25/02/2011
Proverbi in dialetto tropeano sul pesce
Ho per le mani e sto leggendo un saggio-opuscolo di Giuseppe Chiapparo, insigne insegnante tropeano nonché illustre storico, nato nella nostra città nel 1894 e morto a Napoli nel 1963, dal titolo 'La vecchia marineria e le culture del mare a Tropea', curato da Vito Teti ed allegato alla rivista della Fondazione 'Tommaso Giusti' di Vibo Valentia 'La Spola' dell'Aprile 2006.
All'interno dello stesso, nel capitolo dal titolo 'Pesca, alieutica ed usi dei pescatori', che insieme a 'La Vecchia Marineria di Tropea' e 'Astronomia e Metereologia dei pescatori' formano il corpus dei tre saggi dell'opuscolo, eccellentemente presentato dallo stesso Teti, ho trovato una serie di proverbi che non conoscevo, o meglio non ricordavo più, avendo sfogliato sommariamente il volume con più di 1000 proverbi di Tropea e dei suoi dintorni che lo stesso Chiapparo ha scritto e pubblicato e di cui di certo molti sapranno.
Sono i proverbi dedicati al pesce e alla pesca che ripropongo di seguito, ripromettendomi di pubblicare appena possibile i tre capitoli suddetti, che ho trovato assolutamente interessanti e ricchi di notizie assai importanti per la conoscenza degli usi e delle tradizioni marinare della nostra città.
Su Giuseppe Chiapparo, invece, tornerò a stretto giro, con la pubblicazione della sua biografia e dell'intera bibbliografia dedicata a Tropea.
I proverbi avranno una traduzione letterale da me curata ed una meno letterale e più generica sul loro significato curata dallo stesso Chiapparo.
10:30 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi sulla pesca, proverbi sui pescatori, proverbi sui pesci, proverbi tropeani, dialetto, giuseppe chiapparo, vito teti, proverbi | OKNOtizie |
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11/10/2009
Terra mia, cu ti vidi ti vurria, ovvero chi ti vede ti desidera di Francesco Restuccia.
Francesco Restuccia è una grande persona, di quelle a cui il tempo non ha cambiato il cuore e l'anima; di quelle persone che meritano davvero grandi attenzioni e grandi consensi. Uomo laborioso ed onesto, maestro elementare, fine giornalista, a cui voglio molto bene per la sua assoluta semplicità ed il suo assoluto senso della vita. Abitavamo di fronte, nello stesso condomio, fin quando chi scrive non si è trasferito per vivere in un'altra zona di Tropea. Discreto ed affabile, intellettuale completo e di grande spessore morale, ha combattuto nella seconda guerra mondiale, partecipando attivamente alla resistenza partigiana e alla liberazione d'Italia. Non è nato a Tropea, ma qui vicino. A Joppolo per essere precisi, paese della costa degli dei distante da Tropea solo 16 km. Ma a Tropea ha sempre vissuto, dal 1954 dice il suo curriculum, per me da sempre essendo in quell'anno ancora lontana la mia venuta al mondo. E' stato un giornalista coi fiocchi come si suol dire, pubblicando ininterrottamente in diversi quotidiani nazionali, quali "Il Messaggero" e regionali quali "La Gazzetta del Sud" e "Il Giornale di Calabria" dal 1954 al 1995. Stimato corrispondente dell'ANSA. Le sue pubblicazioni sono varie e diversificate. Nel 1966 pubblica una raccolta di poesie per ragazzi e la sua "Raccolta di liriche"; nel 1972 una bella guida turistica della città di Tropea da cui molto ho appreso; nel 1981 "Calabria Eterna" e "Cecco il difficile" due opere che segnano il passaggio alla narrativa; del 1983 è " La moglie dell'onorevole"; del 1986 "Racconti senza pretese"; del 1991 "La collina dei sogni". I suoi scritti, siano essi poesie o racconti, sono presenti i numerose antologie calabresi e nazionali. Ha ricevuto infine, diversi riconoscimenti per le sue poesie e per la narrativa. Fra tutti oso citare il premio internazionale per la poesia di Gradara nel 1976, il premio internazionale per la narrativa di Tolentino Terme nel 1976 e nel 1977, il premio al "Trofeo Fonte di Moderanno" in Marina di Pisa nel 1976 e altri premi in tutta Italia. La poesia che propongo oggi è tratta invece dal suo ultimo lavoro bibbliografico: Terra mia, con sottotitolo rigorosamente in dialetto calabrese, cui ti vidi ti vurria, che significa letteralmente Terra mia, chi ti vede ti desidera. Essa è l'ultima pubblicazione di Antonio Restuccia, edita per i tipi della Giuseppe Meligrana Editore nel Maggio 2007 insieme ad altre 12 poesie e 6 novelle in calabrese. Il curatore della prefazione al volume, prof. Lino Daniele così si esprime al riguardo:" ....rispetto alle opere pubblicate negli anni precedenti - che hanno avuto ampi riconoscimenti dalla critica e dal pubblico - Terra mia, appare diversa. Non più il realismo crudo di Cecco il difficile, della Collina dei sogni o della Moglie dell'onorevole, ma di un realismo che sfocia a tratti nel surrealismo e una creatività capace di costruire personaggi originari e bizzarri. Specie nelle poesie, il Restuccia dimentica di essere uno scrittore, si libera del suo bagaglio culturale, assimilato con la lettura e gli studi continui, e si tuffa nel pozzo della memoria alla ricerca della civiltà contadina, di cui si sente ancora figlio, sebbene se ne sia allontanato per motivi di lavoro. Di questa riesce a coglierne benissimo alcuni aspetti caratteristici e a metterne in risalto le negatività; queste sono determinate superstizioni e atteggiamenti che hanno angosciato l'infanzia delle generazioni passate, quando ancora non c'era la televisione. In Terra mia l'autore compie una piccola rivoluzione rispetto alle opere scritte nel passato. Mentre lì, egli usa quasi sempre la scure contro la società ingiusta e corrotta, qui, invece, alle ingiustizie e all'immoralità reagisce con umorismo; un umorismo non sottile, ma forte - forse anche più duro della scure - e che fa riflettere e allo stesso tempo ridere il lettore dalla prima all'ultima pagina. Un umorismo progressivamente sempre più graffiante, che riesce a corrodere ed abbattere le credenze che hanno segnato negativamente le antiche civiltà contadine e sulle quali i maghi televisivi hanno costruito la loro fortuna". Qui mi fermo e lascio chi visita questo sito di poter leggere la poesia seguente, attualissima nel contenuto e ironica nella forma e nello stile. Per avere il libro integrale, basta cliccare a tergo del post sulla dicitura Giuseppe Meligrana Editore.
18:00 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: bibliografia su tropea, poesie tropeane, poesie calabresi, poesie in dialetto calabrese, vernacolo, dialetto, libri su tropea, francesco restuccia, terra di calabria | OKNOtizie |
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21/09/2009
Un proverbio calabrese sulle donne.
A fimmina 'mpasta o spasta, u furnu conza o guasta. Letteralmente la traduzione darebbe un senso poco comprensibile per cui preferisco proporre quella che segue perché si avvicina molto a quella letterale: la donna può essere benefica o dannosa ('mpasta o spasta), come un forno può riscaldare o bruciare (conza o guasta).
Il proverbio si inserisce nella lunga sequela dei detti popolari sulle donne, che hanno come connotazione principale una concezione spesso misogena e maschilista su di esse. C'è da dire, comunque, che anche su questo punto, come precedentemente posto in luce in un articolo pubblicato su questo blog che troverete a tergo dell'articolo, le contraddizioni nella cultura e nella considerazione delle donne in Calabria non sono mancate di certo nel corso dei secoli. In questo caso, il proverbio è "neutro", nel senso che si limita ad una osservazione di carattere generale, che si potrebbe capovolgere al contrario. Ovviamente, rimarca anche una verità indiscutibile e da sempre posta in evidenza anche da esperti sociologhi: per essere uomini grandi, occorre che ci sia nella propria vita anche una donna grande, una compagna all'altezza, intelligente e affezionata insieme, dove per grande si deve intendere uomini soddisfatti e realizzati, non necessariamente uomini di successo.
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13:40 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi donne, proverbi calabria, dialetto calabrese, dialetto, aforismi dialettali calabresi, aforismi, vernacolo | OKNOtizie |
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19/09/2009
Proverbi calabresi di Reggio Calabria.
Quello che propongo oggi è un proverbio molto usato nella città di Reggio Calabria, la città che ha sempre avuto una forte "rivalità" campanilistica verso la dirimpettaia Messina. Stamattina un mio caro amico mi ha chiamato al telefono e fra le tante cose mi ha raccontato di un piccolo inconveniente che ha avuto con un messinese pochi giorni fa. Non volendo, nel racconto, gli è scappato di pronunciare a tergo della sua chiamata questo detto, probabilmente perché condizionato incosciamente dal mio status di tropeano "cipujaru" (così veniamo chiamati noi di Tropea all'"estero"). Mi è sembrato carino farglielo ripetere per poterlo memorizzare e quindi pubblicare.
Megghiu pani e cipuja o to paisi cha nu palazzu a mmenzu e missinisi.
Meglio pane e cipolla al tuo paese, che un palazzo in mezzo ai messinesi.
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18:02 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi di calabria, proverbi di reggio calabria, dialetto, vernacolo, aforismi dialettali calabresi | OKNOtizie |
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La nuova poesia di Carmine Macchione di Sharo Gambino.
Alcune pagine di questo blog, hanno ospitato alcune poesie di Carmine Macchione, quelle più vicine alla sensibilità di chi scrive e quelle che maggiormanete parlano di Tropea. E' a Sharo Gambino che mi richiamo nella prossima pagina ed alla sua prefazione al libro di poesie Luci ed Umbri dell'autore tropeano, dalle quali le poesie precedentemente pubblicate sono state tratte, per offrire una visione critica sia di Carmine Macchione che della sua produzione poetica, certo che Sharo Gambino, la sua immensa cultura e la sua straordinaria conoscenza della calabria letteraria, coltivata fino all'ultimo dei suoi giorni, saprà offrire al lettore un adeguato e profondo profilo di questo poeta tropeano che vive a Torino.
00:45 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Cultura | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | Tag: carmine macchione, sharo gambino, vernacolo calabria, poesie calabresi, aforismi calabresi, dialetto, cultura in calabria | OKNOtizie |
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18/09/2009
Il dialetto, la Calabria e i suoi proverbi.
Cu non si tagghia l'ugnji i tutti i dui mani, non si faci mai i fatti soi. Letteralmente la traduzione che propongo è la seguente: Chi non si taglia le unghie di tutte e due le mani, non si fa mai i fatti suoi.
Questa era e rimane in alcune zone della Calabria una convinzione, non sempre esatta e che non trova alcun riscontro razionale o scientifico che la sostanzi. Ma è pur sempre un detto, nato sicuramente da qualche riscontro pseudo-oggettivo. Sta di fatto che la tradizione proverbiale calabrese, intrisa spesso da molte pregiudiziali, conserva questa convinzione e conseguentemente questo detto. Mi viene da pensare alla mia collega chitarrista con la quale dividiamo i pomeriggi a scuola. Chi suona la chiatarra classica ha necessità di tagliare le unghie della mano sinistra molto corte e di farsi crescere quelle della mano destra. Sarà anche lei una che non riesce a tenere un segreto, che non si fà gli affari suoi? Penso che in questo caso il detto non sia applicabile....ma potrebbe essere un'eccezione.
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16:53 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: proverbi calabresi, vernacolo calabria, detti antichi, aforismi calabresi, saggezza proverbiale, dialetto, modi di dire | OKNOtizie |
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07/09/2009
La Calabria ed i proverbi più tipici.
U bonu pani è finu a pezza, u bonu vinu è finu a fezza.
L'ottimo pane è buono fino all'ultima mollica e l'ottimo vino è buono fino all'ultima goccia.
Questo si è solito dire in Calabria per attestare la qualità del pane e del vino. Qualora ciò non fosse, allora sia l'uno che l'altro non sono buoni.
18:43 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, calabria, proverbi calabresi, aforismi dialettali calabresi, saggezza proverbiale, dialetto, vernacolo | OKNOtizie |
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06/09/2009
Gli aforismi in dialetto calabrese.
Povira Italia! Disperata e sula, scarpa mala conzata pocu dura.
Povera Italia! Disperata e sola, stivale mal aggiustato poco dura.
Mai come oggi, in tempo di crisi, questo detto si ripresenta come attuale e vero.
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20:55 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, calabria, proverbi calabresi, aforismi, tradizione, vernacolo, dialetto | OKNOtizie |
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31/08/2009
Il proverbio calabrese di Settembre.
A Settembi e a Frevàru notti e jornu sugnu pari.
Letteralmente e senza bisogno di aggiungere altro, perché quello di oggi è un proverbio che non ha bisogno di alcun commento esplicativo, basandosi sulla semplice constatazione dell'uguaglianza fra il giorno e la notte, tipica dei mesi citati, il detto antico è questo: a Settembre e a Febbraio notte e giorno sono uguali.
18:09 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, calabria, proverbi, vernacolo, dialetto, tradizione, saggezza, aforismi, mese, settembre | OKNOtizie |
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11/08/2009
Il proverbio del mese: Agosto.
Agustu porta littàri, Settembre si li leje, vestiti, culunudu, cà verno prestu veni.
La traduzione è la seguente: Agosto porta il messaggio (littàri= lett. lettere), Settembre lo legge (leje), vestiti (imperativo, nel senso cerchino di vestirsi i poveri), perché presto l'inverno (verno) arriverà (prestu veni).
Saggezza antica mai tradita...mi vien da dire. Anche in questo proverbio, si rispecchia la mentalità previdenziale dei saggi ed antichi contadini. Non credere che l'inverno sia lontano, non fare come la cicala che canta tutta l'Estate e poi muore, cerca di adoperarti per qualche provvista, perché Agosto passa in fretta e l'Inverno è incombente. Duro da accettare questo detto, specialmente in piena vacanza ed in pieno relax, ma è pur vero che porta con se una verità assolutamente non sconfessabile.
Buone vacanze.
15:58 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Proverbi calabresi | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, calabria, costa degli dei, perla del tirreno, capo vaticano, saggezza, dialetto, vernacolo, proverbi, aforismi | OKNOtizie |
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