08/05/2010

Due blasoni sulle città di Cosenza, Rende e San Fili

Cusentini, mali parenti e mali vicini. I Cosentini, cattivi parenti e cattivi vicini.

A Renne e San Fili fatti a cruci quandu i vidi. Quando vedi un abitante di Rende e di San Fili fatti il segno della croce.

Questi sono due blasoni in cui lo spirito campanilistico e dissacratore che 'i vicini' abitanti delle rispettive città di Cosenza, Rende e San Fili  si scambiavano e forse tutt'oggi si scambiano. La letteratura proverbiale calabrese, come più volte scritto, trova nel blasone la 'quintessenza' del gioco sarcastico e dissacratore di cui è ricca e nutrita. Gioco 'irriverente' e pungente, il blasone, occupa uno spazio di tutto rispetto in detta letteratura. La loro pubblicazione su questo blog, nasce dalla volontà di chi scrive, all'approfondimento di questo filone letterario, di cui fanno parte oltre alle poesie in vernacolo, proverbi, detti, ed ovviamente blasoni, quest'ultimo genere, ritenuto fondamentale per scandagliare alcuni aspetti della mentalità calabrese, della storia della mentalità in Calabria ed anche, più in generale, per puro spirito goliardico; giammai per rimettere in moto o stimolare antichi attriti o vecchie pregiudiziali 'di bottega'.

Altri blasoni e proverbi cliccando qui.

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Tre proverbi calabresi sugli acquisti

Cu paga prima paga du voti. Chi paga prima paga due volte. Questo ed il successivo sono due detti proverbuali che si usano per sottolineare che i servizi pagati in anticipo non verranno mai resi come si dovrebbero.

Cu paga avanti, mangia pisci fetenti. Chi paga prima, mangia pesce puzzolente.

Cu cchiù spendi, menu spendi. Chi spende di più spende poco. Questo detto, invece, si usa per stigmatizzare coloro che pur potendo economicamente spendere qualcosa in più per acquistare beni o cose di maggiore qualità, preferiscono risparmiare.

Altri proverbi in calabrese

31/03/2009

Tropea, la Calabria ed i suoi proverbi: un approfondimento.

www.tropeaperamore.it.jpgIn questi giorni ho pubblicato una serie di proverbi tratti per la massima parte da una categoria legata al tempo ed alle stagioni, quindi al mondo agricolo e campestre dei contadini. Ma la Calabria abbonda di proverbi, incisivi, chiari, immaginosi a cui si darà voce da queste pagine nel tempo; o almeno così mi auguro di poter fare. Oggi invece vorrei approfondire l'analisi del proverbio in tutti i suoi aspetti: da quello linguistico puro, con il dialetto che la fa da padrone, a quello sociale-culturale, a quello antropologico, per finire a tutti gli altri aspetti annessi e connessi a questa forma di "letteratura" perlopiù orale di secolare memoria. Il tutto, senza la presunzione di un esperto ma di colui che ama questa forma letteraria sintetica, aforistica ed essenziale quanto basta per disegnare un "pezzo" di cultura che mi appartiene e che penso appartenga a tutti i calabresi del mondo.

Continua...