10/05/2010

Giuseppe Parrello: un giornalista calabrese d'altri tempi

Tra le pagine dedicate alla cultura pubblicate sul Quotidiano della Calabria di domenica 9 Maggio, una su tutte ha acceso la mia curiosità: quella dedicata a Giuseppe Parrello, giornalista 'd'altri tempi' come lo definisce Andreana Illano, autrice del pezzo giornalistico. Non conoscevo questo giornalista se non per sentito dire. Non sapevo quanta passione e quanta meticolosa perseveranza avesse praticato nella sua lunga carriera di scrittore e giornalista. Un reportage che mi ha permesso di conoscere meglio un altro di quei calabresi che hanno fatto la storia del giornalismo italiano e dato lustro alla Calabria intera, raccontandola con sincera devozione e con onestà intellettuale davvero 'd'altri tempi'. Un approfondimento che mi ha stimolato a cercare i suoi libri per iniziare a conoscerlo meglio. Ringrazio la giornalista del Quotidiano auguroando a tutti una buona lettura.

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26/04/2010

Melo Tedesco: il pittore-scultore tropeano che girò il mondo

Melo Tedesco.jpgSono mesi che 'trascuro' di occuparmi di alcuni tropeani che, nel tempo, soprattutto nelle arti figurative, ma più in generale in tutte le altri arti, si sono distinti e si sono affermati nel mondo. Uno di essi è Melo Tedesco, pittore e scultore, nato a Tropea il 18 aprile 1926 e morto qualche anno fa.  La sua biografia lo annovera fra i tanti emigranti alla ricerca di un riscatto, fuori della sua città natale, fuori dalla sua Calabria. Nell'immediato dopoguerra, infatti,  lascia la sua terra e intraprende il suo viaggio nel mondo. Parigi è la prima città europea dove sosta e si fa conoscere; poi Londra dove inizia a scolpire belle statue e belle cose. Una sua opera, viene premiata dall'Accademia Reale di Londra. Da Londra ad Adelaide in Australia, dove invitato dal  Governo Australiano per dare un contributo allo sviluppo artistico del paese, realizza un Crocefisso in bronzo,  che tutt'oggi occupa la navata centrale della Cattedrale di Porto Augusta. Il Cristo dagli occhi aperti è una novità assoluta nell'iconografia e nelle sculture di tutti i tempi, anche nel post-moderno. Mai prima, nessuno, aveva 'osato' raprresentare il Cristo in questo modo.

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24/04/2010

Antonino Pietropaolo: un garibaldino pargheliese ricordato da Anna Sambiase

Antonino Pietropaolo colonnello garibaldino.jpgIl  25 aprile si celebra il 65° anniversario della Liberazione dall'oppressione tedesca. Quest'anno l'assessore alla cultura del Comune di Parghelia, Anna Sambiase, ha volturo festeggiare la ricorrenza ricordando la figura valorosa di un concittadino che ha contribuito  all'unificazione del Paese: il colonnello Antonino Pietropaolo  nato appunto a Parghelia nel 1843. Egli, credendo negli ideali garibaldini, si unì, appena diciassettenne, alle truppe di Giuseppe Garibaldi in Sicilia; combattè al Faro, a Maida ed a Soveria Mannelli ed ottenne sul campo il grado di Sottotenente d'Artiglieria; successivamente entrò a Napoli con Garibaldi e partecipò alla battaglia del Volturno, dove venne ferito. Fu presente, assieme all'Eroe dei due Mondi, al celeberrimo incontro di Teano, partecipò, poi, per tre anni, alla repressione del brigantaggio. La figura di questo eroe della nostra terra, è talmente significativa che, Edmondo De Amicis,  da una delle vicende di cui Pietropaolo fu protagonista, trasse spunto per la novella Fortezza.

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19/12/2009

A Saverio Strati riconosciuta ufficialmente la Bacchelli

Saverio Strati.jpgFra le tante notizie che oggi ho letto, quella che mi sento di salutare come una notizia positiva, la più positiva senz'altro, che mi riempie di soddisfazione per intenderci meglio, è quella del riconoscimento vitalizio a Saverio Strati, illustre e profondo intellettuale calabrese, che per le assurde vicende che la vita riserva agli animi più sensibili e alle persone migliori, era "piombato", dopo una vita spesa per la cultura in generale e per la letteratura in particolare, in uno stato di bisogno e di indigenza assoluta. Una forte campagna di solidarietà era partita dalla sua terra, complice il "Quotidiano della Calabria" con i suoi sensibili ed attenti redattori e giornalisti, che ne hanno fatto in questi mesi una battaglia di forte rilevanza sociale, giuridica anche, ma soprattutto umana e civile affinché una delle poche leggi italiane, la Bacchelli, partorita quando l'Italia era ancora attenta alla solidarietà e quando il walfare non era offuscato dagli egoismi e dalle pochezze di questi anni, offriva questa ancòra di salvezza a casi eclatanti come questo di Saverio. Nel nostro piccolo anche noi di Tropea per amore, nei soli limiti della nostra sensibilità e con i piccoli mezzi che abbiamo a disposizione, quelli del web in particolare, abbiamo cercato di amplificare la "scandalosa" situazione in cui versano i migliori talenti e le migliori sensibilità di questa terra di cui Saverio Strati rappresenta solo l' apice e il paradosso più  evidente,  ma di cui la nostra regione e l'Italia tutta non sono affatto scevri. Non poteva giungere in un momento migliore questa notizia: i giorni dell'atteso Natale. Sono contento e felice di questo bellissimo epilogo, che rende onore alla Calabria ancora attenta, sensibile e generosa, che non si è dimenticata di un antico sentimento: la pietas cristiana e l'umana solidarietà. Buon Natale Saverio Strati, che tu possa continuare con maggiore serenità a dare voce ai tuoi sentimenti, attraverso la tua arte e la tua sensibilità, onorando per i prossimi anni la terra che ti diede i Natali.

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04/12/2009

Coraggio e cultura di Tommaso Campanella

Tommaso Campanella.jpgVentisette anni di segregazione continua nelle orribili prigioni di Napoli, senza contatti con il mondo esterno, sorvegliato strettamente, mancando di ogni cosa indispensabile, non fiaccarono il forte animo di Tommaso Campanella, che riuscì ugualmente a far giungere le sue opere, il risultato di anni di studi, alle maggiori personalità del suo tempo, principi, pontefici, filosofi e letterati. E nemmeno lo sgomentarono le celle e le inquisizioni del Sant'Uffizio di Roma, che lo trattennero in carcere per altri due anni. Ma chi era questo indomabile lottatore, quest'uomo che fu fra i più grandi spiriti del Seicento non solo italiano ma europeo?

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25/11/2009

Il calabrese Bernardino Telesio a 500 anni dalla nascita:l'anno telesiano a Cosenza.

Bernardino Telesio.jpgTutto è pronto per la serata inaugurale dell'Anno Telesiano, in programma domani, giovedì 26 Novembre 2009,  alle 17.30, nel Teatro Rendano di Cosenza. L'appuntamento, promosso dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del V centenario della nascita di Bernardino Telesio, presieduto dal professor Nuccio Ordine, docente di letteratura italiana all'Università della Calabria, prevede i saluti del sindaco, Avv. Salvatore Perugini, del  presidente della Provincia, Mario Oliverio, del presidente della Fondazione Carical, Mario Bozzo, del directeur général de la Société d'édition Les Belles Lettres, professor Alain Segonds, e del rettore dell'Università della Calabria, professor Giovanni La Torre. Dopo l'introduzione del professor Ordine e del professor Roberto Bondì, segretario tesoriere del Comitato nazionale per le celebrazioni del V centenario della nascita di Bernardino Telesio, il professor William Shea, titolare della Cattedra Galileiana di storia della scienza dell'Università di Padova, terrà una lectio magistralis sul tema: “Telesio e il rinnovamento del pensiero scientifico e filosofico”. I lavori saranno caratterizzati anche da alcuni intermezzi musicali a cura del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza. La stessa prestigiosa istituzione musicale, in collaborazione con il Conservatorio “Alfredo Casella” de L'Aquila, per l'inaugurazione del proprio anno accademico 2009/2010, ha programmato sabato prossimo, alle 18.30, sempre al Teatro Rendano, un ulteriore momento di approfondimento dedicato alla figura del filosofo cosentino, intitolato: “Il viaggio di Telesio”. La prolusione sarà tenuta dal professor Ordine e svilupperà il tema dell'amore e del tradimento in Ariosto, Cervantes e Mozart. Sono previste, inoltre, letture da Bernardino Telesio, Vincenzo Galilei e Galileo Galileo.
Le musiche, curate dalle Ensemble dei dipartimenti di musica antica dei Conservatori di Cosenza e L'Aquila, nonché dall'Ensemble corale del Conservatorio brutio, saranno di Achille Falcone, Adrian Willaert, Andrea Antico da Montona, Costanzo Porta, Giovan Battista Fontana, Vincenzo Galileo, Giovanni Maria Trabaci, Cipriano De Rore, Diego Ortiz e Andrea Falconiero.
Ma chi è stato Bernardino Telesio e cosa ha dato alla Cultura Nazionale e a quella Calabrese? Una breve scheda storico-riepilogativa cercherà di seguito di tracciare un profilo essenziale.

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10/11/2009

Mattia Preti di Taverna.

Autoritratto di Mattia Preti.jpgNato a Taverna nel 1613, Mattia Preti giunse a Roma all'età di 23 anni, dopo aver soggiornato per un certo periodo a Napoli, in cui aveva risentito dell'influenza pittorica caravaggesca mediata dalla pittura napoletana di G.B. Caracciolo. Nella Roma in cui trionfava il barocco di Bernini e di Pietro da Cortona, Mattia Preti si rivolse, come ai suoi maestri, alla precedente generazione influenzata da Caravaggio, con maggiore predilezione per la pittura dei nordici, Olandesi e Fiamminghi, che avvertiva più romantici: di questo periodo, influenzato da pittori come il Valentin e il Serodine, restano, come testimonianza del travaglio artistico del giovane pittore, i lavori conservati a Roma e in Piemonte; la "Flagellazione del Cristo", in San Giovanni Calabita e il "Concerto" della galleria Doria, a Roma; la "Riunione di musici e poeti" nella galleria dell'Accademia Albertina di Torino e il "Concertino" del municipio di Alba, sono un chiaro esempio dei gusti e delle tendenze di Mattia Preti.

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05/11/2009

Illustri calabresi della storia: Barlaam di Seminara pre-umanista maestro di Petrarca

Barlaam di seminara.jpgSette secoli e mezzo fa a Gerace, o forse ad Avignone in Francia, moriva Barlaam di Seminara, una delle menti più aperte e vivaci ed insieme una delle figure più controverse del sec. XIV. Matematico (fu lui a sostituire in Algebra i numeri con le lettere dell’alfabeto), astronomo, filosofo, teologo, deve la sua notorietà per aver avviato alla filosofia platonica ed allo studio del greco sia Petrarca che Boccaccio. Umanista ante litteram per la vastità della cultura e per il suo genio eclettico, venne definito da Boccaccio "piccolo di corpo, ma grandissimo per scienza".

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17/10/2009

Illustri calabresi del passato: Fabrizio Ruffo ovvero il Cardinale Ruffo di Calabria.

Cardinale Fabrizio Ruffo di Calabria.gifUno dei protagonisti delle vicende che si svolsero nel regno di Napoli nel 1799, durante il periodo della Repubblica Partenopea, personaggio in un certo qual modo contraddittorio ma sicuramente intelligente, ottimo diplomatico, bravissimo generale, fu il generale Fabrizio Ruffo. Nato nel 1744 in una famiglia nobile, dalle antiche tradizioni, fu avviato alla carriera ecclesiastica; a Roma, grazie soprattutto alla protezione accordategli dallo zio Tommaso Ruffo, cardinale, Fabrizio percorse con rapidità le vie della diplomazia e della politica ecclesiastica. Aveva avuto come precettore Giovanni Angelo Braschi, divenuto poi papa col nome di Pio VI: di lui fu chierico di camera, e in seguito divenne commissario generale del mare, percorrendo tutti i gradi della scala gerarchica; nel 1791 fu nominato cardinale. In questo periodo tornò a Napoli e curò la colonia di agricoltori e di operai di San Leucio.

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02/10/2009

Gian Vincenzo Gravina maestro del Metastasio.

Uno dei più illustri letterati calabresi ed italiani della fine del Seicento e dei primi anni del Settecento, partecipe di tutti i vari movimenti artistici, scopritore, nel vero senso della parola, di quell'eccellente poeta che fu il Metastasio, fu Gian Vincenzo Gravina. Senza preoccupazioni finanziarie, seguì una vita di studi intensi e fecondi; da Scalea, ove imparò i primi rudimenti della filosofia cartesiana e delle matematiche, a Napoli, ove andò nel 1681, applicandosi al diritto e alla storia, a Roma, dove doveva cogliere i più meritati successi e stabilirsi definitivamente. Nel 1691 pubblicava a Napoli la sua prima opera, un dialogo contro le teorie morali dei Gesuiti, sotto lo pseudonimo di Priscus Censorinus Photosticus; intanto si veniva legando con l'ambiente letterario romano, contribuendo a dar vita alla famosa Arcadia, un cenacolo di letterati, artisti, umanisti e uomini colti che si dilettavano dello studio delle lettere.

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