05/05/2011

Il Comune di Drapia ha festeggiato il suo bicentenario

Drapia 200 anni.JPGNella giornata di ieri, 4 maggio 2011, il comune di Drapia ha festeggiato il bicentenario dalla sua fondazione. Partecipata e commovente l'intera giornata iniziata con la deposizione di una corona d'alloro nei monumenti ai caduti di tutte  guerre e con la piantumazione di un albero di ulivo simbolo di pace e di libertà nelle quattro comunità che formano il Comune: Drapia, Gasponi, Brattirò e Caria.

Una mostra fotografica con i personaggi Drapiesi del passato è stata allestita nello spiazzale antistante il palco e ha riscontrato un successo inaspettato e tantissima commozione in tutti i presenti.

Nel video che segue la parte finale delle celebrazioni. Sul palco il Sindaco Alessandro Porcelli, gli assessori e i consiglieri di maggioranza e di minoranza del comune. Vari sono stati gli interventi sui quali si segnala quello del prof. Saverio Di Bella, quello dei ragazzi della scuola media, e quello del gruppo musicale Diapson di Filadelfia che ha allietato musicalmente la giornata con brani e marce dal forte impatto emotivo.

Momento clou dell'evento l'assegnazione di una targa ricordo a tutti i sindaci della città di Drapia dal 1940 ad oggi. Buona visione.

12/02/2011

Drapia: Il Comune compie 200 anni

Municipio di Drapia.jpgEnte istituito a inizio ’800 in seguito al riordino amministrativo francese. Apposito Comitato al lavoro per preparare i festeggiamenti per il bicentenario.

di MARIO VALLONE, il Quotidiano della Calabria

DRAPIA - Il Comune di Drapia, come molti altri del vibonese, proprio quest'anno compie due secoli. Era infatti il 1811 quando, con il riordino amministrativo francese e l'eversione della feudalità, Drapia e tanti altri centri dell'attuale provincia di Vibo Valentia, diventarono sede municipale. I nuovi 'conquistatori' abolirono allora per legge la feudalità (“come se un'istituzione secolare potesse essere eliminata per decreto”- scrive il professore Mario Caligiuri, oggi Assessore Regionale alla Cultura, in un suo scritto sulla storia calabrese).  Gli stessi francesi provvidero alla ridefinizione delle circoscrizioni comunali, aumentando di molto il loro numero e disegnando i territori con i confini più omeno come ce li ritroviamo oggi.

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