12/06/2010
La 'sfida' del 'conticchio' e la risposta del 'colosso' di Tropea
Dicevamo cari amici che nei giorni scorsi la situazione politico-amministrativa della nostra città si è alquanto 'movimentata' a causa di quanto l'attuale 'maggioranza', evanescente e pro tempore, ha deliberato nell'ultimo Consiglio Comunale, svoltosi come una puntata di 'Domenica In' ai piedi del piazzale antistante il santuario dell'Isola, simbolo ed emblema di Tropea nel mondo. Il talk-show messo in piedi dallo scenografo Adolfo Repice, sindaco del week-end e della teleconferenza, coadiuvato dagli aiuto registi della sua compagine cinematografica rispondenti ai nomi di Pinuccio Rodolico, Libero Padula, Romana Lorenzo, Nino Valeri, Carmine Sicari, Paolo Ceraso, Pino De Vita, etc etc etc., malgrado la stampa locale - in particolar modo la giornalista di Calabria Ora che ha curato l'articolo - lo abbia etichettato come un successo di partecipazione, si è dimostrato un mega-flop nei partecipanti. Quaranta al massimo quelli seduti nel piazzale, 25 quelli che hanno assistito dall'affaccio di piazza Cannone. Le categorie di giudizio sono soggettive, per cui, se per lei questo è un successo, rispetto il suo giudizio e glisso. Questo ovviamente nella forma....nella sostanza, invece, ahinoi, il consiglio ha prodotto quanto di più nefando e svilente la politica tropeana degli ultimi 60 anni abbia mai prodotto: la svendita di uno dei palazzi più antichi e più carichi di memoria della Tropea millenaria e nobile. Ma questo, noi del gruppo 'Uniti per la Rinascita'', lista 'perdente' - e si fa per dire - alle ultime elezioni comunali di primavera ce l'aspettavamo. Oltre a questo, la cosa assai più grossolana portata in consiglio - 'fortunatamente' ancora non deliberata ma rinviata - il dirottamento del mutuo per le opere di urbanizzazione primaria di contrada 'campo di sotto' verso altra zona della città, peraltro già 'urbanizzata': quella del centro storico a ridosso di Largo San Michele e di Via Carlo Toraldo. Questa cosa, nella fantasia più accesa, nell'immaginario più vispo, nei pronostici più rischiosi nemmeno i bookmakers inglesi l'avrebbero inserita. Ed invece lui, il messia venuto dal Nord, il 'conticchio' torinese (se vi chiedete perché non gli attribuisco il titolo di conte per esteso ed uso il diminuitivo è solo per non far torto a Camillo Benso, lui si CONTE di Cavour), l'ha fatto. Inserita nell'O.d.g e poi - come spesso è solito fare - rimangiata - per il momento, rinviata l'approvazione alla prossima seduta.
E' urtato parecchio, indispettito direi, il 'conticchio' calabro-piemontese, dal nostro obiettare, dal nostro essere contro questo operare. Ci manda a dire che non si farà intimorire, che non cederà ai nostri ricatti. E' stizzito parechhio e lo lascia trapelare chiaramente (vedi video a tergo), ma la ragione non è nella nostra opposizione, nelle nostre presunte minacce (ci dovrebbe dire in che modo, quando e perché si sente minacciato da noi, da quattro poveri 'idioti', per come ci definiscono i 'magnati' e 'grandi manager' della lista Passione Tropea), ma credo sia da ricercare nella frustrazione e nella delusione nel non vedere la piazza della marina piena di persone ma semivuota, nella constatazione che malgrado le attese di folle oceaniche, purtroppo per lui e per la sua variegata compagine, ad assistere ai lavori del consiglio erano quattro gatti, di cui all'80% sui risaputi e riconosciuti suppotters. Ma adesso vi lascio all'articolo di uno di questi suppotters, che modestamente - meno male che ha almeno questa umiltà - non si dice giornalista. La stizza si trasforma in sfida e noi alle sfide siamo abituati, pertanto non 'abboccheremo' all'amo del sagace codottiero della 'Domenica in' locale, perché la sfida quella verà la deve lanciare alla città di Tropea, con i fatti e con le opere, con l'impegno e con la presenza in città, con la concretezza e la modestia, con la caparbietà e l'ardore di colui che dice di amare la propria città a parole e non col fumo di alcuni slogan, non con le svendite di inizio stagione, non con il talk-show inutili e autocelebrativi a cui di fatto stiamo assistendo in questi mesi. La risposta alla sua sfida l'abbiamo già data con il manifesato di oggi. Qualora non bastasse ce ne andremo negli studi di RK, con un moderatore serio, alla presenza di un pubblico selezionato e non della solita clack che lo accompagna nelle sue uscite, gridaiola ed isterica, capace di trasformare una piazza in un'arena romana o in uno stadio di calcio. Per finire e per dovere di croinaca al consiglio comunale erano in 11 e non in dodici, mancava Franco Arena, assessore al personale e alla Pubbica Istruzione; la compatezza del consiglio comunale è entrata in crisi da settimane, la fiducia fra i suoi sostenitori scema di giorno in giorno......Buona lettura.
16:53 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Politica | Link permanente | Commenti (9) | Trackback (0) | Segnala | Tag: consiglio comunale di tropea 4 giugno, politica a tropea, adolfo repice, passione tropea | OKNOtizie |
|
Facebook | |





























