01/02/2011
Proverbio di Febbraio in Calabrese
Frevàru curtu e amaru, scurcia li viecchi allu foculàru. Febbraio corto e amaro, costringe i vecchi a stare accanto al fuoco.
E' un proverbio molto usato in tutta la regione, per stigmatizzare la brevità del mese di Febbraio, il quale, pur corto, nell'accezione dei pochi giorni che lo costituiscono, è spesso molto freddo e piovoso.
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09/11/2009
Il proverbio di oggi.
Si vo vidiri disciuni: omini all'anta e fimmini a ru suli.
Se vuoi vedere pettegolezzi: uomini in pausa (dal lavoro) e donne al sole.
Molto usato nella zona del lametino, quello di oggi è un proverbio che nasce dalla pura osservazione dei costumi sociali. Il pettegolezzo si genera sempre quando c'è ozio. Una considerazione semplice e saggia che si sentiamo di condividere integralmente.
14:04 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbio, proverbi, dialetto calabrese, aforisma calabrese, proverbio del costume | OKNOtizie |
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22/10/2009
Proverbio calabrese della saggezza.
U suverchiu è comu nenti e u troppu è sprecu.
Il soverchio è come niente ed il troppo è spreco.
Dietro questo che apperentemnete sembrerebbe un inutile raddoppio di aggettivi dallo stesso significato (soverchio e troppo) si palesa una grande saggezza proverbiale. Il significato va ricercato nella naturale attitudine del mondo contadino all'umiltà, alla moderazione, all'equilibrio, valori questi spesso dimenticati nelle società dell'opulenza, del superfluo, dell'inutile. Per questa cultura, l'essenzialità nelle cose e nei beni è il vero valore da perseguire e da vivere. Lo sapevano lo stesso senza aver letto Eric Fromm.
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08/10/2009
Proverbi calabresi sul gioco della scopa.
Di seguito alcuni proverbi e modi di dire che i calabresi amano pronunciare durante il gioco a carte della scopa.
Jòcati u culu e mbiscati i carti. Giocati anche il sedere, ma mescola sempre le carte. Vecchio detto che chi gioca a carte, in particolare a scopa, conosce bene e usa pronunciare quando viene sollecitato dall'avversario a fare in fretta. Mescolare bene le carte prima di mettersi a giocare una nuova partita o una nuova manches è il consiglio che il detto propone.
Carta pàra bona pì lu cartaru. Carte pari buone per chi le ha distribuite. Si usa dire in questo modo, quando, nella distibuzione delle carte al gioco della scopa, chi ha in mano le stesse carte dell'avversario è colui che gioca dopo, ossia colui che in quella mano di gioco è il mazziere. Facile capire le ragioni. Ogni carta dell'avversario che gioca prima sarà presa dal cartato perché identica.
Partita arrivata mai vinciuta. Partita raggiunta o rimontata mai vinta. Modo di dire che si usa quando l'avversario rimonta una partita dopo essere stato per due mani consecutive a distanza di 5-6 punti. Siccome al gioco della scopa si vince raggiungendo per primi gli undici punti, se ad esempio, chi condcuce 8-1 sull'avversario e quest'ultimo lo raggiunge, in questo caso si usa pronunciare questo detto.
Di nòvi non ti movi. Da nove punti non ti muoverai verso gli undici punti che servono per vincere a scopa. Queste le parole che usa rivolgere al proprio avversario colui che, giocando a scopa, si trova in una situazione di inferiorità nel punteggio acquisito rispetto alla controparte che ha raggiunto i nove punti e che quindi è a soli due punti dalla vittoria.
Càlati i cauzi e non l'assu. Scendi per terra tutte le carte, anche i pantaloni se occorre, ma mai l'asso, L'asso a scopa non va mai sceso sul tavolo se non proprio costretti, perché offre la possibilita all'avversario di poter combinare una serie di giocate difficilmente possibili con altre carte. Il detto si richiama a questa regola di gioco.
Càrta jettàta carta jocata. Carta gettata sul tavolo, carta giocata. Si usa dire in questo modo, quando un giocatore dopo aver giocato la sua carta vorrebbe ritirarla. La cosa ovviamente non è concessa.
Vedi anche
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Proverbio calabrese sulla fortuna
A fortuna è fatta a rota sempri gira e sempri vota. La fortuna è fatta a ruota, gira sempre e sempre cambia direzione.
Sarà vero? Speriamo che l'antica saggezza popolare possa recare una di quelle verità che spesso i proverbi ci danno. Per il resto incrociamo le dita.
12:04 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi calabresi, proverbio, dialetto calabrese, vernacolo calabrese, aforismi calabresi, provervi sulla fortuna | OKNOtizie |
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30/09/2009
Proverbi in Calabria - Aforisma in dialetto calabrese sull'asino.
A ciuccio lentu muschi assai.
Sull'asino magro si posano molte mosche.
Il senso di questo proverbio, poco chiaro forse nel significato e nel messaggio che contiene offerto dalla traduzione letterale, è quello di evidenziare una verità assoluta, che la saggezza antica, quella contadina specialmente, basata sull'acuto e profondo spirtito d'osservazione non poteva non notare: proprio chi ha bisogno di maggiori aiuti (l'asino magro ha questo significato simbolico) è soggetto a molti sfruttamenti ( si posano molte mosche). Mi dispiace doverlo ammettere ma spesso è proprio così che vanno le cose.
18:35 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi calabresi, calabria, aforismi, vernacolo calabria, proverbio, proverbio sugli asini, saggezza proverbiale | OKNOtizie |
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20/04/2009
Proverbi calabresi da Tropea: "fimmini e vinu fannu perdiri a testa".
Fimmini e vinu fannu perdiri a testa. Tradotto alla lettera: donne e vino fanno perdere la testa.
20:00 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbio sulle donne, aforisma sulle donne, proverbio calabrese sulle donne, proverbi, proverbio, proverbi in calabria | OKNOtizie |
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