11/02/2011

'U malocchiu': una poesia in vernacolo calabrese di Enzo Godano

Enzo Godano.jpgLa poesia che pubblico stasera è stata scritta da un tropeano DOC, uno dei tanti, troppi ahinoi, tropeani della diaspora. E come tutti quei tropeani che non hanno mai smesso di amare la città anche da lontano, si fa sentire e si fa ricordare con vero affetto.

Sto parlando di Enzo Godano, un amico di Tropea, un nostalgico della sua Itaca, un appassionato artigiano di teatro popolare, di poesie popolari, di calabresità 'tout court' che da anni vive e lavora in quel di Ogliate Olona, paese dell'entroterra varesino. Enzo mi scrive qualcosa di veramente bello nell'anteprima alla mail  ricevuta nel pomeriggio di oggi e che riporto testualmente prima della sua poesia in vernacolo calabrese in essa allegata e di seguito proposta:

'Caro Lucio attraverso queste mie modeste poesie, cerco anche se per poco di rivivere momenti ormai lontani, racconti che vengono rimati per dare un senso tecnico allo scritto, che deve rimanere però una storia vera o inventata a secondo dei gusti, dove il lettore si catapulta con l'animo leggero nel passato, in un tempo che fu, quando eravamo felici e non lo sapevamo.

Scrivo da sempre poesie, racconti, teatro popolare e altro, frutto della mia fantasia e di esperienze acquisite nel tempo.  Mi occupo di calabresità da molti anni anche se una certa amarezza mi raggiunge quando osservo che le cosiddette 'giovani leve' di tropeani  calabresi o di meridionali in genere (Italiani stranieri così come li definì Mario Soldati), poco si interessano al loro passato.

'U malocchiu' racconta di come una parte della comunità tropeana partecipava a certi avvenimenti particolari; rievoca saggezze antiche, solidarietà vera,  facilonerie soggiogate come in questo caso. Questo era il contesto in cui si determinavano e venivano vissuti i valori, quelli veri intendo, conservati, praticati e vissuti nello spirito e nelle azioni dei nostri cari vecchi'.

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22/10/2009

I fatti soi ovvero gli affari propri: una poesia in dialetto calabrese di Francesco Restuccia.

I fatti soi

di F. Restuccia

Si nesciu 'ncunu guarda attentamenti,

si staiu in casa dinnu ca su fissa,

si guardu na signora chi passia

mi dinnu ca pensu a brutti cosi.

E allura dicu io: "Chi aio a fari?

Mi chiudu 'nta campana i vitru puru

e aspettu mu si stancanu i parrari?"

Ma io mi 'ndi futtu i tutti quanti,

io nesciu o staiu in casa mpertinenti,

io guardo in faccia tutta chista genti

e dicu comu dici  u strafuttenti:

"Sirremu cchjù tranquilli prima e poi

si ognuno si farria i fatti soi"

 

Gli affari propri

di F. Restuccia

Se esco qualcuno mi guarda attentamente,

se rimango in casa dicono che sono scemo,

se guardo una signora che passeggia

mi dicono che penso a brutte cose.

E allora io mi chiedo: cosa devo fare?

Mi chiudo anche in una campana di vetro

e aspetto che si stancano di parlare?

Ma io me ne fotto di tutti,

io esco o sto in casa impertinente,

guardo in faccia tutta questa gente

e dico come dice lo strafottente:

"Saremmo più tranquilli prima o poi

se ognuno si facesse i fatti suoi".

Poesia dialettale di Francesco Restuccia, tratta da Terra mia, MGE edizioni, Tropea, 2007.

Per acquistare il libro premere qui.

Dello stesso autore:

Terra mia...cu ti vidi ti vurria.

17/03/2009

Poesie calabresi: Vivo di Francesco Pugliese.

Nota biografica

Francesco Pugliese, 27 anni, nasce a TROPEA in provincia di Vibo Valentia, il 29 dicembre 1981. Giovane  studente calabrese, molto legato alla sua terra e alle sue radici nutre un amore viscerale per la "sua" Calabria. Appassionato di riti e tradizioni popolari, letteratura e teatro, si diletta a scrivere poesie, soprattutto in dialetto calabrese.
E' il primo di tre fratelli; vive e risiede orgogliosamente a Caria di Drapia, caratteristico borgo, a 8 km da Tropea , rinomato soprattutto per la produzione dei fagioli. Diplomato all'Istituto Magistrale Vito Capialbi di Vibo Valentia, Francesco è iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Messina, per il conseguimento della Laurea in Lettere, curriculum moderno. Per  parecchi anni, ha svolto attività di volontariato nella sua parrocchia, impegnandosi particolarmente nell' animazione di bambini ragazzi e giovani, riuscendo a coinvolgerli attivamente come protagonisti, in numerose attività e manifestazioni. E' oggi  impegnato attivamente, nell'organizzazione di varie manifestazioni all'interno della sua comunità. Come docente di scuola dell’infanzia e primaria, ha esperienze di supplenze in alcune scuole a Roma. Amante fin da bambino della recitazione, dal 2003 fa parte di una locale compagnia teatrale, la Compagnia teatrale cariese dove interpreta brillantemente svariati e buffi personaggi, riscuotendo grandi consensi di critica e di pubblico. La compagnia  presenta, in giro per le piazze del vibonese, commedie inedite, che hanno lo scopo di valorizzare e tramandare l'immenso patrimonio di usi, costumi, credenze popolari e superstizioni della tradizione calabrese, con particolare attenzione al territorio cariese. E’ presente nell'Antologia "Tropea Onde Mediterranee" 2008 con la poesia U spuntari du suli.

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