19/04/2011
Tre proverbi calabresi in ordine sparso
Riprendo la pubblicazione dei proverbi e dei detti proverbiali calabresi interrotta da qualche mese, proponendone alcuni in ordine sparso e senza un filo logico che li lega tra loro, tanto per non perdere la mano e l'abitudine alla riproposizione di questo enorme patrimonio culturale costituito da questa 'particolare' forma letteraria. Come al solito, al proverbio riportato in neretto, seguirà la traduzione più o meno letterale dello stesso, e, ove non fosse sufficiente per capirne il senso, anche un breve commento esplicativo.
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25/02/2011
Proverbi in dialetto tropeano sul pesce
Ho per le mani e sto leggendo un saggio-opuscolo di Giuseppe Chiapparo, insigne insegnante tropeano nonché illustre storico, nato nella nostra città nel 1894 e morto a Napoli nel 1963, dal titolo 'La vecchia marineria e le culture del mare a Tropea', curato da Vito Teti ed allegato alla rivista della Fondazione 'Tommaso Giusti' di Vibo Valentia 'La Spola' dell'Aprile 2006.
All'interno dello stesso, nel capitolo dal titolo 'Pesca, alieutica ed usi dei pescatori', che insieme a 'La Vecchia Marineria di Tropea' e 'Astronomia e Metereologia dei pescatori' formano il corpus dei tre saggi dell'opuscolo, eccellentemente presentato dallo stesso Teti, ho trovato una serie di proverbi che non conoscevo, o meglio non ricordavo più, avendo sfogliato sommariamente il volume con più di 1000 proverbi di Tropea e dei suoi dintorni che lo stesso Chiapparo ha scritto e pubblicato e di cui di certo molti sapranno.
Sono i proverbi dedicati al pesce e alla pesca che ripropongo di seguito, ripromettendomi di pubblicare appena possibile i tre capitoli suddetti, che ho trovato assolutamente interessanti e ricchi di notizie assai importanti per la conoscenza degli usi e delle tradizioni marinare della nostra città.
Su Giuseppe Chiapparo, invece, tornerò a stretto giro, con la pubblicazione della sua biografia e dell'intera bibbliografia dedicata a Tropea.
I proverbi avranno una traduzione letterale da me curata ed una meno letterale e più generica sul loro significato curata dallo stesso Chiapparo.
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28/09/2010
Sette proverbi calabresi sull'invidia
Il sentimento dell'invidia è il soggetto dei sette proverbi che pubblico di seguito. L'invidia come la gelosia acceca la vista, fa vedere cose diverse dalla realtà ed è, fra i sentimenti negativi, quello sicuramente peggiore non solo per chi ne subisce il flusso e le azioni che ne derivano, ma soprattutto per chi lo nutre e lo coltiva. Questa la morale contenuta in alcuni di questi proverbi; questa la consapevolezza che guida chi vi scrive di fronte ai tanti invidiosi di ieri e di oggi incontrati sul proprio cammino.
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08/05/2010
Due blasoni sulle città di Cosenza, Rende e San Fili
Cusentini, mali parenti e mali vicini. I Cosentini, cattivi parenti e cattivi vicini.
A Renne e San Fili fatti a cruci quandu i vidi. Quando vedi un abitante di Rende e di San Fili fatti il segno della croce.
Questi sono due blasoni in cui lo spirito campanilistico e dissacratore che 'i vicini' abitanti delle rispettive città di Cosenza, Rende e San Fili si scambiavano e forse tutt'oggi si scambiano. La letteratura proverbiale calabrese, come più volte scritto, trova nel blasone la 'quintessenza' del gioco sarcastico e dissacratore di cui è ricca e nutrita. Gioco 'irriverente' e pungente, il blasone, occupa uno spazio di tutto rispetto in detta letteratura. La loro pubblicazione su questo blog, nasce dalla volontà di chi scrive, all'approfondimento di questo filone letterario, di cui fanno parte oltre alle poesie in vernacolo, proverbi, detti, ed ovviamente blasoni, quest'ultimo genere, ritenuto fondamentale per scandagliare alcuni aspetti della mentalità calabrese, della storia della mentalità in Calabria ed anche, più in generale, per puro spirito goliardico; giammai per rimettere in moto o stimolare antichi attriti o vecchie pregiudiziali 'di bottega'.
Altri blasoni e proverbi cliccando qui.
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I proverbi calabresi: un approfondimento
Il ruolo subalterno della donna in Calabria: i proverbi come 'spia'
13:42 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: blasoni calabresi, proverbi, cosenza, rende, san fili, modi di dire, detti popolari, dialetto calabrese, vernacolo, letteratura proverbiale | OKNOtizie |
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11/11/2009
Proverbio calabrese antico.
Camìna cu cu non vidi, parla cu cu non senti e perdi u tempu.
Cammina con chi non vede, parla con chi non sente e perdi il tempo.
Un'altra pillola di saggezza è contenuta in questo antico proverbio calabrese. Ci rimane poco da commentare.
Vedi anche
10:24 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi, proverbio calabrese, aforisma calabrese | OKNOtizie |
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09/11/2009
Il proverbio di oggi.
Si vo vidiri disciuni: omini all'anta e fimmini a ru suli.
Se vuoi vedere pettegolezzi: uomini in pausa (dal lavoro) e donne al sole.
Molto usato nella zona del lametino, quello di oggi è un proverbio che nasce dalla pura osservazione dei costumi sociali. Il pettegolezzo si genera sempre quando c'è ozio. Una considerazione semplice e saggia che si sentiamo di condividere integralmente.
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22/10/2009
Proverbio calabrese della saggezza.
U suverchiu è comu nenti e u troppu è sprecu.
Il soverchio è come niente ed il troppo è spreco.
Dietro questo che apperentemnete sembrerebbe un inutile raddoppio di aggettivi dallo stesso significato (soverchio e troppo) si palesa una grande saggezza proverbiale. Il significato va ricercato nella naturale attitudine del mondo contadino all'umiltà, alla moderazione, all'equilibrio, valori questi spesso dimenticati nelle società dell'opulenza, del superfluo, dell'inutile. Per questa cultura, l'essenzialità nelle cose e nei beni è il vero valore da perseguire e da vivere. Lo sapevano lo stesso senza aver letto Eric Fromm.
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02/09/2009
Il proverbio della sera in dialetto calabrese.
Cu vaci o lavuru e nnò lavura beni, tri voti vaci e tri voti veni.
Letteralmente il detto ha questa traduzione: chi va al lavoro e non lavora bene tre volte va e tre volte viene.
Meglio impegnarsi e concentrarsi quando si lavora, altrimenti il rischio è la dispersione del proprio tempo. Questo il significato metaforico del proverbio di questa sera.
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31/08/2009
Il proverbio calabrese di Settembre.
A Settembi e a Frevàru notti e jornu sugnu pari.
Letteralmente e senza bisogno di aggiungere altro, perché quello di oggi è un proverbio che non ha bisogno di alcun commento esplicativo, basandosi sulla semplice constatazione dell'uguaglianza fra il giorno e la notte, tipica dei mesi citati, il detto antico è questo: a Settembre e a Febbraio notte e giorno sono uguali.
18:09 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, calabria, proverbi, vernacolo, dialetto, tradizione, saggezza, aforismi, mese, settembre | OKNOtizie |
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11/08/2009
Il proverbio del mese: Agosto.
Agustu porta littàri, Settembre si li leje, vestiti, culunudu, cà verno prestu veni.
La traduzione è la seguente: Agosto porta il messaggio (littàri= lett. lettere), Settembre lo legge (leje), vestiti (imperativo, nel senso cerchino di vestirsi i poveri), perché presto l'inverno (verno) arriverà (prestu veni).
Saggezza antica mai tradita...mi vien da dire. Anche in questo proverbio, si rispecchia la mentalità previdenziale dei saggi ed antichi contadini. Non credere che l'inverno sia lontano, non fare come la cicala che canta tutta l'Estate e poi muore, cerca di adoperarti per qualche provvista, perché Agosto passa in fretta e l'Inverno è incombente. Duro da accettare questo detto, specialmente in piena vacanza ed in pieno relax, ma è pur vero che porta con se una verità assolutamente non sconfessabile.
Buone vacanze.
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