02/09/2010

La nuova ricetta di Sandro D'Agostino per il rilancio di Tropea: isolare le teste matte e dare l'esempio di buoni giocatori.....e così tutto andrà bene

354816030.jpgChe Sandro D'agostino, il mancato e sedicente assessore comunale alla cultura non abbia nemmeno l'unghia del mignolo della mano simile al suo grande genitore, il compianto prof. Felice D'Agostino, è cosa ormai risaputa. Che possa avere un futuro politico alto e degno come quello che ha avuto suo padre, visti gli esordi  quale delegato alla cultura del comune di Tropea e le dichirazioni a mezzo stampa e a mezzo blog di questi ultimi mesi, credo sia quasi impossibile, anche se il Tar di Catanzaro, fra qualche settimana, dovesse - disgrazia per Tropea - dare torto alla lista Uniti per la Rinascita con Vallone Sindaco e decretare la permanenza al comune  dell'attuale amministrazione comunale e quindi anche sua. Ma nella vita ci sono i casi di conversione improvvisa e fulminea come quella di San Paolo sulla via di Damasco. A questo punto credo, che solo una folgorazione simile, possa riportare al retto giudizio e alla giusta visione delle cose il Sandrino biricchino di casa nostra. Non disperiamo quindi!

Me ne convinco sempre più, di giorno in giorno, leggendo le assolute cavolate che divulga a mezzo stampa con cadenza quasi settimanale, complice qualche capo redattore che anziché verificare i contenuti degli articoli del sandrino tropeano, pubblica tutto quello che arriva dal fax di Viale Tondo, con una disinvoltura giornalistica simile a quei giornali di avamposto che hanno caratterizzato la vita clandestina della carboneria prima e della resistenza dopo.

Da bravo avvocato, quale ritiene di essere, soprattutto dopo aver difeso - vantandosene - Totò Riina, pensa che l'arzigogolare alla azzeccagarbugli intorno al trasformismo palese ed espicito del sig. Adolfo Repice, che da sindaco in quota PD  si accompagna con Chiamparino in Piemonte del PD e con Gentile e Scopelliti in Calabria del Pdl, gli possa dare il viatico naturale alla carica di assessore. Mi meraviglio come un 'conticchio' di così alto spessore, che si circonda da sempre di illustri manager, di grandi avvocati del foro, che dovrebbe sapersi difendere personalmente, possa aver affidato a cotanto ingegno, a cotanta scienza retorica, la sua personale difesa contro gli attacchi e le accuse di trasformismo che gli abbiamo mosso in questi giorni sia chi scrive, sia l'avv. Nino Macrì, sia il dott. Massimo L'Andolina.   Mi rincresce e mi conferma ulteriormente l'inconsistenza non solo amministrativa ma soprattutto politica di Adolfo Repice l'affidamento alla difesa d'ufficio al Sandrino biricchino.

Continua...