24/06/2011

Tutti bravi! Grande successo dell'Antigone di Sofocle al Porto di Tropea

Dell'Antigone di Sofocle rappresentata al porto di Tropea la scorsa settimana ho pubblicato il videoclip dell'anteprima, le foto di scena ed il servizio andato in onda sul TG regionale. Mancava solo l'integrale di questa straordinaria performance che gli alunni dell’Istituto Superiore di Tropea, guidato dalla dott.sa Beatrice Lento hanno offerto ai numerosi presenti convenuti nell'Anfiteatro del Porto di Tropea la sera di Giovedì 16 Giugno 2011.

Eccolo di seguito affidato a due videclip che amatorialmente sono riuscito a girare.

Voglio citare, come è doveroso fare, ad uno ad uno tutti coloro che hanno dato vita a questa meravigliosa serata.

La sceneggiatura, ridotta ed adattata ai ragazzi del liceo è stata curata dalla Prof.ssa Quattrone.

La regia complessiva della rappresentazione è di Dina Ruffa.

I costumi sono di Heike Ruffa.

La supervisione è stata di Maria Grazia Teramo.

Tra i giovani attori: Adele Di Tocco nel ruolo della protagonista Antigone, sorprendente per bravura e carica emotiva della sua recitazione; Francesco Barone nel ruolo  di Creonte; Giada Tropeano bravissima nel ruolo di Ismene, Cesare Di Laghi nel ruolo del passionale Emone; Francesco Carchidi nel ruolo di Teresia;  Debora Certo in quello di Corifeo, Gabriele Abu Eid nel ruolo della guardia, Rosa Maria Pantano in Euridice e Marianna Di Costa in quello del  messaggero.

A questi personaggi  si è affiancato  il “Coro” composto da altri 15 ragazzi e sette ballerini di tutti gli indirizzi scolastici.

La trama della tragedia

La tragedia è ambientata a Tebe: due fratelli Polinice ed Eteocle si uccidono a vicenda, il primo acerrimo nemico della città e del fratello che aspira a divenirne il nuovo Re dopo l’esilio del padre Edipo, il secondo pronto a difendere Tebe fino alla morte; Creonte, divenuto Re della città, emana un editto con il quale ordina una degna sepoltura per Eteocle, mentre a Polinice riserva l’agogna di non essere sepolto. Antigone ed Ismene, sorelle delle due vittime cadute in battaglia, si confrontano sul da farsi: Antigone, però, è pronta a sfidare il suocero, il Re Creonte, architettando comunque una sepoltura per il fratello, mentre Ismene rinuncerà ad aiutare la sorella nel suo intento mosso dalla pietà. Antigone scoperta dalla guardie viene portata dinnanzi a Creonte che ne ordinerà la sepoltura da viva, rinchiudendola in una grotta. Ismene, in preda al dolore per la sorella, cercherà di addossarsi parte delle responsabilità pur sapendo di andare anche lei incontro a morte certa e finirà i suoi giorni in prigione. Intanto Emone promesso sposo di Antigone e figlio di Creonte cerca di far cambiare decisione al proprio padre senza, però, riuscirci. Mentre Antigone viene condotta nel luogo della prigionia, compare Tiresia (l’indovino) al cospetto del Re a cui racconterà di presagi e di sventura per lui e per la città; Creonte spaventato, consigliato dal Corifeo, decide di demordere dal suo intento omicida e si reca a liberare Antigone. La tragedia  non tarda ad arrivare: Antigone decide di togliersi la vita, seguita dal suo amante Emone; stessa sorte toccherà ad Euridice, moglie del sovrano e madre di Emone. Creonte, disperato, abbandonerà la sua mente alla follia.