20/05/2009

Tropea, la Calabria e le dolci ricette: sangunazzu alias sanguinaccio di maiale 2° modo.

Ieri abbiamo offerto una ricetta simile a questa. Ne abbiamo spiegato le origini storiche e culturali ed il suo uso e consumo. Anche questa preparazione come la precedente mantiene delle caratteristiche di dolce al cucchiaio, con la differenza che in questa, a posto del latte viene utilizzato il mosto cotto. Questo prodotto puo' essere conservato nei vasetti di vetro per un periodo non superiore a due mesi. La ricetta precedente è possibile visualizzarla premendo qui.

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07/05/2009

I consigli della mamma: come si prepara la mostarda.

Ingredienti: 1 litro di mosto cotto, 60-70 gr. di farina o amido per dolci o semolino sufficiente per farlo addensare, mandorle e noci al 50%, 100 gr. di zucchero.

Procedimento: in una paentola di medie dimensioni sciogliere la farina e lo zucchero con un po' di mosto, aggiungendo poco per volta quello rimanente. Cuocere a fuoco moderato, mescolando sempre con un cucchiaio di legno, in modo che non si formino grumi. Quando il mosto è ben denso, versare in più recipienti, (piatti o ciotole) e decorare con mandorle e noci.

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I consigli della mamma: come si prepara il mosto cotto.

Ingredienti: 3-4 litri di uva rossa.

Preparazione: questo succo si può comprare durante la spemitura dell'uva o comprando dell'uva rossa ben matura, che sarà spremuta con un setaccio o un torchietto in un pentolone, che deve essere riempito a metà, perché durante la cottura il liquido gonfia. Si fa bollire a lungo e lentamente, finche il suo volume non si riduce di almeno 3/4 del volume iniziale. Si conserva o in bottiglie tappate bene o in vasi di vetro chiusi ermeticamente. Il suo uso è abbastanza utilizzazo per fare i fichi secchi, per l'impasto di dolci calabresi quali i petrali o per fare la mostarda.

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04/05/2009

I dolci di Tropea per amore: ravioli di vino.

Il dolce che si propone oggi è di origine antica, ed è ancora usato nelle case calabresi, compresa quelle di Tropea e di chi scrive. Ne parla Apicio, cuoco dell'età romana (1° sec. d. C), nel suo trattato De Re Coquinarie dandogli il nome di Dulcia domestica et Melcae, in cui la ricetta è molto simile a questa da noi riportata.

Ingredienti: 500 gr di farina bianca tipo 00, 20 cl. di olio d'oliva, 1/4 di vino bianco, 1 uovo intero, miele di fico, 50 gr. di zucchero semolato, mosto cotto, olio per frittura.

 

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