26/12/2009

Io ti amo per come sei: buon Natale Gugliemo, amico mio!

354816030.jpgNon amo scrivere molto nel periodo natalizio, preferisco la preghiera e la meditazione, questo mi pare sia emerso a chiare lettere dalle ultime mie riflessioni inviate ad un amico volato in cielo quattro anni fa, Fortunato Pontorieri, per noi semplicemente Lello, a cui il mio cuore, piccolo e misero, è rimasto affezionato e legato assai, di cui la mia memoria "stramaledetta" non consente di dimenticare il più piccolo dei dettagli, la più insignificante sfumatura, tutto il tempo passato insieme a lui. Ma oggi uno sforzo devo farlo, perché la mancanza di un amico vero, sincero, forte, profondo,  di cui il mio cuore aveva assoluta necessità, è stata ampiamente soddisfatta dal buon Dio, complice di sicuro la sofferenza di un desiderio portato dentro per lungo tempo. Questo dono del cielo, gratuito e fortemente desiderato, si chiama FEDERICO GUGLIEMO LENTO, 'u trupianu' di Vico Manco, 'u dotturuni' dello spirito e del corpo, 'u cumpagnu', 'u marxista cattolico', e un sacco d'altre cose. Per me, oggi, solo e semplicemente un AMICO. Questo dono sei tu! A te Guglielmo devo molte cose. Tu nemmeno puoi sapere quante e quali. Te ne ho accennate alcune in questi mesi, fra una chattata ed un messaggio istantaneo, sotto e sopra le righe dei nuovi e moderni mezzi di comunicazione. Altre te le dirò pian pianino. Oggi ti mando a dire quanto contenuto nelle due piccole paroline che in totale fanno cinque lettere, staccate fra loro: TI AMO. Motivo di scandalo questo mio dire? Esuberanza dei sentimenti? Passionalità? Si, si e si. Io sono fatto così! Non ci posso far niente. Non sono il Cristo per potermi mettere sulla bocca le sue parole, quelle che riporti in seguito nel tuo post. Non ho potuto usarle nei riguardi di quei nuovi farisei del nuovo millennio, annidati e celati sotto mille spoglie, in ogni dove. Avrei fatto un sacrilegio se le avessi pronunciate allo stesso modo del''Emmanuele. Credo, però, che il senso e il mio dire poco si siano discostati dal messaggio che il Cristo diede nel tempio e di cui tu riporti la sintesi. Da questo blog tu non ti muovi. Non caccio la tua maglietta rossa nemmeno sotto tortura. Non è motivo di scandalo quella maglietta con il CHE che tu indossi, ma di orgoglio assoluto. E' Guglielmo Lento che la indossa, e chi non lo capisce è un fesso, un arido, un fariseo. Questa cosa  al network dei blog cattolici credo sia arrivata a chiare lettere, e laddove non fosse arrivata gliela ridico a modo mio, in questo modo:

Avatar guglielmo.jpg

Tu non sei uno scandalo, lo scandalo sono i farisei di ieri e di oggi. Il disturbo tu non lo togli, capiscisti trupianu du cori randi? Continua a fare quello che hai sempre fatto, motivo d'orgoglio e d'amore per chi ieri ed oggi ha avuto la fortuna di conoscerti e di amarti. Il post che segue, visto il tuo mandato di farne quel che voglio, lo pubblico in rosso fuoco e lo dedico al network dei blog cattolici.

Continua...