Una vita per la musica: la biografia di Antonio Sirignano

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Coperitina Una Vita per La Musica di Antonio Sirignano.jpgLa recente pubblicazione della biografia del Maestro Antonio Sirignano per i tipi della Meligrana Edizioni, è stata per chi vi scrive una graditissima sorpresa, quasi un colpo di fulmine a ciel sereno, un toccasana della memoria e del cuore, un amarcord assoluto. Leggendola ho potuto rivivere i miei anni passati, gli anni della mia adolescenza, quella di tantissimi amici, musicisti e non, che dal  M°Antonio Sirignano sono stati educati, amorevolmente seguiti, didatticamente e pedagogicamente stimolati alla pratica musicale e all’educazione per la vita.

Una biografia che rompe i canoni classici della specie, non solo perché è stata scritta da Carmela Nuzzo, cugina del Maestro, laureata in pedagogia che di mestiere non ha fatto la scrittrice bensì il dirigente Telecom, ma perché in essa chi si aspetta di ritrovare la pedissequa cronologia della vita e delle opere dell’autore si ritrova, invece, tutt’altra storia, tutt’altra tessitura. Si ritrova, nero su bianco, lo spaccato umano, la storia delle passioni e delle emozioni di un importantissimo ed illustre personaggio del Novecento che nella della sua vita, tutta la sua vita,  ha fatto una poesia musicale ed umana. Una biografia, quella di Carmela Nuzzo,  dettata dall’affetto sincero e profondo per il cugino,  anche se in essa, il rigore letterario non manca. Il taglio generale è quello affettivo, l’unico in grado di porre in essere tutta una serie di particolari biografici, solitamente trattati in modo asettico e distaccato, che invece prendono calore ed irrompono come tratti evidenti di una grande personalità. Personalità robusta, magnetica, carismatica, imponente, titanica.

Centocinquantacinque pagine ricche di fotografie, di aneddoti, di storia culturale e sociale del Sud Italia ed anche, anzi, soprattutto tropeana, di memoria paesana a tutto tondo.

Centocinquantacique pagine nelle quali quei  tratti umani prendono luce e si impongono, a volte, anche su quelli musicali. La traiettoria esistenziale  del M° Antonio Siringano emerge in tutta la sua irruente e profonda verità: quella di un uomo la cui vita, fra i molteplici sacrifici, è stata la vita di un uomo serio, concreto, saggio, generoso, romantico.

Un profilo dell’uomo e dell’artista, quello tracciato in questa biografia, che lascia nel lettore una fortissima impronta; nel lettore  tropeano una fortissima nostalgia.

Le pagine introduttive, la cui premessa è curata dall’autrice e la cui presentazione che ne segue è stata curata dal prof. Pasquale De Luca,  la direbbero già tutta sui contenuti che seguono.  Gli otto capitoli che la caratterizzano ci parlano dell’adolescenza difficile del maestro, della vocazione alla musica, della famiglia, del periodo del concertismo, del periodo della pensione, ed infine dei numerosi riconoscimenti che gli sono stati tributati, tutti assolutamente meritati, nel corso dei suoi lunghi anni di professione artistica.

In essi spicca e lo sottolineo, la sua missione sociale e culturale degli anni tropeani, declinata nel capitolo quinto, in cui la Banda di Tropea che al tempo raggiunse ragguardevoli successi, era ed è rimasta la sua “creatura” più amata. In quegli anni la straordinaria vitalità del maestro, la sua indomabile passione per la musica, diedero vita ad un vero e proprio miracolo sociale. Da quella banda musicale nacquero e si formarono numerosi musicisti di assoluto pregio, di comprovate capacità musicali. Da quel complesso di 60 giovanissimi allievi, resi capaci in quasi meno di un anno di suonare uno strumento, si distinsero per qualità musicali 55 maestri del domani che oggi ricoprono ruoli di assoluto rispetto come docenti all’interno dei conservatori regionali e nazionali, nonché di professori di educazione musicale o di strumento nelle scuole medie.

Una sfida culturale e sociale nella Tropea degli anni ’70, che il Maestro Sirignano, unitamente ai galantuomini della politica del tempo, (se ne ricordano Francesco De Lorenzo e Gaetano Vallone su tutti), che sapendo vedere con lungimiranza momenti e situazioni possibili, seppero affrontare e vincere, insieme e con lui, le difficoltà del tempo.

Una sfida vinta, quella di allora, che stimola chi vi scrive e chi ancora crede in una Tropea più sana, più colta, più vera, a non mollare ed andare avanti.

Al Maestro Antonio Sirignano, arrivi forte e chiaro, anche da questo blog, l’affettuoso e sincero omaggio di un suo indiretto “nipotino” che oggi, grazie anche a lui, ricopre il ruolo di Assessore alla Cultura di Tropea  e crede, come lui credette negli anni ’70,  che una Tropea più bella, più sana, più ricca, sia possibile solo ed esclusivamente  non rinunciando all’investimento culturale e formativo.

Carmela Nuzzo: “Una vita per la musica – La Biografia ufficiale del M° Antonio Sirignano”

Tropea, Meligrana Edizioni, pp 155, Eur. 12,00.

 Acquistabile in tutte le librerie tropeane e calabresi, o anche online premendo qui

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‘Calabria Positiva’: un libro di Saverio Ciccarelli

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Copertina libro Calabria Positiva.jpgCalabria positiva’ è l’ultimo libro edito da Meligrana Editore. Scritto da Saverio Ciccarelli, giornalista ed avvocato, impegnato da sempre a Tropea nel campo culturale e sociale, il testo si presenta nel panorama letterario nostrano come un testo ‘alternativo’, strutturato in forma giornalistica e di servizio, teso a proporre il territorio calabrese alla luce di una positività ricercata e, soprattutto, riscoperta. L’opera nasce proprio dalla voglia dell’autore di raccontare una terra positiva, allontanandosi il più possibile dai soliti clichet che vedono dipingere la Calabria solo nelle sue sembianze più negative, come luogo unico del peccato, del malaffare, della mafia, della mala Sanità e del solito rituale dell’autodenigrazione.

Saverio Ciccarelli.jpgQuella dipinta da Ciccarelli è una Calabria in movimento, una terra capace di esprime talenti ed eccellenze, contraddizioni forti con radici profonde nella storia e nella cultura, ossimeri  anche naturali, che contrappongono, ad esempio, chilometri di spiagge alle cime più alte degli Appennini. Ciccarelli offre una serie di notizie che spesso non trovano posto nelle cronache locali, informazioni che inducono a riflettere il lettore, lasciandolo positivamente sorpreso di fronte alle tante realtà belle che il territorio e la gente presenta. Quello dell’autore è anche un grido di speranza, la ricerca di una rinascita calabrese, possibile se centrata su quanto di più positivo può contare: Turismo, bellezze naturali, enogastronomia, arte, storia e cultura in generale, guarnendo il tutto con una politica dei “servizi” adeguata e ben progettata. Il libro verrà presentato al Premio letterario “Città di Tropea” a metà Luglio ed è già distribuito in tutta la Calabria e nel Lazio. Finalmente una “Calabria+ (positiva)” da leggere. Buona lettura!

Caterina Sorbilli

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Recensioni: “Il silenzio dei chiostri” un libro di Alicia Giménez Bartlett

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Il silenzio dei Chiostri scheda libro.jpgE’ uno dei tre libri finalisti del Premio letterario Città di Tropea che nelle serate del 16, 17 e 18 luglio si contenderanno il diritto di essere annoverati tra i vincitori del Premio stesso.  Dopo Saviano, Carofiglio ed Abate, la giuria tecnicoscientifica e popolare ed i 409 sindaci della Calabria saranno chiamati ad esprimere la propria preferenza, in questa quarta edizione, fra le opere della Bartlett, di Gad Lerner con Scintille e La sinfonia del tempo breve del giovane Mattia Signorini.

Il silenzio dei chiostri è il primo testo straniero tradotto a poter concorrere al ‘Tropea’, in quanto da quest’anno, il regolamento del Premio si apre al mercato internazionale per meglio aderire ai gusti dei lettori. Alicia Giménez Bartlett, non è nuova nel panorama letterario degli ultimi anni; spagnola, di Barcellona, è l’autrice di una serie romanzesca a tinte ‘gialle’ dedicata all’ispettrice di polizia Pedra Delicado. In Italia ha ricevuto altri riconoscimenti come il Premio Piemonte Grinzane Noir ed il Premio ‘La Baccante’ legato al Women’s Fiction Festival di Matera nel 2006. Le storie dell’Ispettrice Delicado sono tutte edite da Sellerio, nota casa editrice palermitana che annovera tra i suoi titoli la maggior parte degli scritti del nostro Camilleri e del suo fantastico Salvo Montalbano. A quest’ultimo autore la Bartlett è stata spesso affiancata anche se, la sua scrittura e soprattutto la carica emotiva e riflessiva dei contenuti di Camilleri, è lungi dall’essere paragonabile. Infatti, pur trattandosi di un ‘giallo’ ben articolato, catalizza l’attenzione del lettore quasi esclusivamente sui fatti, tralasciando gli aspetti ‘metafisici’ consoni ad un noir d’eccellenza. Poco analizzati appaiono le sfaccettature umane e psicologiche che, giocoforza, sottostanno ad ogni azione, così come la protagonista viene ‘mostrata’ nella sua essenza marginalmente al racconto della storia. Fluido è il linguaggio snocciolato dalla traduzione ma, per certi versi, asettico non apportando ulteriori significati ai significanti. L’ampiezza del racconto non sviluppa il valore dell’opera, anzi, la rende poco leggera. E’ la storia di un duplice delitto e di un furto strano, episodi cruenti che fanno balzare un tranquillo e sereno convento di monache di clausura alla ribalta delle cronache nere. Mentre l’ispettrice di polizia ed i contorni del crimine ruotano tra indagini ed episodi di storia passata, la realtà mostrerà il suo vero volto con una verità tanto umana quanto desolatamente animalesca. ‘La passione è un sentimento pericoloso’ dice Frate Cristòbal al termine delle indagini ma, dopo tutto, è la passione che muove il mondo. Buona lettura!

Il Silenzio dei chiostri -Sellerio editore Palermo,2009, per l’acquisto online premere qui.

Caterina Sorbilli da Macondo – Calabria Ora del 3 Giugno 2010

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La Festa del Santo: il nuovo romanzo di Carlo Simonelli

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LA FESTA DEL SANTO COPERTINA.jpgCarlo Simonelli è nato a Tropea nei primi anni settanta. Vive e lavora in Svizzera facendo coincidere la sua passione per la scrittura con l’impegno professionale dell’ insegnamento. E’ ormai al suo secondo romanzo narrativo, oltre ad aver composto numerose poesie e qualche saggio; la sua scrittura appare sempre più affinata ed armonica. Il suo libro d’esordio è ‘I segreti del bosco di Nino‘ rientrato tra i primi dieci nella classifica di gradimento degli scrittori esordienti del 2009 sul sito ‘Recensione libro.it’. Oggi si presenta al pubblico con un nuovo romanzo edito da Albatros dal titolo ‘La festa del Santo’, avvincente stesura narrativa di una storia verosimile, dai tratti prettamente meridionali.

E’ la storia di due paeselli o meglio di una borgata divisa inesorabilmente in due, San Pietro e San Paolo, un tempo unita come uniti erano i Santi nella chiesa del paese. Passano gli anni e le divisioni tra i due territori si accentuano sempre più, crescono le rivalità tra gli abitanti ai due lati del grande stradone che separa l’abitato. Rivalità che trova il culmine per la preparazione alla festa del proprio Santo Patrono; tutti si danno da fare, i sindaci di San Pietro e di San Paolo fanno a gara per preparare la festa più bella che possa garantire, all’intera cittadinanza, di godere del rispetto degli avversari per un intero anno. La festa che racconta il narratore però sarà particolare: ad uno dei paesi è stata disdetta la presenza del gruppo di cantanti ingaggiati per l’intrattenimento. Il panico assale il sindaco e tutto il Consiglio comunale, bisogna trovare una soluzione, lecita o inlecita che sia….Ecco che iniziano una serie di avvenimenti imprevisti, calcolati, grotteschi e ,a volte, comici che vedranno come protagonisti tre amici nell’intento di sabotare anche la festa del paese nemico. Sono tanti i personaggi descritti con abilità ed acume narrativo: contadini, borghesi, politicanti, saltimbanchi, gente onesta e disonesta; l’uso di nomi e soprannomi, la descrizione chiara e meticolosa di alcune persone, appaiono il tributo che l’autore vuol fare al suo mondo, al suo paese, alla sua gente sempre con una forma delicatissima e finemente garbata.

Caterina Sorbilli

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Post correalato

I segreti del bosco di Nino

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“Ayres de Calabria”: Il libro che sente e ricorda una terra lontana

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Copertina di presentazione del Libro Ayres de Calabria.jpgDopo tanto aspettare, un giorno qualsiasi, ho deciso di ricominciare a scrivere e ricompilare vecchie poesie conservate in quaderni giallastri. Ho imparato che tutto è magia ed ispirazione. Sono nipote di calabresi provenienti da Anoia, gente sacrificata e silenziosa; ho saputo molto poco di loro, e ho conosciuto solo mia nonna di cui ricordo i suoi piatti tipici, le sue canzoni, i suoi sapori…a mio nonno non l’ho conosciuto ma Ayres de Calabria è stato dedicato a lui che, come tanti altri, è morto giovane di malattia nei primi anni del secolo XX lasciando tanti sogni da fare realtà.

Questo scrive Gloria Laruffa nella prefazione alla raccolta di poesie, pubblicate in Argentina per i tipi di Dunken di cui mi informa sua figlia, la giovanissima e perspicace Daniela, amica conosciuta in rete, di cui avevo scritto qualcosa qualche giorno fa a proposito della sua scuola d’Italiano a Mar del Plata. Ma chi è Gloria Laruffa? Intanto è la madre adorata di Daniela, passata a miglior vita qualche tempo fa; poi, anche, una bravissima poetessa di origini calabresi, nata e vissuta in Argentina, che mai ha dimenticato le sue origini e che sempre ha amato e celebrato la terra dei suoi nonni: la Calabria. Ma scopriamo meglio chi è leggendo il resto.

Famiglia Laruffa.jpgGloria Laruffa ha scritto più di 100 poesie dedicate all’immigrazione, ispirate a storie di vita, alla terra dei suoi nonni, la Calabria,  ed anche varie poesie d’ amore. E’ nata a Buenos Aires il 24 settembre del 1954.

Il suo amore per la nostra terra è l’ispirazione principale che muove le poesie contenute in questo libro, che hanno come matrice quanto scritto nei suoi versi…’un angelo è caduto dal cielo e nel mio corpo ha penetrato l’anima dei miei nonni. Sono stati loro a guidarmi la mano, il pensiero ed il mio cuore per realizzare questi poemi’.

Ha un’attitudine artistica e una capacità naturale per la produzione letteraria. La sua creatività nasce da un processo d’ispirazione, di creazione, che si fonda essenzialmente sul ricordo, sui racconti e sulla memoria di questi luoghi, tramandata oralmente dai suoi genitori. Gloria Laruffa ha partecipato con le sue poesie a diversi concorsi internazionali, dove ha ottenuto molti premi e riconoscimenti. Fra i tanti si ricordano il secondo e quarto posto al primo Concorso Internazione di Poesia Ricordi d’immigrazione con le poesie “Tu unica valija” e “Te sueño”; la menzione speciale al  Concorso Internazionale e plurilinguistico NOSSIDE 2007 con le poesie “A ti”, “Calabria” e “Poeta. I suoi scritti sono stati pubblicati per diverse case editrici d’ Argentina e d’Italia.

Le poesie contenute in questa raccolta sono espressioni dell’anima; raccontano storie, sentimenti, dolori, tristezze ed allegrie ed evocano luoghi che descrivono la bellezza di una terra, da lei ‘contemplata’ da lontano e per molti anni  – prima della sua presenza fisica in Calabria – rivissuta nell’ambito di un immaginario forte e fecondo, messo in moto dai racconti ascoltati oralmente e dalla nostalgia registrata nelle narrazioni dei suoi genitori e dei numerosissimi calabresi in terra d’Argentina.

Queste poesie rappresentano e mettono in evidenza una sensibilità assai forte che l’autrice ha avuto per i cosiddetti ‘momenti storici’ delle immigrazioni di massa in terra d’Argentina. Evidenziano altresì un indimenticabile legame per la Calabria, terra da lei stessa descritta come ‘piena de encanto, storie di vita, segreti e bellezze’.

Ayres de Calabria ha fatto emozionare tante persone che hanno ricordato le proprie storie, la loro terra, la difficile situazione che ha portato tanti immigranti a lasciare la loro patria per arrivare in una terra lontana, per poter crescere e progredire. L’Argentina, agli emigranti italiani ha offerto molto; i calabresi d’Argentina sono una realtà importante così come lo sono le altre comunità italiane ivi residenti. Ne sono testimonianza non solo le  diverse comunità Italiane, organizzate e influenti in quella terra, ma i numerosi musei, vie, piazze, negozi ed imprenditori che portano con orgoglio un cognome italiano.

Nell’emblematica Chiesa Stella Maris, Patrona dei Naviganti, nella città di Mar del Plata, c’è stata la prima presentazione del libro oggetto della presente recensione. Non è stata casuale la scelta del posto,  perché  – come ci dice Daniela, sua figlia – San Francesco di Paola è, non solo il Patrono dei Calabresi, ma anche il Patrono del mare e dei naviganti. Mar del Plata è un nome che da solo dice tutto, senza altro aggiungere.  ‘Sono stati tanti gli immigranti ad attraversare l’immenso oceano che separa i due continenti; sono stati tanti che si sono ammalati e non sono arrivati alla terra dei sogni e del progresso’. Questa ultima riflessione è quella che costituisce un tema della raccolta, un leit-motiv persistente all’interno di quasi tutte le liriche in essa contenute.

All’evento erano presenti tutti i calabresi della città ed un  folto pubblico che, con le lacrime agli occhi e con il cuore che batteva  forte, hanno salutato benevolmente la pubblicazione di queste poesie. La festa è stata grande, allietata  a suon di musica calabrese ed omaggiata dai dolci calabresi tipici.

La seconda presentazione si è svolta nella città di Buenos Aires, all’interno della numerosissima Associazione dei Calabresi presente nella mitica Baires. Anche in questa sede l’emozione è stata forte; in essa i calabresi di Buenos Aires hanno avuto per la prima volta tra le loro  mani il libro Ayres de Calabria.

La raccolta di poesie è stata inoltre presentata alla Fiera del Libro della città di Mar del Plata ospite nello stand dedicato ai libri italiani voluto dal console d’Italia; il Console in persona ha invitato l’autrice a fare un piccolo intervento, replicato all’interno del  Grande Hotel Provincial di Mar del Plata, importantisssimo hotel cittadino e centro di manifestazioni ed eventi di notevole spessore ed importanza.

Ayres de Calabria è stato inoltre presentato alla Fiera del Libro di Buenos Aires, nei mesi di aprile e maggio 2009; fiera del libro che ha registrato la presenza di più di un milione di persone. Le presentazioni della raccolta poetica continueranno per tutto il 2010 in diversi posti dell’Argentina e dell’Uruguay.

Le poesie del libro Ayres de Calabria sono ‘arrivate’ anche nelle scuole d’Argentina; diversi professori di storia e geogragia hanno toccato il tema dell’immigrazione dell’inizio del secolo XX, ‘sfruttando’ come mezzo pedagogico la lettura di queste poesie ai loro alunni. Motivo d’orgoglio per l’autrice, essendo questo il suo principale obiettivo, la sua personale ed intima ambizione.

L’autrice, nel prologo del libro, a proposito della gente calabrese emigrata in Argentina, così scrive: ‘Devono sapere delle loro origini, essere artefici del proprio destino; conoscere il proprio passato, creare l’albero genealogico, trovare i documenti, le fotografie, i passaporti, i ricordi,…. e impareranno più di quello che s’ immaginano…’Devono investigare e sapranno di più. Devono studiare e impareranno. Devono leggere e viaggeranno nel passato e nel futuro. Devono unirsi e trionferanno. Devono lavorare e cresceranno. Devono essere buone persone e la società migliorerà. Devono guidare l’ecologia e il Pianeta Terra perdurerà. Non devono contaminare il mare e lui ci darà il pane. Devono amare e saranno amati…

Le poesie di ‘Ayres de Calabria‘ sono divise in tre parti: la prima, ‘Cantari di Nostalgia’, è una parte del libro di ‘dolci tristezze e grande melanconia’. In ‘Cantari Medievali’, seconda parte della raccolta, viene trattata la bellezza delle antiche terre, la cultura dello sforzo, la semplicità della gente di Calabria, le loro grida e i loro silenzi. ‘Poesie  d’ amore e pena’ è  il titolo della terza parte, dove la poesia si fa struggente, più delle altre parti della raccolta, perché canta l’ amore, la disfatta e la  pena di tante donne e uomini d’Argentina che sentono ancora oggi una forte nostalgia per la Calabria.

‘Con queste poesie voglio dare far conoscere una regione d’Italia, forse dimenticata, che ha incommensurabili bellezze e infiniti  segreti culturali ancora da scoprire e da approfondire’. ‘ Versi che il vento non spazzerà, desiderando che il lettore senta, immagini, pianga e vibri alla lettura di ogni poesi,  desiderando che l’umanità possa ritornare a sognare’.

Qualcuno ha detto: sempre si scopre qualcosa di nuovo nella vita, e ho imparato tante cose…ho imparato che non serve a niente essere luce se non illumino il cammino degli altri, ho imparato che i sogni esistono per farsi realtà e adesso non dormo per riposare, semplicemente dormo per sognare.

Con queste parole l’autrice si commiata dai lettori ringranziando in particolar modo il Sig. Fausto Panebianco, Console d’Italia a Mar del Plata, al Sig. Pietro Florio presidente del Circolo Calabrese di Mar del Plata, la Sig. Viceconsole di Necochea, alla Sig.na. Daniela Fernàndez Laruffa, coordinatrice delle Nuove Generazioni di Calabresi a Mar del Plata e del Mondo, al Coro dell’Associazione, alla Sig.ra Irma Rizutti presidente dell’Associazione Calabrese di Buenos Aires, la Madre Superiore Lujàn Ercoli per aver permesso la presentazione delle poesie nella chiesa Stella Maris, alla casa editrice Dunken, a Padre Segovia, al professore Monaco e alla Signora Ana Rizzo, alla Signora Mary Catuogno, al Sr. Amadeo Donnici. A tutti i calabresi ed amici che hanno avuto fiducia in me e si sono emozionati con le mie poesie.

 

TE SUEÑO

Autor Gloria Laruffa

Calabria, mi sangre bulle cuando te nombro.

Calabria

Me pongo en la piel de tus inmigrantes,

siento su esperanza por llegar a estas tierras,

siento su dolor por dejar su terruño y a su seres amados.

 

Calabria mi sangre bulle cuando te nombro.

Calabria

Haz dado al mundo hombres de rasgos duros

y carácter fuerte.

Has dado al mundo mujeres abnegadas

y de un empuje especial.

Haz dado hombres alegres, nostálgicos

Y sobre todo, Calabria mía

has dado hombres de gran corazón.

 

Calabria mi sangre bulle cuando te nombro.

Calabria

Tierra de mares cristalinos,

Tierra de belleza inconmensurable.

Te sueño con colinas y valles,

Tierra de cultivo,

Tierra de arroyos frescos y gente linda.

 

Calabria mi sangre bulle cuando te nombro.

Calabria

Tierra de cultura, tierra de sacrificio

y tierra de esperanza.

Calabria,

El verde es el color que te identifica

por tus bosques, y por la esperanza

de progreso y crecimiento.

Pero sobre todo Calabria mía,

el color que siento que es tuyo es el rojo,

el rojo de la sangre que bulle

en cada calabres que ande por este inconmensurable mundo.

El rojo que ha dejado un legado en nuestra sangre.

 

Calabria, mi sangre bulle cuando te sueño,

mi sangre bulle cuando te nombro.

 

TI SOGNO

Di Gloria Laruffa

Calabria, il mio sangue bolle quando ti nomino.

Calabria

Mi metto nella pelle dei tuoi emigranti

E sento la loro speranza  arrivare in queste terre,

sento il loro dolore nel lasciare la patria, le persone amate.

 

Calabria, il mia sangue bolle quando ti nomino.

Calabria

Hai dato al mondo uomini di lineamento duro e carattere forte;

Hai dato al mondo donne sacrificate e di forza speciale;

Hai dato uomini allegri, nostalgici

e sopratutto, Calabria mia,

hai dato uomini di un grande cuore.

 

Calabria, il mio sangue bolle quando ti nomino.

Calabria

Terra di mari cristallini,

Terra di bellezza ilimitata,

Ti sogno con colline e valli

Terra di coltivamento,

Terra di fiumi freschi e gente carina.

 

Calabria la mia sangue bolle quando ti nomino.

Calabria

Terra di cultura, terra di sacrificio

e terra di speranza.

Calabria,

Il verde è il colore che ti identifica

Per i tuoi boschi e per la speranza

Di progresso e crescimento.

Ma sopratutto Calabria mia,

il colore che sento che è tuo è il rosso,

il rosso della sangue che bolle

in ogni calabrese che esiste in giro per il mondo.

Il rosso che ha lasciato un legame nel nostro sangue.

Calabria, la mia sangue bolle quando ti sogno,

la mia sangue bolle quando ti nomino.

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Recensioni: la “perla” del Tirreno fra storia e mito

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Saverio Ciccarelli.jpgFrancesco Pitaro, giornalista attento e dalle larghe vedute culturali, capace di scandagliare il mondo calabrese come pochi, ha recensito pochi giorni fa sulle pagine della Gazzetta del Sud dedicate all’arte, alla cultura e allo spettacolo, i due volumi su Tropea che Saverio Ciccarelli, giornalista tropeano e profondo conoscitore della storia e della cultura tropeana, ha pubblicato qualche tempo fà per i tipi di Paprint di Ionadi. Tale recensione ha anticipato e sotto molti aspetti surrogato egregiamente,  quella che per tempo non sono riuscito ad editare su questo blog; il tutto non per disattenzione, ma la scarsità che cronos, dio della storia del tempo degli uomini, non sempre riesce a conciliare con le giornate di chi vi scrive. La pubblichiamo integralmente ringraziando Francesco Pitaro per la sua generosa cessione.

LA PERLA DEL TIRRENO TRA STORIA E MITO

Pasquale Galluppi, Francesco Mottola, Raf Vallone, Albino Lorenzo, tra i suoi figli più prestigiosi.

di Francesco Pitaro

«Quando di giorno, dalla punta del mio promontorio, guardo gli scogli e le spiaggette, cento metri sotto, e il mare limpidissimo che si fa subito blu profondo, so di trovarmi in uno dei luoghi più belli della Terra». Ciò di cui lo scrittore veneto Giuseppe Berto rimase ammaliato, tanto da eleggerlo come «luogo della mia vita e della mia morte» (Il male oscuro), è la Costa Tropea-Capo Vaticano o, come altri amano definire, Costa degli dèi, che ogni anno attira frotte di turisti da ogni parte del mondo.

Tropea, dunque, incontrastata regina del turismo balneare in Calabria e testimonial delle bellezze naturali e paesaggistiche di una regione che fa della loro fruizione la sua principale fonte economica. Ma questa cittadina di poco più di settemila anime, terrazza sul mare tra i golfi di Santa Eufemia e Gioa Tauro, ai piedi del Monte Poro, non è solo questo. È molte altre cose insieme. Per la sua storia, per gli uomini e le donne di respiro nazionale e internazionale che qui ebbero i natali, per i numerosi tesori artistici che racchiude, per le sue antiche e originali tradizioni, di sicuro merita di essere definita “città d’arte”.

Per convincersi di quanto questo appellativo sia appropriato basta dare una fugace ma attenta scorsa ai due volumi curati da Saverio Ciccarelli, avvocato e giornalista, Tropea, storia, arte e gastronomia, e Tropea, storia, arte e attualità, Paprint, Ionadi (VV). Le due opere, ordinate con passione e rigore metodologico da chi in questi posti è nato e per essi nutre – lo si avverte tra le righe -, interesse e amore, sono due rispettive raccolte antologiche di autori vari (il terzo è in preparazione). E al tempo stesso, il portato di tutto quello che di meglio è stato pubblicato, dal 1994, a oggi dal periodico locale La piazza, diretto dallo stesso Ciccarelli.

«Questo libro – scrive opportunamente il curatore  e per buona parte anche autore – è una raccolta di spunti storici e articoli che danno un’idea di che cosa sia questa città, della sua storia e delle sue innumerevoli potenzialità che prescindono dal mare e dal sole». Avendo ben chiaro che l’obiettivo di queste pubblicazioni è quello «di far conoscere, specialmente agli abitanti di Tropea, fatti, persone e vicende storiche della nostra terra».

Ed ecco che agli occhi del lettore si materializzano e si susseguono pagine, alcune conosciute, altre un po’ meno, che conferiscono a questa cittadina una suggestione ancor maggiore e che intrigano di più il visitatore. Pagine che rimandano alle antiche origini mitologiche attribuite  nientemeno che a Ercole (Porto Hercole era la sua primitiva denominazione); o alla città romana Trionfea o Trophaea (per contrazione, poi, divenute Tropea?) fatta edificare nel I secolo a. C. dal generale  Sesto Pompeo per suggellare la sua vittoria su Cesare Augusto e combattuta da queste parti.

La narrazione prosegue  con «la Tropea archeologica, quella bizantina, l’importanza del suo porto, la costruzione della ferrovia, il terremoto del 1905». E poi, come si continua a leggere nella presentazione, con quella «delle scarse condizioni igieniche, l’antica cassa rurale, i bombardamenti del 1943…». Ma anche con i ruderi del suo antico castello, con la sua cattedrale ricca di manufatti di pregevole fattura (su tutte l’icona della Madonna della Rumania), con le sue molteplici chiese e conventi. Con il suo prestigioso ex seminario vescovile. Con l’incantevole chiesetta di Santa Maria dell’Isola a strapiombo sul mare.

Numerose, infine, sono le personalità che qui nacquero e che Saverio Ciccarelli si fa carico di esporre. Da santa Domenica, del III secolo d.C., a Domenico Arena (n. 1870), politico e scrittore, celebrato in Uruguay come eroe nazionale; da Paolo e Pietro Vianeo (XVI sec.), padri della rinoplastica, a Pasquale Galluppi, filosofo fra i massimi esponenti dello spiritualismo italiano dell’800; dallo scultore del Novecento, Melo Tedesco, molto quotato in Inghilterra, a don Francesco Mottola di cui è in corso la causa di beatificazione. E tante altre ancora. Last but not least, due nomi che nel nostro tempo diedero lustro e vanto a Tropea: l’attore Raf Vallone e il pittore Albino Lorenzo.

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Appunti di gola: un blog intrigante e “peccaminoso”.

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logo Appunti di gola.pngSono certo che nessuno mi potrà salvare dalla condanna eterna al terzo girone dell’inferno, goloso e amante dei cibi come sono. Le tentazioni anziché diminuire nell’avanzare del tempo, aumentano a dismisura. Complice in questi picchi di gola la rete ed uno dei blog gastronomici meglio curati e ben fatti dell’intero web: appunti di gola è il nome del blog, Stefano Caffarri il suo ideatore ed autore. Una visita giornaliera su questo manifesto on-line della gastronomia nazionale, contribuisce all’accelerazione del mio destino in quel dantesco e famoso girone, me ne sto facendo una ragione, ma non oso oppormi. Anzi, cominciandomi ad abituare all’idea, approfitterò dell’imminente Natale per invocare la misericordia di Nostro Signore e chiedere indulgenze plenarie e raccomandazioni future su questo mio vizio. Ma al blog di Stefano non rinuncio. Giammai!

frammenti_logo-copia2-192x300.jpgIntriganti e originalissimi i suoi frammenti di gola, e-book elegante e con byte non aggressivi, disponibile in download sul sito, che raccomando a tutti quelli che vogliono leggere di cibi e di vini poeticamente, senza sforzare troppo i neuroni per collegare ingredienti e procedimenti di cottura. Un’assoluta perla giornalistica sulle gastronomiche virtù italiote, condotta dalla prima all’ultima riga con garbo, raffinata eleganza stilografica, linguaggio appropriato e pertinente, ironici flash della memoria di una guida appassionata e sincera, che ha eletto a poesia il suo girovagar senza mèta per l’Italia nostra delle 100 città e delle centomila pietanze. Frammenti ed appunti cesellati da una penna accattivante e bonaria, che gioca con la lessicografia della lingua più bella del mondo, divertendosi  a ricomporne le sintassi come un bambino che conosce a memoria il suo lego, vuole provare nuove geometrie di figure possibili, arrivando sempre e comunque ad una costruzione razionale e formale impeccabile. Assomigliano molto questi frammenti al mio modo di procedere per imparare a conoscere gli stradari cittadini e le vie di una nuova città. Faccio una strada, la memorizzo, poi ne provo altre per capire come si intersecano con quella che già conosco, sbagliando a volte o rischiando di perdere il filo d’arianna, ma poi, alla fine ho imparato il quartiere senza più dimenticare una via. Non saprei dire con certezza se questo è stato il metodo seguito da Stefano nel comporre questo formidabile e-book, ma questa è l’immagine che chi vi scrive associa agli stessi. Maniacale curiosità di ficcare il naso in ristoranti, trattorie, piatti tipici, vini, panettoni, dolci, di mezza Italia. Affondi di intelligenza culinaria nelle fasce laterali di una gastronomia nazionale che parla da sola, ma che nessuno appunta, rischiando in questo modo l’oblio. Penetrazioni centrali sottoporta di una enologia che non riuscirebbe a dire molto senza questi signori, alla Stefano, che vogliono pennellare l’essenza dell’oggetto del loro interesse. Mai contenti se non la riescono a carpire tutta. Scandaglio ripetuto e maniacale fino al fondo, come una sonda idrovora che risucchia le acque e prosciuga i pozzi. Questo e altro è Appunti di Gòla il blog. Completa l’appetibile visita, un gentleman dell’educazione e del rispetto, un emiliano verace e tutto cuore, un amico direi, senza averne mai sentito la stretta di mano, che arriva comunque bella forte quanto quella fisica, dalle parole che ha usato per descrivere la nostra amata Tropea dal tuo sito. Stefano Caffarri, non vedo l’ora di conoscerti personalmente. Intanto “beccati” questa bruschetta di ‘nduja per antipasto, riservandoti un pranzo completo appena lo vorrai, in riva di quella rupe a te tanto cara. Buon Natale.

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Primo sondaggio su Tropea: i servizi turistici.

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Da diversi giorni, ero alla ricerca di un form che potesse offrirmi la possibilità di interfacciarmi con i visitatori di questo blog, per proporre loro un sondaggio sui servizi turistici in Estate a Tropea. Finalmente, leggendo un post del blog della redazione ed i commenti ad esso allegati,  ho trovato il modo, insieme all’amico Antonio alias overflow975, di inserire sulla homepage di tropeaperamore, questo form. Credo che “sondare” il parere dei visitatori della nostra cittadina, così come quello dei residenti, sia di estrema importanza, per capire quali siano i limiti dell’offerta turistica tropeana, quali i difetti maggiori, quali infine gli accorgimenti e le linee di correzione da seguire per il futuro. Di seguito, troverete un questionario con 9 risposte. La domanda è semplice: cosa pensi che manchi a Tropea in Estaste? A questo sondaggio, ne seguiranno altri nei prossimi giorni, perché chi vi scrive, crede in questa forma diretta ed immediata, e perché pensa, che l’interattività con i cittadini ed i turisti, sia la migliore occasione per comprendere senza fraintesi le vere necessità di tutti. Vi chiedo pertanto di spendere 30 secondi del vostro tempo per cercare di dare una risposta al quesito. Ringrazio tutti anticipatamente.

 

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In via Aragona un ristorante raffinato ed elegante: l’Antico Borgo.

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Antico borgo 1.jpgRistorante Antico Borgo, Via Aragona, 89861 Tropea (VV), Tel. +39.0963.62562; 348/3341416
Il ristorante dove cenò Paul Mc Cartney quando venne a Tropea. Sembrerebbe una notizia da Gossip ma è la verità. Ad Antico borgo 2.jpgaccorgersi della sua presenza, Salvatore Libertino, che di mestiere fa il fotografo di professione  e non il paparazzo, che con grande senso del rispetto e senza nessuna invadenza, riuscì a strappare al famoso ‘scarafaggio’ una foto. Paul mc cartney a Tropea.jpgUbicato nella centralissima e caratteristica via Aragona, in mezzo ai vicoli più suggestivi di Tropea, il ristorante offre tutto il meglio della cucina tipica locale e della cucina nazionale. Pesce fresco e piatti abbondanti sono i distintivi del ristorante. Una curatissima sala interna, dalle luci soffuse e dai rustici muri rende questo locale estremamente raffinato ed elegante.
Buoni i prezzi praticati e di qualità la carta dei vini. Pasto completo a la carte 25-40 Euro. Propone il menù turistico.

Link correlati: altri ristonati a Tropea; ricette tropeane tipiche; gastronomia; fotografie del centro storico di Tropea Fotografie della città (fare click sul mouse per scorrere le foto); le spiagge private e i lidi balneari.

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Don Rocco Ristorante – Pizzeria, Largo Duomo – 89861 Tropea.

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dpn rocco 1 a.jpgIl Don Rocco è un tipico e grazioso ristorante del centro storico tropeano, collocato nella meravigliosa scenografia naturale Don rocco1.jpgdella piazza Duomo di Tropea. Lo si raggiunge seguendo da piazza Ercole le insegne turistiche per il Don Rocco 2.jpgDuomo. Ottima e squisita la pizza. Generosa l’accoglienza e il trattamento complessivo. I prezzi sono in sostanza quelli don rocco 3.jpgpraticati un po’ da tutti. Pizza e birra 15 Euro. Ristorante con cucina tropeana e regionale di ottima fattura. Pesce fresco e servizio adeguato sono le altre due caratteristice del locale.

http://www.ristorantedonrocco.it/ Tel. 0963/60.70.67

Link e post correlati

Foto del centro storico di Tropea (fare click sulle foto per scorrerle)

Ristoranti a Tropea

Informazioni e numeri utili a Tropea

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