28/11/2010

"Il due di bastoni" di Olimpio Talarico nella recensione di Settimio Genoese

Il due di bastoni Olimpo Talarico copertina.jpgDal semplice gesto iniziale di sfogliare il romanzo per pura curiosità e simpatia, emergono, come cristalli fosforescenti sotto il sole, le massime e le frasi di autori famosi, italiani e stranieri,  in cima a ogni capitolo. Appaiono come tante icone che prendono il posto dei singoli titoli o come le 'ouvertures' in uso nella grande musica lirica del passato.

L'idea mi è piaciuta e l'ho apprezzata: per la novità, per l'input concettuale immediato e per l'impronta tematica che anzitempo racchiude al suo interno.

Mi sono subito tuffato nella lettura, conscio di trovarmi davanti a un capolavoro tra il classico e il moderno, tra il genere storico e il sentimentale, in un alone di verismo e di indagine sociologica, filtrata dalla memoria.

Da subito ci si accorge che le emozioni trasmesse da Olimpio Talarico sono entusiasmanti, puntuali e continue e variano a seconda dei movimenti, delle circostanze esterne, della reminiscenza storica di riferimento, dell'inquietudine interiore. C'è solo bisogno di leggere il libro nel silenzio e nella quiete, così come si gusta l'armonia delle note diffuse nell'aria da un bel CD sinfonico. Atmosfera rarefatta e sottile, per la quale esse giungono a permeare il cuore e l'anima del lettore, nella totale condivisione di ciò che egli racconta, come un fiume in piena di cui si sono rotti gli argini.

Continua...