12/04/2011

Lo sfratto da Palazzo S.Anna è esecutivo: Repice e la sua banda tutti "a casa loru"!

Paolo Ceraso Tutti a Casa.jpgL'ex sindaco Repice e tutta la sua banda di disamministratori abusivi, da ieri pomeriggio sono stati sfrattati da Palazzo S.Anna sede del comune di Tropea. Alle ore 16,00 circa, contrariamente a quello che andava predicando in tutti i giornali ed in tutte le piazze l'ex sindaco Repice e i suoi giannizzeri più fedeli, che dicevano non si sarebbero mossi dal loro posto, che dicevano e predicavano da giorni non solo che sarebbero rimasti al loro posto ma che il Consiglio di Stato fra qualche settimana gli avrebbe  dato ragione, hanno dovuto ingoiare un rospo amaro, preparatore di gastriti ed ulcere gastro-duodenali, per le quali gli antigastrici farmaceutici tradizionali non penso possano servire (si preparino comunque le scorte le farmacie di Tropea).

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La notifica del dispositivo del Tar di Catanzaro è arrivata al comune di Tropea, anche se con ritardo di tre giorni, e lui, il marchesicchio-conticchio-pirricchio Repice, ha dovuto in fretta e furia, soprattutto in furia, prendere i suoi "bagattelli" e svuotando i cassetti della sua scrivania andarsene a casa. Purtroppo, per Tropea e  per i Tropeani dopo aver svuotato non solo i suoi cassetti ma anche le casse comunali......!

Che bellezza, che soddisfazione vederlo E VEDERLI uscire dal comune di Tropea con le facce attapirate e tristi, con il subcosciente attivo e memore delle nefandezze commesse e il finto pentimento che trapelava dal loro volto e che sembrava dire: "mannaggia, se avessi fatto prima di oggi quello che era il mio dovere, se non avessimo fatto solo clientelismo ma avessimo amministrato con cuore ed anima, con amore e abnegazione per la città, a quest'ora, pur dovendo per legge lasciare le nostre poltrone, avremmo avuto almeno la possibiltà di tornare dagli elettori con una chance in più, con qualcosa da dire, con un minino di credibilità da poter mettere sul piatto e prendere 400 voti in meno......

Ma siccome la faccia ce l'hanno come il bronzo per non dire altro, cosa fanno e cosa faranno nelle prossime ore? Andranno casa per casa a ripromettere mari e monti, a dire a Tizio "se salgo di nuovo al comune ti darò questo", a Caio "se mi voti ti darò quel posto che aspetti per tua figlia", a Sempronio "se mi sosterrai ti darò una possibilità di entrare nel porto di Tropea" e così via....e se questo non bastasse si procederà per "contanti saluti e baci".....

Da domani mattina l'ex sindaco Repice non è più legittimato nei suoi poteri e tutti i dipendenti comunali non dovranno più prendere ordini da lui e dalla sua squadra, vigili compresi, capo dei vigili compreso. Anche se verrà al comune per tentare di accreditarsi agli occhi del commissario, per cercare di fargli gli occhi dolci e quelli da pesce lesso ops da pruppu lesso, non potrà più dare più ordini, e chiunque potrà dirgli "tornatene a casetta, non sei più il nostro sindaco. Noi, ordini da te e dai tuoi giannizzeri non ne prendiamo più"! Penso che per molti di voi, carissimi amici del comune di Tropea sarà una bella liberazione. Penso a te soprattutto comandante Marciano.....e credo che tu mi possa capire; penso a te in questo momento cara signora Candido; penso a te carissima signora Mazzitelli; penso a te carissimo Saverio Mazzitelli, carissimo "quaddararo" che hai dovuto farti forte e sopportare la sua tracotante arroganza, come me e più di me che sopporto le sue provocazioni e le sue querele ignobili da più di un anno; penso a tutti voi, dipendenti comunali che non gli avete voluto leccare il culo in questi mesi, rimanendo fermi nella vostra dignità e nella vostra personalità. Vi sono vicino oggi più di ieri, oggi più di sempre.

E' giunto al suo epilogo il sindaco del fumo, il "grande manager" Adolfo Repice; è giunto al suo epilogo il suo vicerè di Viale Tondo seconda fermata Pino Rodolico; sono giunti al loro epilogo i personaggi pirandelliani Libero Padula, Tonino Simonelli, Romana Lorenzo, Carmine Sicari, Nino Valeri, Sandro D'Agostino; sugli altri stendo un velo pietoso di silenzio; non meritano nemmeno di essere citati perché in questi mesi sono stati più o meno come gli ignavi danteschi. Non hanno espresso nulla; non sono stati né pasta e né carne per dirla alla paesana. Dante Alighieri li avrebbe collocati nell'Antinferno; Lucio Ruffa li colloca nell'antipasto che si sta gustando alle 23 e 30, fatto di olive nere, formaggio pecorino e capperi di Pantelleria, grandi quanto le palle ed il fumo che in questi mesi l'ex sindaco Repice ha buttato in giro per la città, bagnati da un vino favoloso, di 25 anni d'invecchiamento, proveniente dalle cantine sociali zambronesi della Gaetano Vallone Corporation.  Repice e i movimentati attori di Viale Tondo seconda fermata, avendo fatto patti col diavolo, risponderanno a Belzebù nell'ultimo girone del focoso e profondo buco dantesco nel quale per loro volontà hanno deciso di prenotarsi.

Continua...

00:33 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: adolfo repice, sentenza tar calabria su comune di tropea, paolo ceraso | OKNOtizie | |  Facebook | |