28/03/2011
Un altro regalino di Repice & C. ai tropeani: i bagni pubblici in pieno centro storico
Che questa amministrazione non riesca a fare nulla o quasi nulla seguendo le corrette pratiche amministrativo-procedurali è cosa ben risaputa, malgrado i numerosi richiami ricevuti da parte delle varie autorità di settore per la questione parcometri, la questione mensa scolastica, la questione concorso LSU-LPU cat. C, la questione affidamento raccolta spazzatura ditta Ecoshark, ecc. ecc. Insomma non si castiga mai per dirla alla Pazzaglia ed insiste nel non voler porre in essere politiche e piani di sviluppo per la città in conformità con la legge.
Ma che, nemmeno per la costruzione di due bagni pubblici riescano a seguire la corretta procedura, riescano ad avere le preventive autorizzazioni da parte degli organi competenti, la dice davvero lunga, qualora ancora servisse, su come e da chi questa città viene amministrata.
Nei giorni scorsi una nota a firma del consiglere provinciale del Pdl Giovanni Macrì, poneva l'attenzione sulla mancanza di alcune autorizzazioni necessarie e su tutta una serie di adempimenti preventivi per poter realizzare regolarmente e non abusivamente i bagni pubblici in Largo San Michele. Inoltre, fra le righe di detta nota, si stigmatizzava la scelta, non certo brillante, di collocare proprio in quel punto e proprio in quel posto i gabinetti pubblici, zona assai frequentata durante l'Estate, zona centralissima della città.
Le ragioni di tale avversità le lasciamo immaginare ai lettori. Chi ama Tropea e chi dice di aver passione per essa, come il sindaco della città e la sua banda di giannizzeri, non può pensare di realizzare i bagni pubblici proprio in quella zona, peraltro in barba a tutte le regole da seguire e da onorare per il rispetto della LEGGE.
La cosa che maggiormente fa rimanere perplessi non è tanto la scelta del luogo e la necessità di avere dei bagni pubblici in città, considerato che posti migliori e più funzionali allo scopo a Tropea ce ne sono, quanto la dichiarazione dello stesso sindaco: "ho avuto la concessione dal Genio Civile sui bagni, le altre concessioni che occorrono le richiederò dopo certo di averle".
Per lui il rispetto della legge è un optional, non la cosa principale; è certo di avere le altre concessioni dopo quella del Genio Civile.....roba da non credere. Manifesta una sicurezza che sa dell'indolenza questa dichiarazione, è offensiva nei riguardi degli stessi organi deputati al rilascio delle stesse autorizzazioni che vanno richieste ed ottenute PRIMA E NON DOPO L'INIZIO DI UN'OPERA PUBBLICA e per molti aspetti si commenta da se. I concetti di "abusivo" e di "abusivismo" al sindaco Repice non sono chiari. Ed allora è mio dovere ricordarglieli (così forse capisce anche perché continuo a chiamarlo abusivo anche come sindaco della città), facendo ricorso al dizionario della lingua italiana dove alla voce "abuso" c'è scritto "che rappresenta un abuso, che è in difetto o in contravvenzione rispetto a una certa norma o legge" e a quella "abusivo" "chi è abusivo, che sta abusando di una norma, o di qualche risorsa o bene, anche con un'accezione recidiva del termine. In genere il sostantivo indica il reo dell'abuso".
'Nci di voli daveru faccia tosta' sindaco Repice!
15:24 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala | Tag: bagni pubblici a tropea, adolfo repice, politica di adolfo repice a tropea, opere pubbliche a tropea, nino macrì, gazzetta del sud, francesco barrittà, cronache di tropea, politica a tropea | OKNOtizie |
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