17/05/2009
Tropea ed il suo crollo amministrativo: la commedia è finita?
Per tutta la giornata di Sabato, ossia di ieri, non ho fatto altro che leggere e rileggere i comunicati stampa delle testate gionalistiche locali, quelle ad inchiostro e quelle sul web. Anche stamattina ho fatto la stessa cosa. Il tutto per cercare di capire quale sia la situazione reale dell'attuale momento politico che sta attraversando la città di Tropea. Si dibatte da tempo sul destino della giunta municipale, al suo termine secondo alcuni, a vivere l'"ultimo atto" della sua storia politica, iniziata tre anni fa; secondo altri invece, in primis il sindaco, a durare ancora per le prossime stagioni. Mettendo da parte la cronaca delle ultime ore, che ha registrato le fibrillazioni di tanti assessori per i più disparati motivi, i tentativi di difesa legittima ma fuori luogo del segretario provinciale dei socialisti, il dato che obiettivamente emerge è quello di un timoniere cha ha smarrito la rotta della sua destinazione, ostaggio dei capricci di questo o quel rappresentante politico di turno, di quelli dei suoi uomini che lo ricattano e non gli permettono di andare avanti con tranquillità, non ultimo lo stesso segretario socialista. Il timoniere, senza alcuna metafora, è il sindaco in persona, accusato a vario titolo di molte disattenzioni da parte dei suoi uomini, che evidentemente non hanno trovato tutte le soddisfazioni che volevano, e di tanto altro, secondo la voce dell'opposizione più intransigente, anch'essa assolutamente velleitaria e gridarola. Il dato oggettivo è uno scenario che definire tragicomico mi pare poco. Non capisco e mi rattrista molto vedere questo "balletto" alla vigilia di una stagione turistica che si preannuncia difficile e critica, di annunciate dimissioni, di dichiarazioni a mezzo stampa, di prese di posizione, poi reiterate, poi ancora riproposte, che a cadenza quasi giornaliera riempiono le pagine dei quotidiani ed alimentano il gossip paesano. L'assessore Vasinton si è dimesso e lo ha annunciato in una conferenza stampa convocata l'altro ieri, perché il sindaco lo avrebbe isolato e delegittimato; il vicesindaco Cortese si arrabbia, va su tutte le furie per le nomine al porto di persone a lui non vicine e non gradite, dicendo che era più giusto dare questi incarichi ad alcuni disoccupati; il neo consigliere comunale Piserà, che si era dimesso dall'incarico di coordinatore del locale gruppo della protezione civile perché in forte disaccordo con l'assessore Valeri, il quale, secondo Piserà avrebbe prepotentemente invaso la sfera di sua competenza, cercando di autolimitarne la libertà di azione. E potrei andare avanti ancora, riproponendo gli atti precedenti di questa commedia che sembra non voler finire mai. Le altre dimissioni per intenderci, quelle venute prima, quelle dell'assessore Muscia, dell'assessore Accorinti, del preside Mazzitelli, dello stesso Vasinton, che partito dai banchi dell'opposizione, assume la carica di asssessore e quindi entra in maggioranza, per poi dimettersi dopo le provinciali, per poi rientrare, per poi ridimettersi venerdì scorso. Gli ingressi e le uscite sono state quindi oggetto della cronaca che ha attraversato questa amministrazione sin dal suo nascere. Come una commedia, gli attori entrano in scena, recitano una parte, escono, per poi riapparire nuovamente per un altro dialogo. Tropea ed il balletto degli assessori....suonerebbe bene come titolo teatrale credo... Ma mi chiedo e faccio a tutti questi attori una domanda semplice: Tropea merita tutto questo? La Tropea che tutti diciamo di amare, merita questa lunga sceneggiata o meriterebbe di essere governata con maggiore senso di responsabilità, con maggiore premura, con maggiore rispetto? Sicuramente se interrogati ad uno ad uno tutti, sulla carta, compreso chi scrive, risponderemmo si...Tropea merita altro, merita maggiori attenzione ed una guida più autorevole, minore litigiosità, maggiore coesione sociale e politica. Questo credo diremmo tutti. Ma di fatto, poi, questo non si traduce in azioni coerenti e conseguenti. Si è preferito in questi anni perseguire politiche di tipo vecchio, di logiche che dovevano essere superate già da tempo. Il "do ut des", che la sintassi latina propone per l'introduzione e la spiegazione della proposizione finale, non è finito, anzi spesso è divenuta l'unica misura e l'unico metodo praticato. Intanto Tropea è sporca in tante zone, caduca in altre, con un piano traffico assente o quasi, con i parcheggi per l'estate non ancora approntati, con i servizi lenti, il piano luci incompleto e, con la macchina organizzativa inceppata. Per non parlare della programmazione culturale e delle manifestazioni. Tropea si prepara a vivere una stagione turistica importante, senza una linea chiara e con i nostri delegati pronti a litigare tra loro per le più disparate ragioni. Ma non sarebbe stato meglio, già da tempo, una volta verificate le condizioni di incompatibilità culturale, caretteriale, politica fra le diverse anime dell'attuale maggioranza, prenderne atto e con dignità e coraggio dire basta e chiudere questa commedia? Non sarebbe stato meglio per il bene di Tropea, una volta verificata l'impossibilità di andare avanti nella direzione auspicata del programma elettorale, sintetizzata dal motto Tropea più bella, più ricca, più colta, con coraggio politico ed onestà intellettuale dire basta? Qualcuno questo l'ha fatto. Sarebbe ora che lo facessero altri. Tropea ed i tropeani ve ne sarebbero grati!
Buona Domenica
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15:22 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in *Editoriali*, Cronache e news, Politica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, calabria, politica, amministrazione, giunta | OKNOtizie |
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