24/11/2009
Una poesia calabrese sul costume: u pittuluni ovvero il pettegolo.
La poesia di questa sera è tratta dal volumetto Terra mia, cu ti vidi ti vurria edito per i tipi della Giuseppe Meligrana Edizioni di cui l'autore è Francesco Restuccia. Di entrambi, cioè del volume e dell'autore abbiamo scritto qualche settimana fa. Della GME molto spesso. Per chi volesse approfondire la conoscenza di Francesco Restuccia, è disponibile su questo sito una piccola biografia ed alcune sue poesie cliccando alla fine del post sull'apposito link. Il titolo che ho voluto appositivamente dare a questo articolo è poesie del costume, proprio per evidenziare un'antica e diffusa pratica, presente in tutto il mondo ma particolamente avvertita nei piccoli centri, nei piccoli paesi: il pettegolezzo e con esso il suo attore principale, u pittuluni, ovvero il pettegolo, figura che ovviamente si coniuga anche al femminile (per la buona pace delle pari opportunità). "Mestiere" antico quanto il mondo, che associato spesso al voyerismo non accenna ad andare in pensione per anzianità e vetustà raggiunta già da molti lustri. La descrizione che ne segue in forma di poesia in vernacolo calabrese, è assolutamente pertinente e descrittiva. ti cotanta virtù della vista e della bocca. Alla fine della stessa non mancherà l'opportuna traduzione in italiano. Buona lettura.
22:15 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: francesco restuccia, poesie del costume, poesie calabresi, il pettegolo, u pittuluni, voier, poesia in dialetto calabrese, poesia sul pettegolezzo | OKNOtizie |
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17/10/2009
L'ingenuo ovvero u ngenuu, una poesia in dialetto calabrese di Carmine Macchione.
U ngenuu
di Carmine Macchione
Ndi fici beni duranti a vita mea!
Qualunqui fussi pinzeru e appartinenza
a genti bisognusa chi ciangea,
tanti a fari u beni nun c'è perdenza.
U beni da ncunu è spissu scordatu,
ammucciatu nta strata da mimoria,
diventa tosto e cchjù amaru da cicoria
e ti muzzica poi comu n'arraggiatu.
L'ingenuo
di Carmine Macchione
Ne ho fatto di bene nella mia vita!
Qualunque fossero le idee o il partito
a gente bisognosa che piangeva
tanto a far del bene non si perde mai.
Il bene da qualcuno spesso viene dimenticato
nascosta nella strada della memoria
diventa duro e più amaro della cicoria
e poi ti morde come un arrabbiato.
Tratta da: Luci e Umbri, di Carmine Macchione, Calabria Letteraria Editrice, Soveria Mannelli, 2005.
18:00 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: poesia sull'ineguità, poesia sull'ingenuo, poesie dialettali calabresi, poesia in dialetto calabrese, carmine macchione poeta, poeta tropeano, poesia calabrese in vernacolo, luci e ombre poesie, calabria letteraria editrice | OKNOtizie |
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