16/05/2010

Cirò e Crotone in due 'classici' blasoni calabresi

Quelli di oggi sono due blasoni calabresi, nei quali tutto quanto sinora detto e scritto sul blasone, quale forma letteraria in cui lo scopo principale è la dissacrazione delle attitudini dei paesi viciniori e quella del sarcasmo campanilistico che autocelebra la propria città e mette in cattiva luce quella 'rivale, trova un riscontro assai oggettivo. Le città 'in campo' e 'contrapposte sono Cirò e Crotone, la cui 'rivalità' è risaputa essere molto forte.

 

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13/05/2010

Riscoprire Lilio 500 anni dopo

Lilio Luigi.jpgQuest'anno decorre il cinquecentenario della nascita di Luigi Lilio o Aloysius Lilius, medico, astronomo e matematico del XVI secolo nato a Cirò, per molti un emerito sconosciuto, non per me, che ho già dedicato a questo 'illustre'  calabrese' del passato, una dovuta ricognizione, non per moltissimi amanti della storia e della memoria calabrese, che sono certo sapranno chi sia.  La riforma del calendario denominato erroneamente 'Gregoriano' deve a lui e non a papa Gregorio XIII che l'ha promulgato nel 1582, la sua  primogenitura, la sua eccezionale  novità. Il calendario di 'Lilio' segna un momento fondamentale nella storia della scienza; il calendario di Lilio è  quello che ancora adoperiamo dopo circa mezzo millennio.

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18/04/2010

A Crotone emerge una Domus Romana di assoluto valore archeologico

Domus Romana.jpg'E’ una scoperta destinata a riscrivere completamente la storia della città antica di Crotone e, in ogni caso, per importanza di rilievo assoluto'.  Non usa mezzi termini Domenico Marino, responsabile dell’ufficio scavi e direttore del museo archeologico nazionale di Crotone per descrivere l’importanza del ritrovamento effettuato. 'In via discesa Fosso - ha detto Marino - abbiamo rinvenuto, durante i lavori di riqualificazione urbana,  un edificio monumentale, che ancora non possiamo stabilire se sia una domus privata o pubblica, con annesso impianto termale. Nell’un caso o  nell’altro - ha detto ancora Marino - è una scoperta eccezionale perché finora si riteneva che l’insediamento romano della città antica, fosse solo nell’area di Capocolonna, ed è la prima volta, invece, che si trovano resti in pieno centro storico'. Dal luglio scorso, i lavori pubblici a Crotone, in zone dove si ritiene possano esserci dei rinvenimenti, è svolta con la preventiva azione della soprintendenza che effettua dei saggi. Al quarto di questi saggi, sono emerse le creste di alcuni muri e poi l’impianto termale.

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15/10/2009

Scopri i capoluoghi in Calabria: Cosenza.

Cosenza 1.jpgTra le città capoluogo della Calabria, Cosenza occupa un posto di primo piano sia dal punto di vista economico che dal punto di vista culturale con la punta di diamante in tale ambito, rappresentata dell'Università della Calabria. La città di Cosenza, che sorge in una vallata alla confluenza dei fiumi Crati e  Busento, è oggi un grande centro sempre in continua espansione, distinto fondamentalmente in due grandi quartieri: quello vecchio a monte, il moderno a valle. Vediamone la storia e con essa i monumenti e le cose interessanti da visitare.

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23/09/2009

Vini di Calabria Doc - Il Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto.

Cartina Vini DOC in Calabria.gifI vini di Calabria Doc, annoverano dal 1979 anche questo vino rosso o rosato: il Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto, vino di calabria  al 100%. Già il nome indica il luogo di produzione. Infatti, questo vino calabrese viene prodotto nel territorio omonimo in provincia di Crotone. Il decreto che lo ufficializza come vino DOC è del Gennaio 1979, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 158 del 11/06/1979. I tipi di vitigni utilizzati per la sua produzione, in percentuali variabili ma con una presenza del Gaglioppo di almeno il 40% sono oltre Gaglioppo, il Nocera, il Nerello Mascalese, il Cappuccio, il  Malvasia nera il Greco bianco il Malvasia bianca (Malvasia bianca e Greco bianco massimo 35%). La gradazione alcolica è di 12°. Caratteristiche: colore rosso rosato più o meno intenso; profumo vinoso, caratteristico; sapore asciutto, armonico, rotondo. Abbinamenti con i cibi: primi, secondi di carne, frittate, formaggi ovini. Temperatura di servizio consigliata: 16-18 °C. Il vino non viene fatto invecchiare e non è prevista la "riserva".

Altri vini calabresi doc

Scavigna

San Vito di Luzzi

Pollino

Cirò, Bivongi e Greco di Bianco

Donnici

Lamezia

Melissa

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Gastronomia calabrese

Ricette calabresi

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08/09/2009

Vini di Melissa - vini in Calabria a Denominazione d'origine controllata.

Vino Melissa.jpgIl Melissa è un vino antico ed uno dei primi ad aver varcato i confini calabresi per farsi conoscere in tutto il mondo. Già nel 1934 è presente alla terza mostra nazionale dell'agricoltura di Firenze, dove consegue il primo riconoscimento di qualità, con la medaglia d'oro. Da li a poco arriverà anche il riconoscimento della denominazione d'origine controllata. Fa parte della celebre associazione "Città del vino" che ha sede in Siena presso l'enoteca nazionale e che riunisce 49 comuni. L'associazione oltre a tutelare le risorse ambientali e paesaggistiche e storiche  dei territori associati e di quelli a forte vocazione viticola promuove enoteche pubbliche e punti di degustazione dei vini italiani. Il Melissa Si produce nelle tipologie bianco e rosso nel territorio del comune di Melissa ed in quelli di Belvedere di Spinello, Carfizzi San Nicola dell'Alto e Umbriatico, e parte di quelli di Casabona, Castelsilano,Crotone, Pallagorio, Rocca di Neto, San Mauro Marchesato, Santa Severina, Scandale e Strongoli, in provincia di Crotone.

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04/06/2009

Tropea, la Calabria ed i suoi proverbi: carta canta in cannolu!

Carta canta in cannolu! Letteralmente il detto proverbiale è traducibile nel seguente modo: la carta canta nel rotolo. 
In questa traduzione letterale, il detto non direbbe niente, anzi credo non verrebbe nemmeno capito; ma il cannolu tradotto da chi scrive in rotolo, si riferisce agli antichi contratti contenuti nei documenti, avvolti in rotoli di carta.

Il detto quindi, trova la sua spiegazione metaforica, partendo da questa cosiderazione di partenza. Poi, però, ha assunto anche altre indicazioni metaforiche nel corso degli anni. Lo si usa pronunciare spesso, per sottolineare il ruolo delle cose scritte, rispetto alle parole (una variante calabrese del latino verba volat scripta manent), o quando si apre una controversia verbale e si tira fuori un documento scritto, che attesta il contrario di quello che dice la controparte. Spesso anche, quando non credendo a quanto proposto da qualcuno, lo si invita a sottoscriverlo in un foglio di carta, in un documento scritto, che possa un giorno cantàri ossia dire la verità, qualora sorgessero problemi.

Vedi anche

Altri proverbi

Poesie dialettali e di poeti calabresi