02/04/2011

Il pallone scoppiato. Macrì scrive a Sergio Chiamparino

1115228089.jpgLo scorso giovedì, nel fare rientro da Roma, ove mi ero recato in pullman ad una manifestazione della Fondazione dei Cristiano Popolari del  Popolo della Libertà, navigando in internet mi sono imbattuto in un comunicato stampa a firma Adolfo Repice  che ha rischiato di ammazzarmi dalle risate. Commentando la notizia con i compagni di viaggio ci siamo detti: colpito e affondato, il povero Repice non ha retto il colpo ed è andato anzi tempo completamente fuori di testa.

Il Commenda, che, lo rammento ancora una volta ai distratti, conduce in locazione un super attico di appena 247 m2 in una zona esclusiva di Torino, a fronte del pagamento di un modesto canone di affitto, lucrando così su una rendita che avrebbe dovuto finanziare - secondo la volontà del de cuius - borse di studio per giovani artisti (i suoi tanto amati giovani), definisce ciarpame la mia attività politica sol perché, evidentemente, con i miei puntuali interventi tecnico-politici rilevatisi ad oggi sempre corretti, ho sventato i suoi più sciagurati propositi e messo alla berlina la sua azione svelandone le gravi illegittimità. La sguaiata e delirante nota autobiografica (nel leggerla ho pensato che stesse descrivendo se stesso), concepita certamente in collaborazione con i suoi più stretti e piccoli - in senso De Andreiano  - accoliti, dopo aver lanciato una serie di volgari offese, tra le quali quella - sentite e tremate - di trasformismo, in un delirio di onnipotenza, senza pudore, lancia il suo proclama di epurazione contro chi come me risulta indesiderabile, indegno, dannoso al suo maldestro tentativo di affondare le mani nella città di Tropea.

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