01/06/2011

De Ospitalis Tropea coniuratione....

859522269.jpgSono giorni che assisto quasi interdetto ed attonito alla pantomima che puntualmente si ripete, mediamente ogni lustro di secolo, riguardante l'Ospedale di Tropea ed i suoi problemi decennali.

Chiuderà, non chiuderà? E' stato ridimensionato, non lo è stato? Che ne sarà dell'assistenza medica dei cittadini di Tropea e dei suoi dintorni? Cosa succederà se dovesse chiudere, dove andremo a curarci?Quale sarà il destino della sanità tropeana?

Queste, più o meno, le domande che, stimolate ad arte, intercorrono fra i pensieri dei cittadini di Tropea e dei suoi dintorni. Preoccupazioni che si ripetono da almeno 30 anni e sulle quali non deve calare il sipario perché sarebbe un guaio assai grande se calasse il sipario e se le domande sul destino dell'Ospedale di Tropea scemassero da qui a qualche settimana.

Inchiosto di stampa e pagine su pagine, convegni a josa, ai quali non segue mai una risposta concreta e che non hanno mai un seguito nel tempo, per dire che l'Ospedale di Tropea non va bene così com'è, per dire che l'Ospedale di Tropea non è il massimo di quanto una sanità, degna di questo nome, dovrebbe riservare ai cittadini di Tropea e dei suoi dintorni.

Da settimane, si assiste alla solita pantomima, come dicevo, questa volta stimolata dalla chiusura della sala operatoria dello stesso,  chiusura dovuta a motivi di ristrutturazione e di messa in sicurezza e non, per come chi da anni specula su queste vicende, per problemi di altro carattere.

La sala operatoria di Tropea non va bene, non è sicura, e bene hanno fatto i nuovi commissari dell'Asp n° 8 a chiuderla e ad ordinarne la messa in sicurezza. Le morti di Eva Ruscio e Federica Monteleone e le porcherie varie che nella sanità vibonese si sono consumate negli anni, gridano non solo giustizia, ma sollecitano tutta l'attenzione e la prevenzione del mondo. Ed in questo, credo, non ci possano e non ci debbano essere obiezioni.

Una pantomima di preoccupazioni false e sterili per il destino del nosocomio cittadino, una congiura interna ad esso, quella che da anni viviamo e dobbiamo sopportare noi cittadini di Tropea e dei suoi dintorni. Pertanto, la mia mano, la mia coscienza, ha necessità di porre in essere  una puntulizzazione, un chiarimento, che credo sia doveroso per chi voglia dirsi un cronista di cose cittadine ed un'amante della chiarezza. 

Continua...