08/01/2010

Gli ultimi fra gli ultimi: i derelitti di Rosarno

831524633.jpgIeri è stata una serata di fuoco e rivolta a Rosarno, comune del territorio Reggino. Circa 1500 immigrati tra cui molte persone con regolare permesso di soggiorno, hanno dato vita ad una rivolta sociale come risposta all’ennesima aggressione subita da un gruppo, non identificato di giovani, che ha sparato sui nuovi “schiavi” con un fucile ad aria compressa. Sono, ormai, molti gli episodi di intolleranza verso gli immigrati extra comunitari che affollano il territorio rosarnese, uomini schiavizzati che si ritrovano per un misero piatto di pasta a lavorare in condizioni disumane nei terreni coltivati ad aranceti. Il territorio di certo non è fra quelli che può offrire una degna accoglienza a chi, per svariati motivi, lascia la propria casa in cerca di maggiore fortuna; tutta la Calabria vive da sempre una forte situazione di precariato e di lavoro “insicuro” ed a nero. Questi immigrati si ritrovano però ad essere gli “Ultimi” tra gli “ultimi” in quanto alla precarietà ed allo sfruttamento si aggiunge una povertà endemica sociale e culturale. Il territorio è di suo una polveriera pronta ad esplodere in qualsiasi momento e le condizioni di una vita lacerata dai mille bisogni primari (cibo, condizioni igieniche inesistenti, un tetto sopra la testa), espongono notevolmente questi uomini all’assurdo gioco del tiro al bersaglio come merce umana da comprare, colpire , colpevolizzare, denigrare, additare. Questi recentissimi scontri tra gli “ultimi” dimostrano, ancora una volta, la necessità di creare per i calabresi ma per tutte le persone che dimorano in questa regione, l’urgenza di un rinnovamento culturale che punti ad una riqualificazione efficiente delle politiche sociali ed “umanitarie” perché tali sono ormai le problematiche che questa parte del Paese denuncia da sempre.
Caterina Sorbilli