14/01/2011

Porto di Gioia Tauro: "per fare l'albero ci vuole il legno"...

1814071387.jpgE' il più importante porto italiano per il transhipment, lo snodo principale per la movimentazione merci in container, il più grande terminal del Mediterraneo, prima di Genova e La Spezia, il terzo scalo portuale in Europea dopo Rotterdam ed Amburgo. Ora, però, rischia il tracollo "per mancanza di navi". Si tratta del porto di Gioia Tauro che da solo rappresenta il 50 % del Pil della già fragile ed asfittica economia dell'intera regione Calabria, occupando più 3000 posti di lavoro tra operai, impiegati, maestranze e indotto, in un territorio difficilissimo, schiacciato tra l'incudine della disoccupazione e il martello della crimalità organizzata. Lo stop di trenta ore per mancanza di merce in arrivo, imposto dalla multinazionale Contship - fondata da Angelo Ravano, gruppo Eckelman  Battistello, che controlla la Medcenter Container Terminal (Mct), gestore del porto - la dice lunga sulle condizioni reali di quello che era considerato il fiore all'occhiello dell'economia calabrese ed internazionale nel settore del cabotaggio con le grandi navi "feeder".

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