12/05/2010
La dignità: una poesia di Carmine Macchione
Di Carmine Macchione, tropeano di nascita e di crescita, eminente dottore nella Torino laboriosa, nella Torino della professionalità acquisita da duri e lunghi anni di sacrifici, ho pubblicato solo poche poesie, sinora tutte in vernacolo calabrese o per meglio dire in dialetto tropeano. Quella di oggi è invece una sua poesia, tratta sempre dalla raccolta 'Luci e Umbri', scritta nella lingua 'mbizzata a scola' che significa letteralmente lingua appresa a scuola, come l'autore sottolinea nel piccolo titolo che apre l'ultimo capitolo di questa raccolta. Mi piace far sapere all'autore che condivido in pieno il contenuto della stessa, richiamo quantomai necessario ai nostri giorni, nei quali questa antica e nobile sfera dell'uomo sembra essere l'ultima cosa da prendere in considerazione nei confronti e nei rapporti interpersonali.
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17/12/2009
Na nuttata i Dicembri ovvero una notte di Dicembre.
Una bella poesia di Carmine Macchione è l'oggetto della mia attenzione serale. Una bellissima poesia in calabrese su Dicembre e sul Natale. Descrive il clima di Tropea all'atteso evento che ogni anno si rinnova. Densa di suggestioni e ricca di melos, mi ha dato una forte emozione la sua lettura. Ve la propongo nella solita doppia veste: in vernacolo calabrese e in traduzione italiana.
23:21 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: poesie calabresi, poesie dialettali calabresi, carmine macchione, cultura, poesia di dicembre, poesia tropeana | OKNOtizie |
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18/10/2009
U paisi i na vota e chju i mò ovvero il pease di una volta e quello di oggi.
Quella che propongo stasera, è una poesia forte, penetrante, di quelle che se lette con profondità fanno pensare. L'autore, più volte presente su queste pagine è Carmine Macchione, luminare della geriatria a Torino, dove da 50 anni vive e lavora ma tropeano purosangue. E' mio cugino e la cosa mi riempie d'orgoglio non per il fatto che sia un docente universitario ed uno degli uomini più stimati e conosciuti del capoluogo piemontese, ma per quello che scrive e per come ha sempre vissuto la sua vita. Quella di stasera è una poesia 'reportage', così mi viene da etichettarla, che ci descrive e ci mostra una Tropea dai due volti: la bellissima, quella della sua adolescenza e degli anni '60; la 'villana' e l'arrogante, quella degli ultimi 15 anni, in cui a farla da padroni sono gli abusi edilizi, la prepotenza, l'arroganza e la voglia di arricchirsi ad ogni costo da parte di quattro cretini, che ieri, ossia negli anni settanta, si potevano contare sulle dieci dita delle mani, oggi, purtroppo sono cresciuti al quadrato..se non al cubo, per un antico principio: la mamma dei cretini è sempre in cinta. Mai prima d'ora mi sono sentito vicino a questo mio cugino. La poesia non l'avevo mai letta prima d'oggi. Una cosa però, dell'insieme non mi trova d'accordo: la sua conclusione rassegnata. Ad essa, oggi più che mai, si deve rispondere all'opposto, proprio in virtù dei fatti e della reazione che lo stato, la legge, pur con i suoi limiti strutturali ed antichi ha saputo parzialmente ma con una certa continuità dare risposta. Sono diversi gli ordini di esecuzione per l'abbattimento di abusi edilizi; molti i delinquenti i galera e speriamo che nel tempo la purga possa continuare a sortire effetti positivi, per consentire di ritrovare una Tropea, se pur non quella dei tuoi anni, migliore e più rispettosa delle sue bellezze naturali.
22:44 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: poesie calabresi, poesie tropeane, poesie dialettali calabresi, carmine macchione, poesie su tropea, tropea | OKNOtizie |
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23/09/2009
Poesie da Tropea in dialetto calabrese.
Nascisti ca cammisa
Nescisti ca cammisa e nte linzola i linu,
cantaru i criati a nascita du bambinu.
Di poviri e di mischini dicisti ca tindi futti,
ti misiru a fini suttaterra...a nuda,
comu a tutti.
Sei nato con la camicia
di Carmine Macchione
Sei nato con la camicia e tra le lenzuola di lino,
cantarono le serve la nascita del bambino.
Dei poveri e dei meschini non ti interessavano i lutti,
ti sotterrarono...nudo..,
come tutti.
Da: Luci e ombre di Carmine Macchione, poeta tropeano.
Altre poesie dell'autore
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20/09/2009
La poesia della notte di Tropea per amore: prighera ovvero preghiera.
Prighera
di Carmine Macchione
Comu aju u ti chjamu....
Signuri, Deu, Patreternu..
Dimmillu Tu,
vistu c'oramai cu ti vidi è riccu.
Tu tindi stai susu
cu l'angeli e chi santi
e tindi futti di chju chi mbatti jusu.
Su anni chi scumparisti di stu mundu
e nun rispundi mai
quandu a genti sciancata, malata, ncamata
Ti chiama e Ti prega.
O tempu di profeti, armenu,
cumparivi ogni tantu,
parravi, cunsigghjavi,
minacciavi e castigavi.
Davi o megghju i tavuli da leggi
chi tu volivi fussi praticata.
E si ncunu facea u vizzarru o u porcu
l'appicciavi o u cumbinavi comu na statua i sali.
Facei cosi boni e autri brutti,
ma armenu nc'eri.
Mo pari ca sta terra a vindisti pi tri sordi
o cchiù malu i tutti
e i conseguenzi i patimu nui.
Signuri, Signuri,
lassami u ti chjamu i sta manera,
ricordati du mundi chi criasti
e abbascia u duluri
fai accridiri di novu i nipiei,
caccia na vota pi tutti a fami e a pestilenza,
astuta tutti i guerri chi l'omini si fannu
chjanta n'atra vota
l'arburu di l'amuri e da cumprinzioni
di l'unu cu l'autru
picchì Tu patri aji a esseri e nun patruni.
Preghiera
di Carmine Macchione
Come devo chiamarti
Signore, Dio, Padreterno
Dimmelo tu
visto che ormai chi ti vede è beato.
Te ne stai su in cielo
con gli angeli e coi santi
e te ne sbatti di ciò che avviene giù in terra.
Sono anni che sei scomparso da questo mondo
e non rispondi mai
ai richiami dei miserabili e dei sofferenti.
Al tempo dei profeti, almeno,
ti facevi vedere ogni tanto
parlando, consigliando,
minacciando e punendo.
Al più saggio davi le tavole della tua legge
e se qualcuno faceva il prepotente e il lussurioso
l'incendiavi o lo riducevi a statua di sale.
Facevi cose buone e meno buone
ma almeno c'eri.
Adesso sembra che questa terra
Tu l'abbia venduta per tre soldi
al peggiore di tutti
e le conseguenze le abbiamo noi.
Signore, Signore
lascia che io ti chiami in tal maniera
ricordati del mondo che hai creato
e riduci il dolore
fai sorridere ancora i bambini
togli una volta per tutte la fame e le malattie
spegni le guerre fra gli uomini
ripianta ancora
l'albero dell'amore e della comprensione reciproca
perché Tu padre devi essere e non padrone.
Da: Luci e Umbri di Carmine Macchione, Calabria Letteraria edizioni, Soveria Mannelli, 2005.
23:34 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: poesie calabresi, carmine macchione, tropea, dialetto calabrese, poesie in dialetto calabrese, preghiera | OKNOtizie |
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19/09/2009
La nuova poesia di Carmine Macchione di Sharo Gambino.
Alcune pagine di questo blog, hanno ospitato alcune poesie di Carmine Macchione, quelle più vicine alla sensibilità di chi scrive e quelle che maggiormanete parlano di Tropea. E' a Sharo Gambino che mi richiamo nella prossima pagina ed alla sua prefazione al libro di poesie Luci ed Umbri dell'autore tropeano, dalle quali le poesie precedentemente pubblicate sono state tratte, per offrire una visione critica sia di Carmine Macchione che della sua produzione poetica, certo che Sharo Gambino, la sua immensa cultura e la sua straordinaria conoscenza della calabria letteraria, coltivata fino all'ultimo dei suoi giorni, saprà offrire al lettore un adeguato e profondo profilo di questo poeta tropeano che vive a Torino.
00:45 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Cultura | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | Tag: carmine macchione, sharo gambino, vernacolo calabria, poesie calabresi, aforismi calabresi, dialetto, cultura in calabria | OKNOtizie |
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