13/05/2010

Riscoprire Lilio 500 anni dopo

Lilio Luigi.jpgQuest'anno decorre il cinquecentenario della nascita di Luigi Lilio o Aloysius Lilius, medico, astronomo e matematico del XVI secolo nato a Cirò, per molti un emerito sconosciuto, non per me, che ho già dedicato a questo 'illustre'  calabrese' del passato, una dovuta ricognizione, non per moltissimi amanti della storia e della memoria calabrese, che sono certo sapranno chi sia.  La riforma del calendario denominato erroneamente 'Gregoriano' deve a lui e non a papa Gregorio XIII che l'ha promulgato nel 1582, la sua  primogenitura, la sua eccezionale  novità. Il calendario di 'Lilio' segna un momento fondamentale nella storia della scienza; il calendario di Lilio è  quello che ancora adoperiamo dopo circa mezzo millennio.

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23/04/2010

Il regista calabrese Andrea Frezza e i fulgori di Hollywood

Andrea Frezza.jpgHo conosciuto il regista calabrese Andrea Frezza in occasione della terza edizione del Tropea Film Festival. La sera della premiazione era qui a Tropea insieme a tantissimi altri illustri personaggi del mondo del cinema. Prima di allora, ignoravo totalmente chi fosse Andrea Frezza, cosa avesse dato al cinema italiano, quali films avesse girato, etc.ect. Insomma, ero all'oscuro dell'importanza e dello spessore culturale ed umano di questo calabrese, nato a Laureana di Borrello 73 anni fa, vissuto nella sua adolescenza a Vibo Valentia, amante ed appassionato cultore della settima arte. Ma una cosa ho intuito quella sera. Un uomo che parla e discute con toni e modi così appassionati è di certo un grande uomo, indipendentemente dal suo curriculum. Parlava della situazione del cinema in Calabria in particolare e del cinema in Italia più in generale. Mi affascinò molto...ma poi, come spesso mi capita, forse per i molti, troppi interessi che tento di seguire, non approfondisco, disperdendo così i migliori imput che mi giungono da stimoli nuovi. Errore fatale. Ma ieri, quasi a voler richiamare alla mia memoria questo vizio che mi porto dietro da anni, congenito direi, le pagine culturali del Quotidiano della Calabria riportavano le memorie americane di Andrea Frezza nella città di Los Angeles, la città degli studio's hollywoodiani, la capitale mondiale del cinema. Ed ecco che la memoria si riaccende, mi ricordo di lui, rivivo le sensazioni che provai l'estate scorsa. Mi immergo in questo diario americano che il regista ha affidato al noto quotidiano  calabrese e mi lascio rapire, sedurre, da questo racconto meraviglioso. Lascio al mio immaginario libertà assoluta; mi sembra di toccare con mano la citta degli Angeli e la sua essenza. Scopro contestulamente le ragioni per le quali Andrea Frezza è considerato uno dei più bravi e grandi registi italiani; scopro tante altre cose; non ultima la sua grande dote di narratore,  di affabulatore direi, quella che emerge da questa pagina del 'diario americano' che di seguito propongo. Buona lettura!

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10/11/2009

Mattia Preti di Taverna.

Autoritratto di Mattia Preti.jpgNato a Taverna nel 1613, Mattia Preti giunse a Roma all'età di 23 anni, dopo aver soggiornato per un certo periodo a Napoli, in cui aveva risentito dell'influenza pittorica caravaggesca mediata dalla pittura napoletana di G.B. Caracciolo. Nella Roma in cui trionfava il barocco di Bernini e di Pietro da Cortona, Mattia Preti si rivolse, come ai suoi maestri, alla precedente generazione influenzata da Caravaggio, con maggiore predilezione per la pittura dei nordici, Olandesi e Fiamminghi, che avvertiva più romantici: di questo periodo, influenzato da pittori come il Valentin e il Serodine, restano, come testimonianza del travaglio artistico del giovane pittore, i lavori conservati a Roma e in Piemonte; la "Flagellazione del Cristo", in San Giovanni Calabita e il "Concerto" della galleria Doria, a Roma; la "Riunione di musici e poeti" nella galleria dell'Accademia Albertina di Torino e il "Concertino" del municipio di Alba, sono un chiaro esempio dei gusti e delle tendenze di Mattia Preti.

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30/05/2009

ALBINO LORENZO E LA SUA REALTÀ NON OBIETTIVA di Maurizio Marini.

Si diceva nei giorni scorsi, di un nostro tentativo di riaprire alla grande attenzione dell' amministrazione comunale prima e di quelle provinciali e regionali dopo, il dibattito su Albino Lorenzo, nella speranza che prima dei prossimi 50 anni, Tropea, possa avere un museo o una fondazione intestata a questo grande pittore contemporaneo, deceduto da pochi anni, che con la sua opera e la sua vita tanto ha dato alla nostra città. Abbiamo proposto un saggio critico di Maurizio Calvesi, esperto e noto critico d'arte nazionale ed internazionale, nonché amico del pittore scomparso. Quello che proponiamo oggi è un'altra lettura condotta con  grande acume e profondità da un amante e amico egli stesso del nostro Lorenzo, che ci fa scoprire altri aspetti della pittura del "maestro" e ci sonsente contestualmente una rilettura maggiormente consapevole dei suoi dipinti.

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28/05/2009

Maurizio Calvesi: nella rétina di Albino

Uno dei primi articoli pubblicati su queste pagine, nella categoria "Tropeani illustri" è stato dedicato ad Albino Lorenzo, pittore e cittadino di Tropea dalle straordinarie capacità artistiche ed umane. Siccome, per Albino Lorenzo, poco si sta facendo in questi anni sia in Calabria che a Tropea,  e siccome tanto ha dato alla sua città e all'arte Italiana, credo sia doveroso tentare di riproporre e di riaprire il "discorso Albino". Rimettere al centro dell'attenzione pubblica la sua figura, la sua importanza,  la sua valenza pittorica, credo possa rendere omaggio, non solo alla sua memoria, ma alla città di Tropea, tutta quanta.  Personalmente non sarei in grado di tracciare un profilo artistico accurato, non essendo un esperto d'arte; per tale ragione affido agli scritti di importanti critici ed uomini di cultura nazionali, che di Albino Lorenzo hanno tracciato profili profondi e mirati, di delineare l'importanza pittorica e culturale dell'artista tropeano, nella speranza che questo piccolo sforzo, possa contribuire alla focalizzazione diella grandezza pittorica di questo singolare 'caso' dell'arte nazionale. Cominciamo con un saggio di Maurizio Calvesi, contenuto nella monografia dedicata al pittore, pubblicata nel 1997 a cura di Gilberto Floriani, presidente del Sistema Bibliotecario Vibonese.

Tomba di Albino Lorenzo.jpg

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