14/12/2011

Operazione antidroga a Tropea

Operazione “Cerbero” dei Carabinieri di Tropea

Nove arresti per motivi legati allo spaccio di sostanze stupefacenti

Alle prime luci dell’alba di oggi i Carabinieri della Compagnia di Tropea, a seguito di prolungata attività investigativa condotta dalla dipendente Aliquota Operativa nel periodo compreso tra il dicembre 2009 e l’estate 2011, hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 9 soggetti residenti nella Provincia di Vibo Valentia, per lo più di Tropea e Ricadi, resisi responsabili di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso quella Procura della Repubblica, prevede la sottoposizione custodia in carcere per i sottonotati soggetti, tutti ristretti presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia:
ACCORINTI Pasquale, 42enne di Ricadi, frazione Santa Domenica; ACCORINTI Giuseppe, 30enne di Tropea; DE BENEDETTO Francesco, 26enne di Tropea; MARCHESE Giuseppe, 25enne di Tropea; ZANGONE Nicola, 24enne di Tropea, la sottoposizione agli arresti domiciliari per TROPEANO Agos Enrico, 53enne di Ricadi, frazione Santa Domenica, di fatto domiciliato a San Gregorio d’Ippona, nonché l’imposizione ad obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria e di dimora nei confronti di altri tre soggetti 25enni, P.D. di Spilinga, T.S. di Tropea e R.F. di Briatico.

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14/04/2011

Tropea: in fiamme la casa dell' arch. Grande

Casa Incendiata a Tropea foto Barritta.jpgLa scorsa notte gli abitanti del centro storico di Tropea, soprattutto quelli in prossimità di Via Lauro, di Largo Migliarese, di Largo Frezza hanno vissuto momenti di forte paura e di notevole spavento a causa dell'incendio che ha danneggiato la casa dell’architetto Francesco Grande, ex dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale che rischiava di propagarsi nelle attigue e vicine case, considerata la struttura urbanistica del centro storico tropeano che vede le case una attaccata all'altra, e per tale ragione divenire un vero e proprio inferno.

Fortunatamente non c'è stata propagazione delle fiamme né all'interno dell'appartamento, né all'esterno, grazie al pronto intervento delle persone e delle forze dell'ordine (Carabinieri e Polizia) che da soli senza l'ausilio dei Vigili del Fuoco sono riusciti a domare le fiamme e ad evitare danni ingenti. L’incendio ha avuto origine attorno alle prime ore dell’alba e secondo alcune indiscrrezioni parrebbe di origine dolosa.

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18/02/2011

Confiscati i beni a La Rosa e Polito

Il valore ammonta a sei milioni di euro e comprende ville, ditte e appezzamenti di terreno. Il provvedimento della Corte d’appello di Catanzaro eseguito dalla Guardia di Finanza.

di GIANLUCA PRESTIA, il Quotidiano della Calabria Giovedì 17 Febbraio 2011

AMMONTA asei milioni di euro il valore dei beni che il Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro ha confiscato, su provvedimento emesso dalla Corte di Appello di Catanzaro, a presunti affiliati al clan della ‘ndrangheta La Rosa, che opera operante nella zona di Tropea collegata alla cosca Mancuso che domina l’intera provincia vibonese.

Beni beni riconducibili a Antonio (Tonino) La Rosa, ritenuto il capo dell’organizzazione, condannato nel luglio del 2010, con sentenza definitiva, a otto anni di reclusione per associazione mafiosa, estorsione e trasferimento fraudolento di valori.
A La Rosa sono stati confiscati due ditte individuali operanti nel campo della vendita al dettaglio di abbigliamento ed articoli da regalo; un immobile in corso di costruzione, di circa 6.000 metri quadrati destinato ad ospitare un albergo; un appartamento; un immobile ad uso commerciale; un appezzamento di terreno edificabile ed una autovettura.

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14/02/2011

In fiamme un negozio di alimentari

Incendio Doloso 130211.jpgTROPEA – In fiamme un negozio di generi alimentari di proprietà di un consigliere comunale di maggioranza presso il comune di Parghelia, Massimo Di Bella di 30 anni. Il locale, sito nel centro storico di Tropea in via Umberto I al civico 6, è stato incendiato la notte scorsa. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri che hanno trovato nella zona adiacente la struttura tracce della presenza di liquido infiammabile.

Le fiamme divampate rapidamente e alimentate oltre che dal liquido infiammabile anche dalla merce conservata all’interno della struttura, hanno rapidamente distrutto alcuni macchinari presenti all’interno e danneggiato anche i locali. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori a seguito di una prima serie di rilievi e di verifiche compiute sul posto il gesto non sarebbe da collegare con l’attività politica svolta dal proprietario del negozio, Massimo Di Bella che tra l’altro vive proprio a Tropea. Al momento allo studio degli inquirenti sono diverse ipotesi anche se, una volta esclusa l’eventuale pista politica, a restare aperte sono solo le strade che riconducono ad una azione criminale figlia del racket delle estorsioni oppure ad un qualche azione di ripicca nei confronti del proprietario. Ad ogni modo le indagini sono seguite dai militari della Compagnia dei Carabinieri di Tropea che stanno accuratamente vagliando ogni possibile indizio.

08/01/2011

Pietro di Costa scrive a Napolitano: "Ho denunciato facendo nomi e cognomi ma non sono stato mai chiamato da chi di dovere"

Sycurpol Tropea.jpgChiude l'Istituto di vigilanza perché stanco di subire minacce e intimidazioni e si rivolge al Presidente della Repubblica al quale chiede di essere ricevuto per rappresentare la sua vicenda. Pietro Di Costa, 42 anni, di Tropea, già titolare dell'Istituto di vigilanza "Sycurpol", chiuso da circa due mesi dopo aver restituito la licenza, non si dà per vinto e vuole andare fino in fondo. Non si piega ai soprusi e alle minacce.

Nella lettera inviata al Capo dello Stato lamenta, ancora una volta, di esser stato abbandonato dalle istituzioni contro le quali ha dovuto combattere, e non poco, prima di ottenere l'autorizzazione per aprire l'Istituto di vigilanza. Ma per lui la strada è stata subìto in salita: ottenuto il permesso e aperta l'attività sono subito iniziate le ritorsioni. «Le minacce – dice Di Costa – sono arrivate subito. Prima nei miei confronti, successivamente contro le guardie e la mia famiglia. Episodi che ho sempre denunciato fin dal 2008. Ma ogni mia rimostranza non ha avuto alcun seguito, forse neanche alcuna considerazione. Mi chiedo perché, visto che sono stato sempre un uomo vicino alle istituzioni e alle forze dell'ordine, informandole anche di situazioni molte spesso delicate».

Di Costa riferisce, inoltre, al Capo dello Stato di essere stato minacciato da un noto mafioso della zona, che attualmente è in carcere. «Tutte situazioni – annota ancora nella lettera inviata al presidente Napolitano – che ho dichiarato su Gazzetta del Sud nell'ottobre scorso affinché ognuno conoscesse la mia storia. Ma, nonostante tutto, nessuno mi è venuto incontro».

Una storia come tante, purtroppo, in una terra dove molto spesso prepotenza e arroganza prendono il sopravvento su chi, invece, opera nel pieno rispetto delle regole e della legalità. Pietro Di Costa, padre di quattro figli, chiede al presidente Napolitano di poter essere ascoltato, per una situazione che «solo apparentemente potrebbe sembrare privata ma che in effetti ha dei risvolti sociali piuttosto drammatici perché testimonia, ancora una volta, che in Calabria per gli onesti non c'è spazio. «Mi viene piuttosto difficile – scrive ancora Di Costa – spiegare ai miei figli che sono stato costretto a chiudere la mia attività per non cedere alle pressioni mafiose».

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17/10/2010

Abusivismo edilizio nei dintorni di Tropea: sequestrate varie strutture

carabinieri.jpgDai carabinieri undici denunce. Diverse persone deferite a vario titolo all’autorità giudiziaria per abusivismo edilizio. Un caso di emissioni inquinanti nell’ambiente.

TROPEA - Una attività indirizzata al controllo e al contrasto dei reati contro il patrimonio paesaggistico ed ambientale quello portato a compimento dai carabinieri della Compagnia di Tropea e in particolare gli uomini delle stazioni di Spilinga e di Tropea che al termine di una serie di controlli hanno deferito all'autorità giudiziaria ben undici persone. Nello specifico si tratta di L. A., classe ’58 residente a Drapia, impiegato, ritenuto «responsabile del reato di abusivismo edilizio» in quanto «veniva sorpreso a realizzare un fabbricato in cemento armato da destinare a civile abitazione, a Drapia, frazione Gasponi, località “Fornaco”, sprovvisto delle previste autorizzazioni».

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04/05/2010

Danneggiata l'autovettura dell'avv. Roberto Scalfari, capogruppo di opposizione al Comune di Tropea

Roberto Scalfari.jpgNella notte tra venerdì e sabato scorso ignoti hanno danneggiato l’autovettura di proprietà dell’avv. Roberto Scalfari, capogruppo  al Comune di Tropea della lista Uniti per la Rinascita. Tale episodio criminoso, ad avviso dell’avv. Scalfari,  si inquadra  nel crescente clima di tensione politica che Tropea sta vivendo dalla chiusura delle urne. Sintomatico che tale evento delittuoso sia avvenuto a pochi giorni dal deposito presso il TAR Calabria del ricorso attraverso cui la lista Uniti per la Rinascita mette in discussione il corretto svolgimento delle operazioni di voto.

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06/11/2009

Il comune di Tropea sfratta la Pro Loco

1570852947.jpgIl comune di Tropea, guidato attualmente dal commissario prefettizio dott. Giovanni Cirillo, ha deciso di inviare una missiva all'Associazione Turistica Pro Loco, con la quale richiede entro sette giorni dalla data di ieri 5 Novembre 2009, la restituzione dei locali dell'antico sedile concessi in comodato d'uso gratuito da più di 30 anni. Detti locali - secondo quanto scritto nella lettera - servirebbero al comune per svolgere le proprie attività istituzionali. Questo quanto scritto e quanto comunicato nella missiva, ma di fatto si tratta della fase finale  del  lungo braccio di ferro, che si è instaurato fra la Banca Popolare del Mezzogiorno, il comune di Tropea e la pro loco, per il rifiuto da parte di quest'ultima, all'installazione di uno sportello bancomat che l'istituto di credito avrebbe deciso di collocare nella vetrata centrale dell'immobile, deturpando e abbruttendo l'antico e storico palazzetto settecentesco, arrecando inoltre molti fastidi alle attività svolte dall'associazione. Della vicenda, come qualcuno si ricorderà, ci siamo occupati a lungo su queste pagine e per chi lo volesse,  a tergo di questo articolo, si riproporranno i precedenti post. Di fatto, con la mossa di ieri, il comune, messo alle strette dalla banca che ha richiesto un congruo risarcimento  per  i mancati guadagni,  ha scelto di stare dalla2070280611.jpg parte di quest'ultima,  che con pochi spiccioli (7000 eur c.ca annui di fitto stabiliti con il contratto)  e senza nessuna gara al rialzo ma con trattativa semplice, si aggiudica uno dei posti più redditizi e più belli di Tropea, in pieno centro storico,  caratterizzati dall'enorme flusso turistico e dal ritorno pubblicitario assoluto. La  Banca, a nostro avviso, dimostra in questo modo di non avere a cuore né l'estetica di uno dei palazzi più belli di Tropea, né quelli della città in generale, a cui dovrebbe invece essere più grata, considerata la fiducia che i tropeani, siano essi persone fisiche o piccole aziende, hanno accordato all'istituto bancario medesimo sin dal suo insediamento in città, con l'apertura di numerosi conti correnti e con i depositi in essa contenuti. Non è certamente questa la sede più adeguata né lo vuole essere, per tracciare un giudizio politico della vicenda,  ma alcune  domande chi scrive si è posto e oggi ha deciso di porle sia al commissario prefettizio, sia alla banca; ovviamente verso quest'ultima in maniera indiretta. L'attività trentennale della proloco è o non è un attività istituzionale a favore di Tropea e degli interessi dei suoi commercianti, dei suoi abitanti e dell'intera comunità? Quale attività istituzionale è più pregnante per una cittadina turistica se non quella svolta con passione e abnegazione da chi dalla mattina alla sera è al servizio dei turisti aprendo i propri locali tutti i mesi dell'anno ed offrendo informazioni a 360° su  Tropea e dintorni senza nessun contributo fisso e con il solo sostegno dei pochi tesserati? Come fa il comune di Tropea a sfrattare la proloco e a rescindere un comodato d'uso, se il comune stesso ha un suo rappresentante in seno all'associazione per come previsto dal suo statuto? Chi svolgerà volontariamente e gratuitamente questa attività nei prossimi mesi? Ecco, queste e altre domande che stò facendo a me stesso da quando questa situazione si è aperta, oggi, come dicevo, ho deciso di girarle sia al commissario prefettizio, che alla Banca del Mezzogiorno, che si ostina a non voler comprendere la verita dei fatti: il Comune di Tropea ha sottoscritto un contratto  senza valutare l'impatto estetico della macchina bancomat e senza nemmeno chiedere cosa ne pensasse la proloco, parte in causa diretta e finale di questa operazione. In attesa di una risposta, chiedo alle associazioni presenti sul territorio e ai cittadini, una solidale presa di posizione a favore della salvaguardia del patrimonio storico ed urbanistico della città.

Lucio Ruffa

Vice-presidente della pro loco di Tropea.

Post precedenti sull'argomento

La pro loco rifiuta il bancomat

Dura replica della pro loco a Stefanelli

La pro loco rimanda a casa i tecnici per l'installazione del bancomat

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Tropea sul magazine francese "Le figaro"

28/09/2009

Dura replica della pro loco di Tropea a Stefanelli.

Una replica ferma e decisa, quella che Mario Lorenzo, presidente della pro loco di Tropea rivolge a Francesco Stefanelli, ex assessore comunale al commercio, che con una dichiarazione apparsa nei giorni scorsi sui quotidiani locali, aveva attaccato duramente il presidente  della pro loco cittadina, chiedendone pubblicamente le dimissioni. Nell'articolo pubblicato, Francesco Stefanelli aveva dichiarato che Mario Lorenzo, inizialmente favorevole all'installazione del bancomat, avrebbe poi cambiato idea, rimangiandosi la parola e l'impegno preso, quando si è accorto che il canone di locazione per la concessione dello spazio all'interno degli uffici, non sarebbe andato alla pro loco, comodataria  dell'immobile, ma nelle casse del comune, proprietario di fatto degli stessi. Questa in sintesi la dura accusa mossa da Stefanelli a Lorenzo. La replica non è tardata a venire ed è quella che pubblichiamo di seguito.

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18/09/2009

La Pro loco di Tropea rifiuta l'installazione di uno sportello bancomat.

Pro loco Tropea 1.jpgNella giornata di ieri 17 Settembre 2009, negli uffici della Pro Loco di Tropea, si è tenuta una conferenza stampa che la stessa associazione cittadina ha convocato, per comunicare al mondo dell'informazione pubblica il suo netto diniego all'installazione di uno sportello bancomat, presso i propri uffici e più precisamente nella vetrata centrale degli stessi. Il suò presidente, prof. Mario Lorenzo, ha comunicato ai corrispondenti della Gazzetta del Sud (Concetta Schiariti) del Quotidiano (Francesco Apriceno) e di Calabria Ora (Caterina Pandullo), le determinazioni e le ragioni di tale posizione che sia l'assemblea dei soci che il direttivo della stessa associazione hanno voluto adottare.

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