20/09/2009

Il seminario di Tropea ovvero "u seminariu" di Federico Guglielmo Lento.

Guglielmo Avatar.jpgUna nuova pagina della memoria; un altro ricordo che si materializza nella coscienza di Federico Guglielmo Lento e diviene, trasformandosi camaleonticamente in scrittura, una  narrazione su Tropea, bella, profonda, rievocativa.  E' la Tropea della fine degli anni '40 e l'inizio degli anni '50 quella raccontata nello scritto,  in cui la coscienza irriflessa dell'amico Guglielmo, a contatto con uno dei simboli e dei luoghi d'infanzia della sua Tropea, u seminariu (il seminario vescovile), 'ritrovato' e rivisto in occasione della presentazione del suo libro, il 10 Settembre 2009, lo stimola e gli facilita un "salto indietro" nel tempo e nello spazio. Una rievocazione dei suoi anni, in cui il seminario vescovile, che per Federico è stato "croce" ma io credo soprattutto delizia, diviene quasi  un "totem", inteso nell'accezione di verticalità verso il cielo e non in quello di adorazione di divinità pagane, ossia il luogo o uno dei luoghi della sua formazione e della formazione di molti tropeani.  Perché al seminario di Tropea si sono formati non solo i preti, ma esso ha per molto tempo formato la coscienza cittadina, quella cristiana, della solidarietà, della carità, dell'amicizia. Qui si sono incrociate centinaia di storie, anzi migliaia. Belle e brutte come sempre d'altronde. Le storie della Tropea clericale, vescovile e cardinalizia; quelle dei giovani diaconi che aspettano di divenire presbiteri; quelle dei volontari e del volontariato cittadino che qui ha sempre trovato ospitalità gratuita; quelle dei chirichetti della domenica che si preparavano a servire la messa celebrata nell'attigua cattedrale; quelle dei catecumeni, che preparavano i ragazzini alla prima comunione; quelle infine dei canonici i lignu, ossia del capitolo dei preti che amministrava Tropea, centro e diocesi autonoma di un grande territorio, prima di essere inglobata in quella più grande di Mileto e di Nicotera, così chiamati perche gli scranni in cui sedevano erano di legno; quella  magnifica e sorprendente di un servo di Dio, Francesco o meglio Don Mottola, esso stesso rettore del seminario, oggi venerabile, e fra poco santo, a cui Tropea deve molto in fatto di carità, solidarietà, umanità e soprattutto identità. U seminariu è un racconto bellissimo, perché nasce dal cuore e dalla memoria incontaminata del ragazzo Guglielmo, di quello che sognava di diventare medico e che poi lo ha fatto; del ragazzo che mentre leggeva il vangelo e praticava i digiuni 'imposti' dal suo vescovo diveniva un comunista anarchico collettivista come lui ama definirsi; quello che si innamorava del Cristo dei poveri e della carità e che per non dispiacere a mammà anche quando non capiva ubbidiva e stava in silenzio.  Sono rievocati molti personaggi di quella Tropea che anche non conoscendola la si può immaginare e ricercare nello spazio dei propri ricordi, quelli diretti o indiretti, come nel caso di chi vi scrive. C'è infine in questo racconto, la generosa e distaccata visione dell'uomo adulto, del Guglielmo che rievocando fatti e cose della Tropea che non c'è più, li vuole fissare nello scritto perché sia duraturo e non sfugga alle fluttuazioni della coscienza; è come se tentasse di dare una sverzata al tempo che avanza  inesorabilmente ripresentificando a lui stesso e con lui a tutti noi, con garbo e accuratezza, un modello, modi d'essere e situazioni passate, convinto che esse se pur nel divenire della storia e del tempo, possano rimanere lì, fermi, intatti, come dei monumenti e come tali essere riguardati ed assumere il ruolo di simboli guida per una Tropea che vuole ritrovare se stessa e che non sa da dove iniziare. Guglielmo in questo è stato davvero bravo; nei fatti e nelle persone, piuttosto che nella narrazione della storia asettica ed astratta. Questo sembra voler comunicare il suo "Onorevole per caso" e ancor più questo racconto, che non è integrato al libro, ma che ne diviene un'appendice naturale. Per chi fosse interessato al libro ed è di Tropea me lo può richiedere con una mail. Per l'acquisto on line invece premere qui.

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