01/05/2011
Attendendo la sentenza del Consiglio di Stato
Torno da poche ore dal Consiglio di Stato, dove nella giornata di Venerdì l'Eccellentissima Corte della 5^ sezione di Palazzo Spada si è riunita per decidere sul ricorso presentato da Repice & C. che aveva come oggetto la richiesta di sospensiva della sentenza che il Tar Calabria ha decretato il 7 Aprile scorso e che ha di fatto sfrattato dalle stanze di Palazzo Sant'Anna gli abusivi amministratori che tali stanze hanno occupato illegittimamente per più di un anno.
Intervengo per tentare di fare un minimo di chiarezza sulle numerose voci che in queste ore circolano per la città e che l'ex Sindaco e la sua ex amministrazione, quasi al completo, stanno alimentando ad arte per disorientare i cittadini e per arrogarsi vittorie non conseguite.
Procedo con ordine....
Per prima cosa occorre dire che il Consiglio di Stato non si è ancora pronunciato sul ricorso e pertanto la certezza ostentata dai nostri avversari politici, con brindisi e cene di luculliana prelibatezza si dimostra non solo fuori luogo, ma anche e soprattutto lesiva dell'autonomia dei giudici e della riservatezza di un dato giudiziario che non è ufficiale e che ancora non è certo. Dicono per le strade della città di aver vinto il ricorso al Consiglio di Stato e che la sospensiva alla sentenza del TAR sia stata accolta. Chi glielo ha detto non ci è dato di sapere. Chi gli permette tanta sicurezza nemmeno. Io ero in quella sede Venerdì scorso e sono abituato a rispettare le sentenze della magistratura non solo a parole ma nei fatti. Loro invece no e pertanto le annunciano addirittura prima che esse siano state prese ufficialmente.
Nelle ultime ore, infatti, numerosi sono stati gli interventi sulla stampa locale da parte degli ex assessori comunali e dei sedicenti tali, nei quali sulla carta e a parole si diceva di attendere sereneamente la sentenza del Consiglio di Stato e di rispettarne in ogni caso i contenuti in essa disposti, di rispettare altresì la sentenza già emessa da parte del TAR di Catanzaro, ma di fatto, poi, tali dichiarazioni, tali assunti, sono stati sconfessati e vengono sconfessati nelle ultime ore non solo con considerazioni sulla stampa che andavano nella direzione opposta dagli assunti proclamati, ma con le azioni e i brindisi di vittoria di cui dicevo.
Brindano a vittorie quando ancora non si conosce la sentenza. Bontà loro dico tra me e me..... si vede che hanno qualche uccellino che glielo ha sussurrato di cui noi, miseri mortali, non conosciamo la natura e la specie ornitologica...chiederò al mio amico e compagno di lista Giuseppe De Vita se, dall'alto della sua lunga esperienza nel settore, riuscirà a capire quale specie di uccellino e a quale tipo di razza questo uccellino sussurratore di notizie giuridiche appartiene.
Questa cosa, da sola, basterebbe a qualificare quanto sia alto il loro grado di consapevolezza dell'autonomia della magistratura e quanto sia alto il loro rispetto per un organo di così alto spessore giuridico qual'è il Consiglio di Stato. Ma siamo abituati a queste sceneggiate pertanto su questo non aggiungo altro....credo che le azioni delle ultime ore bastino e si commentino da sole.
Aggiungo invece qualche considerazione di carattere tecnico - giuridico nel tentativo di fare chiarezza a questa tormentata vicenda che tiene la città di Tropea in attesa ed in ansia sulla vicenda giuridico-procedurale divenuta un vero e proprio tormentone da più di un anno. Lo faccio per punti schematizzando quanto più possibile le numerose possibilità che dalla sentenza del Consiglio di Stato potrebbero derivare, nei limiti della mia non certo completa e lacunosa preparazione in materia:
18:27 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala | Tag: adolfo repice, politica a tropea, ricorso consiglio di stato tropea, consiglio di stato roma, palazzo spada | OKNOtizie |
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