dell’opposizione e tutta la Lista Uniti per la Rinascita, non siamo in campagna elettorale, come invece la 'maggioranza' Repice,
Siamo fiduciosi sull’esito del ricorso al TAR che, ci auguriamo, ribalterà il risultato elettorale e metterà la parola fine a questo andazzo che, altrimenti, così continuando, porterà Tropea e noi tutti verso il baratro. Per quanto ci riguarda non avendo cambiali elettorali da onorare avremo sempre la forza e la libertà di denunciare e di tutelare la nostra amata Tropea e la sua millenaria storia dall’assalto spregiudicato di politicanti da strapazzo incolti ed arroganti.
I componenti del Gruppo Consiliare Uniti per la Rinascita
Gaetano Vallone, Roberto Scalfari, Mario Sammartino, Massimo L’Andolina, Giuseppe De Vita
17:11 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: manifesti politici, manifesto uniti per la rinascita, adolfo repice, passione tropea, gaetano vallone, svendita di palazzi a tropea | OKNOtizie |
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