20/03/2011
Il Due di Bastoni di Olimpio Talarico al Premio Tropea V edizione
Fra poche ore si aprirà ufficialmente la quinta edizione del Premio Letterario Tropea. Ed è questa la ragione per la quale ho deciso di dedicare una serie di recensioni ai libri in concorso, a tutti i diciannove libri, se ce la farò, giunti alla fase finale, ai tre che domani saranno scelti per partecipare alla finalissima di luglio, a quelli che orbiteranno intorno ad esso da qui all'estate prossima. Comincio dal "Due di Bastoni" di Olimpio Talarico.
Dentro questo libro, dentro questo racconto c'è un due di briscola di nome Libero, che conta apparentemente poco o non conta assolutamente nulla a secondo da come lo si guarda, da come lo si legge, come del resto nel gioco delle carte, nel gioco della briscola. Libero, di nome e di fatto, è il vero protagonista sul quale si snoda l'intero racconto di Olimpio Talarico anche se Gabriele, apparentemente, potrebbe sembrare l'attore pricipale o il protagonista del romanzo.
E' Libero il vero leit motiv di questa staordinaria poesia della memoria, contenuta nei quarantanove capitoli del "Due di batoni". Su di esso si costruisce il racconto ed è lui l'assoluto motivo dello scrivere, il cuore, la cellula generatrice che ha mosso la penna dell'autore.
Dentro questo racconto c'è una Calabria antica ma non arcaica, c'è un mondo di valori lontani ma non dimenticati, c'è una dimensione dello spirito che non può passare inosservata e non può non richiamare afflati, sospiri, reminiscenze per una terra, la Calabria, che non solo è stata, ma che ancora oggi è il desiderio non sopito di noi tutti.
Sullo sfondo un paesino della provincia di Crotone; un paesino che è il paese-emblema di una calabresità viva e vegeta: Fercolo, paese inventato ma non tanto, perché paese simbolo della Calabria di sempre, della Calabria che è stata per davvero in tutti i suoi paesi, in tutte le sue città, non solo in quel ventennio fascista nel quale è ambientato il racconto, ma prima e dopo d'esso.
Sullo sfondo il ventennio fascista funge da pretesto storico e da architettura portante; dentro questo sfondo la storia d'amore fra Gabriele e Lidia serve per dare una veste malinconica e nostalgica alla trama; una serie di storie d'amore e d'amicizia che sanno di sapori forti, di piccanti moti dello spirito, di antropologica calabresità a tutto tondo, servono invece, per dare corpo al romanzo e farlo divenire accativante e bello.
01:52 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Cultura | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: olimpio talarico, recensioni libri calabria, recensione due di bastoni, il due di bastoni libro, montag | OKNOtizie |
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