14/05/2010

Alcuni blasoni calabresi su Bisignano, Castrovillari, Saracena, Gagliato e Cardinale

Di seguito alcuni blasoni 'pepati' su quattro cittadine calabresi. In essi, come del resto quasi sempre in questa forma letteraria, è la caricatura dei difetti cittadini ad essere posta in luce. In essi, come sempre, è la voglia di campanile a prevalere su tutto. Ad eccezione del primo, dedicato alla città di Bisignano in provincia di Cosenza, nel quale, il contenuto è di tipo diverso, rievocativo, celebrativo, quasi didascalico direi; ricorda infatti, le tre famiglie più ricche e potenti della città: i Gallo, i Boscarelli e i Fasanella.

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13/01/2010

Un Blasone su Nicotera

Le logiche dei blasoni le abbiamo viste. Partono sempre dall'assoluto e radicale campanilismo che approda sempre al dispezzo della città vicina, presunta 'avversaria' in qualcosa o più semplicemnete invidiata senza ragione. E' così anche per Nicotera ed i suoi abitanti per un blasone ad essa dedicato.  Nicotrisi scurcia e 'mpisi, sientu sempri li campani, sugnu tutti morti 'e fami. La traduzione dal dialetto calabrese è la seguente: a Nicotera scorticati e impiccati, sentono sempre le campane, sono tutti morti di fame.

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Sugli altri proverbi calabresi  cliccare qui

02/10/2009

Proverbio del mese di Ottobre in Calabrese.

Ottobri coci l'ova. Tradotto alla lettera: Ottobre cunina le uova

La massima proverbiale nasce dalla considerazione che nel mese di Ottobre ancora può far caldo. Infatti, fino a ieri 1 Ottobre 2009 a Tropea si registravano 25° e un'umidità pari al 75%.

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