19/01/2010

Analisi e controanalisi sul nome di Capo Vaticano: Alfonso e Luciano Del Vecchio ci spiegano l'etimo del nome

Ieri l'altro mi ha scritto Alfonso Del Vecchio sulla mia casella di posta elettronica detta comunemente e-mail. L'aveva fatto tempo fa per affidare a queste pagine una personale recensione del libro Orme Medievali, edito per i tipi della Giuseppe Meligrana edizioni e scritto dal fratello Luciano, per il quale una presentazione ufficiale è stata pensata e concretizzata il 7 Novembre 2009 in quel Museo Diocesano di Tropea, che tante manifestazioni ed eventi sta ospitando in questi mesi. Sono onorato di ricevere quest'ultima nota, che potrei definire senza alcun dubbio, una lettera affettuosa ed intelligente, che si colloca con delicatezza e garbo all'interno del dibattito sul nome della nostra costa, quella degli Dei, avviato e portato avanti da numerose personalità del mondo del giornalismo, della politica e delle associazioni del vibonese. Stasera vado a trovare Alfonso, per mia maniacale voglia d'approfondimento, che,  la lettera inviatemi, pubblicata per intero subito dopo questo piccolo prologo introduttivo, ha stimolato in me. Volevo avere da lui una copia di quel libro dal quale le riflessioni riportate sono tratte. Libro che non avevo letto e che reca il titolo "Frammenti di storie tropeane" dal quale l'etimo della parola Capo Vaticano trova spiegazioni e ragioni incontrovertibili, sensate e storicamente vagliate dalla lente intelligente di Luciano, fratello amato da Alfonso e storico a pieno titolo della Tropea che va conosciuta nel profondo...per essere amata di più...ovviamente. Del Libro daremo notizie dettagliate nel prosieguo di questo blogroll mediatico chiamato Tropea per amore, quando chi scrive ne avrà metabolizzto i suoi contenuti. Di Alfonso, invece, voglio dire alcune cose sin da subito.

Sono rimasto a bocca aperta di fronte alla sua assoluta capacità di raccontare e di ricordare Tropea. La Tropea che non c'è è più; la Tropea du burgu ammunti e du burgu abbasciu (per usare idiomi vecchi e ricortati dai più), quella raccontata da un un altro tropeano doc come Guglielmo Lento. Stasera mi ha incantato ed affascinato raccontandomi alcuni racconti in cui anche mio nonno Carmine, soprannominato mastru Carminu a jurata, veniva evecato. Una fiaba che fiaba non è,  quella che declina le "formidabili domande" che Gaetano Blasa, alias il tabbaccaio di corso Vittorio o del borgo 'a munti', quello per intenderci meglio che tutte le generazioni degli anni quaranta, cinquanta, sessanta , settanta ricorderanno,  faceva all'Alfonso allora in tenera età, quando si recava, mandato dal padre, ad acquistare le famose sigarette  nazionali o esportazione che allora venivano vendute sfuse: "Pasta o furnu e vrascioluni" il soggetto del racconto. Credetemi sulla parola, questo racconto è davvero unico, scritto e narrato a viva voce dall'affabulatore Alfonso, come se di fronte a lui, in quel momento,  stesse seduto il suo nipotino. Segno di memoria grande; segno d'amore vero,  quello di raccontare una fiaba-verità a chi vi scrive. Io così l'ho inteso; io così l'ho percepito. Mi auguro voglia accettare il mio invito e mandarmi parte dei suoi settanta racconti tropeani che in questi mesi ha scritto. Gli aprirei 'al volo', immediatamente, una rubrica tutta per lui, certo di portare a chi legge tanti messaggi, tantissime cose che potrebbero piacere; certo che il ricordo di quelgli anni, possa giovare ad un'identità tropeana che rischia di smarrire se stessa in questo "tram-tram" del tempo post-contemporaneo, che corre veloce e dimentica tutto e tutti.  Speriamo voglia accontentare me e i lettori tropeani che seguono questo blog. Voglio aggiungere altro su quest'uomo. E' giunta l'ora di chiedergli umilmente scusa, per le indebite farneticazioni sul suo conto, da chi scrive pensate e dette senza riflettere,  nate da un'assoluta incapacità di cogliere fino in fondo il suo mondo, il suo retroterra culturale, la sua capacità di essere uomo capace di grande affetto, fraintendendo lui e la sua storia.    Ho frainteso, in buona fede di sicuro, alcune sue posizioni  che mi sono sembrate assurde e non comprensibili allora. Lui, accorgendosi di questo, con la sua esperienza, ha saputo cassare e perdonare. Oggi si è superato, forse non sapendolo, raccontandomi quello che volevo sentirmi dire, quello che avrei voluto sentire da tempo: una fiaba antica. L'ha fatto cogliendo e centrando, forse inconsapevolmente, non saprei, quanto maggiormente il mio spirito avrebbe voluto ascoltare. Di questo lo ringrazio assai, assai.

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00:59 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: dibattito sulla costa degli dei, dibattito su capo vaticano, alfonso del vecchio, diari tropeani | OKNOtizie | |  Facebook | |

15/01/2010

Dibattito sul nome della costa degli dei e di Capo Vaticano

Avevamo pubblicato in questi giorni due interventi su quello che si è configurato come un vero e proprio 'dibattito' sul nome della costa degli dei e di Capo Vaticano. Gli interventi erano stati di Maurizio Bonanno ed in risposta ad esso di Michele Garrì, che potrete ritrovare nei link a tergo del presente post. Il dibattito si allarga e coinvolge altre persone, altri soggetti istituzionali come Carlo Beneduci, presidente dell'associazione Città Aperta, che è intervenuto nel presente dibattito pubblicando sul Quoridiano della Calabria di mercoledì 13 Gennaio 2010 l'articolo che riportiamo integralmente.

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