23/04/2010

Il regista calabrese Andrea Frezza e i fulgori di Hollywood

Andrea Frezza.jpgHo conosciuto il regista calabrese Andrea Frezza in occasione della terza edizione del Tropea Film Festival. La sera della premiazione era qui a Tropea insieme a tantissimi altri illustri personaggi del mondo del cinema. Prima di allora, ignoravo totalmente chi fosse Andrea Frezza, cosa avesse dato al cinema italiano, quali films avesse girato, etc.ect. Insomma, ero all'oscuro dell'importanza e dello spessore culturale ed umano di questo calabrese, nato a Laureana di Borrello 73 anni fa, vissuto nella sua adolescenza a Vibo Valentia, amante ed appassionato cultore della settima arte. Ma una cosa ho intuito quella sera. Un uomo che parla e discute con toni e modi così appassionati è di certo un grande uomo, indipendentemente dal suo curriculum. Parlava della situazione del cinema in Calabria in particolare e del cinema in Italia più in generale. Mi affascinò molto...ma poi, come spesso mi capita, forse per i molti, troppi interessi che tento di seguire, non approfondisco, disperdendo così i migliori imput che mi giungono da stimoli nuovi. Errore fatale. Ma ieri, quasi a voler richiamare alla mia memoria questo vizio che mi porto dietro da anni, congenito direi, le pagine culturali del Quotidiano della Calabria riportavano le memorie americane di Andrea Frezza nella città di Los Angeles, la città degli studio's hollywoodiani, la capitale mondiale del cinema. Ed ecco che la memoria si riaccende, mi ricordo di lui, rivivo le sensazioni che provai l'estate scorsa. Mi immergo in questo diario americano che il regista ha affidato al noto quotidiano  calabrese e mi lascio rapire, sedurre, da questo racconto meraviglioso. Lascio al mio immaginario libertà assoluta; mi sembra di toccare con mano la citta degli Angeli e la sua essenza. Scopro contestulamente le ragioni per le quali Andrea Frezza è considerato uno dei più bravi e grandi registi italiani; scopro tante altre cose; non ultima la sua grande dote di narratore,  di affabulatore direi, quella che emerge da questa pagina del 'diario americano' che di seguito propongo. Buona lettura!

Continua...