17/05/2011

La Parafarmacia Pugliese di Tropea smentisce ed annuncia querele

notizie false,gazzetta del sud,marialucia conistabile,redazione vibo valentia gazzetta del sud,disinformazione giornalisticaChe la Gazzetta del Sud sulle pagine provinciali di Vibo Valentia facesse disinformazione e desse informazioni scorrette avevo già scritto tempo fa in due post che ritroverete a tergo, quando mi accorsi che molte notizie di cronaca politica pubblicate in dette pagine erano agli antipodi non solo con quanto avveniva in città, ma erano affidate alla penna di un redattore di Ragusa che quando non riusciva a cambiare titoli e contenuti mandati per la pubblicazione alla redazione centrale da parte del cronista e giornalista cittadino Francesco Barritta, si improvvisava a cucire di suo pugno notizie di cui non aveva verificato né la fonte, né la corrispondenza fra la fonte e la verità dell'oggetto trattato. In altri termini, mancava il riscontro oggettivo fra quanto affermato e la realtà delle cose.

Non mi sbagliavo affatto e la conferma, oltre che dagli articoli apparsi negli ultimi giorni sempre sulle colonne di detto giornale, nei quali pur non avendo attinenza alcuna sono presenti foto e dichiarazioni del sindaco pro-tempore Adolfo Repice, arriva puntuale sulle pagine di oggi, martedì 17 Maggio 2011, con una notizia che ha fatto sobbalzare dalla sedia i titolari di una seria e nota Parafarmacia cittadina, che senza colpa alcuna si sono visti coinvolti in qualcosa che non li riguarda minimamente.

A tal proposito una netta smentita a questa falsa notizia, generata sicuramente dalla mancanza di una verifica scrupolosa da parte di M.C (tali sono le iniziali in calce all'articolo che corrispondono quasi sicuramente al nome e cognome di di Maria Lucia Conistabile della redazione di Vibo) è d'obbligo e la affido al comunicato seguente, che il titolare della Parafarmacia Michele Pugliese ha diramato nelle ultime ore e che mi auguro la stessa redazione vibonese della Gazzetta del Sud provveda a pubblicare urgentemente:

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13/04/2011

La disinformazione a Tropea passa anche per le pagine della Gazzetta del Sud

Articolo Gazzetta di Salvatore Bongiorno.jpgE' di ieri mattina un articolo apparso sulla Gazzetta del Sud a firma di un non meglio identificato al.bon che riporto, come al solito, questa volta non a tergo del post ma nella foto a sinistra.

Incuriosito dal modo alquanto strano di questa firma e della sigla del suo autore, faccio le mie ricerche e scopro che dietro l'acronimo al.bon si cela il caporedattore della Gazzetta del Sud di Ragusa, Alessandro Bongiorno, che forse ed inconsciamente, sapendo di non aver dato un'informazione corretta e completa sul tema delle ultime vicende della città, quelle relative al commissariamento dell'Ente e quelle che hanno visto la nostra lista vincere il ricorso al Tar, preferisce l'acronimo alla firma completa.

Ebbene, l'articolo in questione è quanto di più scorretto giornalisticamente parlando si potesse fare, un vero e proprio concentrato di disinformazione o se volete di informazione incompleta sulle questioni suddette. Mi viene da credere che sia stato lo stesso ex sindaco della città Adolfo Repice a dettarlo al giornalista o a passargli le informazioni riportate. E ve ne spiego le ragioni cercando di integrare al contempo quanto il giornalista di Ragusa (non ho ancora capito come fa un giornalista di Ragusa a cucire un articolo che riguarda Vibo Valentia e la sua Provincia, in questo caso Tropea), ha tralasciato appositamente o solo dimenticato per informazioni non pervenute correttamente. Il tutto non vuole essere un'ulteriore polemica, ma l'ennesimo richiamo e l'ennesimo sollecito che muovo alla stampa cittadina e provinciale in particolare, ai giornalisti "di casa" e a quelli della provincia, ad essere più precisi e più onesti nel raccogliere ed offrire l'informazione. In questo caso anche ai "giornalisti" che vivono ed operano fuori dalla nostra provincia come nel caso di Alessandro Bongiorno.

Il pezzo giornalistico si apre con la considerazione che il dover votare nelle sezioni 3 e 4 non è un fatto usuale e che non abbia molti precedenti. Sembra di sentire Repice dire ed affermare che la sentenza è anomala, che è una sentenza abnorme, che il commissario che verrà, anche il più bravo, non riuscirà a capire i suoi grandiosi atti amministrativi fatti in questo ultimo anno, ovvero una serie di illegittimità  dettati dal favoritismo e dal clientelismo.
Ma andiamo avanti.

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