24/10/2011

La "cosca" votava per Caridi

Antonio-Caridi.jpg

Il procuratore della Dda di Genova consegna un dossier nella mani di Beppe Pisanu

I fatti contenuti nelle carte di un’inchiesta sui Raso-Albanese-Gullace

di GIUSEPPE BALDESSARRO, il Quotidiano della Calabria


REGGIO CALABRIA - Il clan Raso-Albanese-Gullace    di    Cittanova, avrebbe sostenuto in campagna elettorale, l’attuale assessore regionale Antonio Caridi. L’ipotesi è contenuta nelle carte di un’indagine svolta in Liguria sulle attività del boss Carmelo Gullace che avrebbe consentito di documentare «l’alacre attività di sostegno svolta, nell’ultimo voto regionale,  da  esponenti della  cosca, anche con palesi intimidazioni, a favore del candidato Antonio Stefano Caridi». 

Continua...

23:14 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Cronache e news | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: antonio caridi, politici calabresi, politica in calabria, mafia e politica, assessore caridi | OKNOtizie | |  Facebook | |

23/04/2011

Indagini e nuove scoperte sul caso Fallara a Reggio Calabria

Orsola Fallara.jpgScoperte assunzioni a termine sottoscritte “in proprio” dalla dirigente del Comune di Reggio Fallara, si indaga sui contratti. E dopo la denuncia del Pd chiamò i dipendenti: «Non venite più in ufficio»

di GIUSEPPE BALDESSARRO, il Quotidiano della Calabria

REGGIO CALABRIA - Orsola Fallara faceva assunzioni “in proprio”, come se l’assessorato al Bilancio fosse casa sua. Stipulava contratti a tempo, per personale esterno, che non passavano attraverso la Giunta, ne’ erano sostenuti da determine di alcun genere. Nel suo ufficio ogni tanto arrivava gente, ci lavorava per 6 mesi o un anno, e poi andava via. Collaboratori “spariti” nel nulla subito dopo la denuncia presentata alla Procura della Repubblica da Demetrio Naccari e Seby Romeo, i due esponenti del Pd che a novembre segnalarono alcune “anomalie” nella gestione  delle casse  comunali.

Continua...

18/02/2011

Scopelliti propone il "porcellum" anche in Calabria

354816030.jpgE' di questi giorni la proposta di cambiamento della legge elettorale che il governatore calabrese Giuseppe Scopelliti ha lanciato dalle pagine di tutti i giornali.  Per eliminare infiltrati e politici collusi con la 'ndrangheta, occorre bloccare le liste anche per le regionali. Questa in sintesi la  sua proposta.

In buona sostanza significherebbe affidare nelle mani dei segretari di partito o dei coordinatori regionali come lo è lui per il  Pdl, un potere assoluto di scelta e di decisione su chi candidare e chi no, su chi fare eleggere e chi invece no, relegandolo alla semplice partecipazione alla competizione elettorale.

Anziché occuparsi a tempo pieno dei tanti problemi che attanagliano la Calabria, dopo una miriade di  slogan fantasmagorici usati in campagna elettorale e rilanciati anche in questi mesi, anziché preoccuparsi di capire le ragioni  ed i perché  uno dei consiglieri regionali appartenenti al suo partito è stato arrestato  per voto di scambio con la mafia ed altri cinque consiglieri regionali sono tutt'oggi indagati per collusioni varie con mammasantissima, lui partorisce una proposta  che dire assurda è poco.

Lo sento e lo percepisco come il  classico metodo di staliniana memoria, quello usato nel  PCUS per indenderci meglio, quando per ribaltare una situazione scottante  o per ridare un'immagine a qualche leader in difficoltà oggettiva, si sfornavano soluzioni di questo tipo.

L'articolo che di seguito riporto, nel quale la sua proposta o meglio la sua intenzione è declinata nei dettagli, cozza inevitabilmente con due considerazioni che a mio modesto avviso sono da fare.

La prima è quella che in  Italia, quella dei nostri tempi, quella della casta e delle oligarchie politiche, non piace quasi a nessuno il fatto che siano i partiti a blindare e a decidere chi viene eletto, senza che l'elettore possa espimere la propria preferenza. Forse il governatore calabrese non si è accorto che, da tempo, da almeno un anno e mezzo,  in moltissime forze politiche nonché nei cittadini, sia maturata la convinzione che la legge elettorale attuale  vada modificata, ripristinando la preferenza come facoltà e principio costituzionale garantito al popolo per poter scegliere i propri rappresentanti ai vari livelli istituzionali.

La seconda è di carattere più logico e la affido ad una serie di domande che vorrei giungessero chiare a tutti i segretari nazionali e regionali, visto che la proposta del governatore calabrese altro non è che un tentativo di trasferimento del "porcellum"  dal piano nazionale a quello regionale. Per chi non sapesse di cosa sia la legge Calderoli, da lui stesso denominta "una porcata" può consultare questo link.

  • Non sarebbe meglio anziché spostare il discorso sul metodo, anziché blindare le liste,  fare una verifica approfondita al momento delle candidature, per verificare chi siano le persone, se abbiano avuto o meno condanne penali gravi, se abbiano avuto o meno condanne per reati contro la pubblica amministrazione, e quindi se abbiano o meno i requisiti per essere candidati?
  • Non era già  un dovere per chi guidava i partiti in Calabria, quindi anche per  Peppe Scopelliti e per il suo vice Gentile, verificare chi fosse Santi Zappalà e gli altri candidati tutt'oggi indagati?
  • Chi garantirebbe il popolo che gli uomini scelti dai segretari regionali siano persone perbene e degne di rappresentare al meglio le istanze della gente e le necessità territoriali specifiche?
  • Non è già questo un vero e proprio metodo autoritario e pseudo mafioso praticato già a livello nazionale?
  • E se il capo che deve scegliere è esso stesso un mafioso cosa succederebbe?


Ecco le ragioni per le quali considero la proposta del presidente Scopelliti una pessima proposta, che non eliminerebbe di certo il problema delle infiltrazioni mafiose in seno alle liste elettorali regionali. Occorrerebbe invece, come prima cosa, sposare in toto l'attuale codice etico o quantomeno attenersi alle indicazioni già in essere presenti in esso. Poi, quella guardia che lui dice di aver messo alle passate elezioni regionali, andrebbe fatta meglio. Ciò ovviamente non eliminerebbe del tutto il rischio di ritrovarsi in consiglio regionale persone poco raccomandabili. Ci potrebbero essere incensuati e persone apparentemente perbene candidati nelle liste e poi eletti che abbiano fatto accordi impliciti o espliciti con le mafie; ci potrebbero essere, come del resto è avvenuto nel passato più prossimo  e in quello più remoto, candidati propensi all'acquisto in saldo di pacchetti di preferenze. Ma una cosa è certa: sarebbe comunque il popolo a decidere da chi dev'essere rappresentato, facendo salvo un principio costituzionale sacro e fondamentale per le democrazie moderne.
Ma è all'interno delle segreterie politiche regionali e nazionali che la cosiddetta questione morale dev'essere praticata ed estesa. Solo così, come quando a guidare i partiti era gente come Berlinguer, Almirante, Moro, che passavano ai raggi x chiunque manifestava la volontà di candidarsi, si potrebbe, fatto salvo il principio della preferenza, garantire alle assemblee regionali e nazionali persone e politici di assoluta e comprovata moralità pubblica.
Cominci a fare pulizia nel suo partito presidente Scopelliti e verifichi che alle prossime elezioni amministrative siano candidati persone perbene nelle liste del Pdl; poi, se lo ritiene, si faccia portatore di questa proposta all'interno di tutte le forze politiche regionali. Vedrà che la stessa troverà molti più sostenitori e maggiori favori in tutti, compresi i partiti e compresi noi poveri e comuni mortali in attesa cronica di una politica più pulita e di una classe dirigente più degna. Lasci perdere  questa proposta e se proprio non vuole sposare quella che gli ho suggerito pensi alla risoluzione dei problemi della sua e della nostra Calabria. Ne sentiamo tutti un assoluto bisogno.

Continua...

21/01/2011

Il partito degli Ingordi

Articolo G.Antonio stella.jpgL'aggiornamento dell'antico grido di battaglia della rivolta di Reggio Calabria del 1970 trainata dal missino Ciccio Franco contro l' 'esproprio' del capoluogo regionale a favore della meno decentrata Catanzaro è stato deciso, come spesso capita nei casi di porcherie parlamentari, a cavallo di Natale. Con la gente distratta dalle festività, dai regali, dalle vacanze.

Continua...

04/11/2010

Alluvioni, abusi edilizi, crollo della rupe, fango & dintorni nella Costa degli Dei...e Scopelliti sorvola in elicottero

Scopelliti-a-Parghelia.jpgQualche giorno fa è venuto a trovarci Peppe Scopelliti, ovvero il neo governatore della Calabria. Oggi si chiamano così i presidenti delle regioni anche se, a me, piaceva il nome tradizionale, il tradizionale PRESIDENTE. L'America ed il suo lessico hanno fatto breccia, anche in questo, in Italia.

Era a Nardodipace per un convegno sul Parco Regionale delle Serre. E' venuto a Parghelia per verificare i danni che l'alluvione dei giorni scorsi ha provocato in questo territorio. Danni ingenti. Fango dappertutto. Strutture turistiche KO, compresa qualcuna di grande pregio architettonico e di elevato lusso che appartiene al suo amico Salabè. Mi dispiace per questo e non lo dico tanto per...mi dispiace veramente che numerose strutture ricettive, come quelle presenti nei territori di Parghelia e Zambrone, di assoluto livello, siano state danneggiate dall'ultima e dalla penultima ondata di maltempo che si sono abbattute sulla nostra costa.

Ciò detto, non posso, per amore di verità, non pormi alcune domande e contestualmente girarle al Governatore, anzi al Presidente della Calabria.

Continua...

03/09/2010

Visti da vicino: il senatore Antonio Gentile

66158053.jpg Qualche giorno fa, casulamente, spulciando nella mia libreria,  ho intravisto un vecchio libro che il senatore a vita Giulio Andreotti scrisse all'inizio degli anni '80. Il  titolo del libro è  'Visti da vicino'. Lo sto rileggendo di nuovo con estremo interesse. E' una raccolta di alcune biografie sugli uomini più importanti del pianeta di quegli anni,  'visti da vicino' dal Giulio nazionale. La sua rilettura mi ha ispirato questa nuova rubrica che, pur non avendo la stessa portata delle biografie contenute nel suddetto libro, pur limitandosi alle cose essenziali dei personaggi in oggetto, vuole avere, nelle intenzioni di chi scrive,  un compito analogo: permettere a chi legge queste pagine di conoscere meglio e più in profondità alcuni uomini, politici e non, importanti o meno, della nostra terra, della nostra città, della nostra Calabria. Una sezione di questo blog è da tempo dedicata agli illustri personaggi del passato e del presente. La nuova rubrica non va confusa però con quell'altra per ovvie ragioni: di illustri personaggi, intesi nell'accezione classica del termine, non verrà data notizia; da vicino, in questa sezione del blog, guarderemo tutti coloro che, illustri  si sentono di essere ma non lo sono per davvero nella mia personale valutazione e spero anche in quella di chi legge. Inizio col senatore cosentino Antonio Gentile, uno degli uomini più votati della Calabria, uno dei politici che ha saputo sopravvivere alla prima repubblica, uno dei politici che in questi mesi abbiamo visto sulla scena cittadina tropeana a braccetto e a passeggio col nostro 'illustre' - si fa per dire - e 'grande manager' sindaco di Tropea Adolfo Repice, uno che il trasformismo l'ha sempre praticato e quindi un ottimo esempio per i trasformisti di casa nostra.  Il senatore Andreotti perdoni questa mia 'irrivente' ispirazione.

Continua...

12/04/2010

Il nuovo Consiglio Regionale della Calabria: seggi e nomi dei rappresentanti regionali

Consiglio regionale della calabria.jpgL'ufficio elettorale centrale, dopo la proclamazione di Giuseppe Scopelliti a presidente della nuova  Giunta Regionane della Calabria, ha proceduto all'assegnazione dei seggi ad ogni lista che ha superato il quorum del 4% certificando così anche i 48 nuovi consiglieri regionali, che si aggiungono allo stesso Scopelliti ed al candidato presidente del centrosinistra, Agazio Loiero, per un complessivo numero di 50 componenti dell’Assemblea legislativa calabrese. Di seguito i risultati ufficiali e definitivi dopo i giorni di incertezza legati alla non chiara ed ambigua assegnazione del premio di maggioranza legata all'ex 'listino' del Presidente e alla redistribuzione territoriale di tale premio.

Continua...