05/03/2010
Pani e Palluni ovvero pane e pallone. Umberto Donato ci racconta.....
Un nuovo racconto di Umberto Donato quello che pubblico stasera, che da qualche settimana ha affidato i suoi scritti anche sulle pagine di questo piccolo blog di provincia, è quello che ci vuole per rimescolare un pochino 'le carte' degli ultimii post pubblicati, dedicati quasi esclusivamente alla politica tropeana e alle prossime elezioni comunali previste per il 28 e 29 Marzo. Che volete cari amici, ma è la prima volta, alla 'veneranda' età di 42 anni, che mi presento alla città in una lista politica. E' la prima volta che decido di entrare personalmente nell'agone politico cittadino, per cui, una certa emozione me la porto dentro, un disequilibrio nell'informazione favorevole alla categoria "politica" è quasi naturale. Perdonerete, ne sono certo, anche i futuri post e le notizie che nei prossimi giorni saranno pubblicate, quasi ed esclusivamente di tipo politico. Intanto godiamoci questo racconto, ringraziando Umberto per la sua generosa attenzione e premura nei nostri riguardi.
22:53 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala | Tag: umberto donato, diari di tropea per amore, racconti calabresi, lettaratura | OKNOtizie |
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23/02/2010
I racconti di Umberto Donato: u puliciaru
Certo, voi giovani che oggidì siete abituati alle modernissime e sbirluccicanti multisale cinematografiche, dove andare a vedere 'Avatar', casomai in 3D e col suono in Dolby Digital, spaparanzati in ergonomiche poltroncine, sgranocchiando di tutto e bevendo di ...rutto, forse...forse riderete di me, della mia epoca e del mio vecchio e pulcioso cinemuccio di strapaese...E in effetti, a ripensarci bene, da ridere verrebbe pure a me, se non fosse che in noi vecchietti pensionati, si sa, la lacrimuccia prevarica sempre...Il nome del locale, un budello angusto, lungo e stretto,una sorta di corridoio largo insomma, era davvero altisonante - “SUPERCINEMA REALE”- ed il pittoresco proprietario, un milanese purosangue trapiantato, minuto e spiritato quanto e forse più di Luis De Funès, il celebre attore comico francese, non si dava pace, ad alta voce, del fatto che “ 'Stu cazzu di cinema è sempri chinu, ma 'a cassa è sempri vacanti...”. La qual ricorrente frase, da lui gridata in calabrese, ma con uno spiccatissimo accento lombardo, nel buio del “Supercinema”, stipato all'inverosimile anche di “portoghesi”, a proiezione iniziata, strappava spesso molte più risate dello stesso film in programmazione. Il fatto è che le porte di accesso al locale erano nientemeno che 5, di cui ben 2, aperte per il ricambio dell'aria, situate dall'altro lato della biglietteria (sic!), nel grande androne di un palazzone avito ma incustodito...Architettura complicata, ma estremamente funzionale, specie per noi “mulacchiuni”, ragazzotti di 12, 13 anni, che entravamo così di contrabbando alle quattro di pomeriggio e, se il film ci piaceva, ne uscivamo a tarda sera...giusto in tempo per portare a casa, se andava bene, solo qualche pulce o, se proprio andava male, pulci e...pidocchi. Embè, erano tempi ancora duri per tutti, specie al Sud, e l'igiene, pubblica e personale, non è che fosse proprio in cima alla scala delle priorità vitali...a poco più di un decennio dalla fine della Seconda Guerra Mondiale...
21:48 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: umberto donato, racconti calabresi, racconti d'autore | OKNOtizie |
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