01/11/2010

Ognissanti 2010: Natuzza Evolo nel ricordo e nelle parole di Guglielmo Lento

Caterina Sorbilli.jpgEra una domenica il primo novembre dell'anno scorso. Di prima mattina la televisione comunicò una notizia che commosse molti conterranei e tanti fedeli d'Italia e del mondo: era morta la Mistica del piccolo Comune di Paravati, il "verme della terra", la Mamma, Natuzza Evolo. Mi ricordo che diedi la notizia a Guglielmo via internet e lui prontamente mi telefonò profondamente scosso ed emotivamente interessato da uomo cristiano qual'era. Mi esortava a scrivere un pezzo da inserire sul blog certo che la notizia avrebbe interessato tante persone ed anche per "celebrare" a modo nostro questa "Santa" a noi contemporanea. Altrettanto avrebbe, poi, fatto lui il giorno dopo dedicando un suo post a due donne importantissime per tutte le persone sensibili come egli era, una lettera per ricordare due "ultime" della terra, Natuzza che così amava definirsi, e la grande poetessa Alda Merini che fu ultima non per scelta ma per destino, anch'ella morta in quella triste giornata d'ognissanti. Tropea, sempre il primo novembre, dovette fare i conti con la perdita di una giovane mamma, Rosetta Calamita, aggiungendo tristezza alla tristezza. Guglielmo allora le definì Angeli caduti; io, da oggi, voglio ricordare con le sue parole un mio Angelo personale, per condividere con quanti vorranno leggere, le stesse parole piene d'amore, solidarietà, amicizia, speranza, intelligenza e romanticismo che sempre tanto coraggio e forza mi hanno saputo regalare.  Ciao amico mio, ciao Guglielmo Lento.

Caterina Sorbilli

Per leggere quanto Guglielmo Lento scrisse l'anno scorso su Natuzza Evolo e Alda Merini premere qui

Per leggere anche dell'altra amica Rosetta Calamita volata in cielo l'anno scorso premere qui

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03/11/2009

Natuzza Evolo, Rosetta Calamita e Alda Merini, tre amiche volate in cielo.

Ognissanti è stata una giornata particolare per chi vi scrive. Tre persone, diverse fra loro in tante cose, dall'età alla professione, dalla propria storia al ruolo sociale, sono venute a mancare al mondo intero in generale  e a chi gli voleva bene in particolare, fra questi anche a me. Tra i molteplici fattori di diversità e  tra i tanti caratteri eterogenei non accomunabili fra loro, tre cose su tutte hanno unito le loro vite oggi come ieri: l'essere donne,  l'essere morte il giorno di ognissanti, la dolcezza delle loro vite percorse dalla sofferenza.  Chissà quante donne, ieri, magari alla stessa ora, sono passate a miglior vita; ma io queste donne conoscevo, queste donne ho amato e per queste donne ieri ho pianto.  Ed è per queste straordinarie donne, asciugate le lacrime che hanno paralizzato le mia mente e le mie dita, oggi, 3 novembre 2009,  sento il dovere e l'esigenza di scrivere qualcosa.

Continua...

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