17/04/2011
La scala di valori di Sandro D'Agostino e il ritorno del "maggiordomo tuttofare" a casa Repice
Torna a coppe l'avv. Sandro D'agostino, ritorna ai trofei nella traduzione italianizzata dell'adagio popolare l'ex delegato alla Cultura e sedicente assessore Sandro D'Agostino. Non è mai stato assessore pur volendolo assolutamente essere, perché anche l'ex sindaco di Tropea Adolfo Repice, dall' "alto" della sua grande saggezza amministrativa (e si fa per dire), ha capito che non era cosa sua fare l'assessore. Gli aveva dato comunque una delega che lui stesso ha rimesso nelle mani dell'ex sindaco perché arrabbiato ed incazzato nero alla vista di Carmine Sicari assessore, alla vista di Tonino Simonelli assessore, alla vista di altre persone assessori, persone che hanno occupato quello che sentiva essere il suo posto da assessore, quello per il quale ha fatto campagna elettorale, quello per il quale ha deciso di fare politica, quello per il quale da tre mesi e mezzo, nel non averlo, rosica e si arrabbia. Sbatte i pugni e fa il musone ai suoi stessi compagni di lista; non va ai Consigli Comunali e se ci va non proferisce parola e si attapira rimanendo in un angolo seduto nell'ulima poltrona della sala consiliare.
Il bello è che fa anche la morale agli altri. Il bello è che crede che gli altri siano scemi e pensa che con quattro frasi piene di falsità e di ipocrita retorica possa incantare il pubblico e rilanciare su una sconfitta che di certo gli brucia, ma che tale è in tutti i sensi.
L'avv. D'Agostino afferma, all'indomani della sentenza del TAR, che la nostra compagine non può più dichiarare che le elezioni dell'anno scorso siano stati viziate da brogli che sarebbero risultati inesistenti. E la nostra compagine Uniti per la Rinascita lo dichiara ancora, ad alta voce. Le elezioni sono state piene di brogli ed è inutile che si arrocchi nella difesa dell'indifendibile. La causa "Tropea" l'hai persa caro Sandrino, l'avete persa al TAR e la riperderete con molta probabilità anche il 29 Aprile 2011, quando il Consiglio di Stato, guardando le carte, non potrà che confermare quanto dal TAR Calabria è stato sentenziato: a casa i millantatori, i disamministratori, i doppiogiochisti, i cerchiobottisti come te e come la tua grande combriccola.
10 anni di Purgatorio e poi, forse, se vieni umilmente a chiedere scusa a casa mia, come venisti tempo fa per chiedere aiuto per la tua candidatura a segretario di quel PD tropeano che hai definito di plastica, forse, se mi trovi con l'umore giusto, potrai ottenere. Ma ti servono almeno 10 anni di Purgatorio e ti serve la patente della legalità, della moralità, del senso politico profondo, prima di presentarti a casa mia. Ti serve una scala di valori come quella della foto per intenderci meglio. Patente che se continui così non otterrai mai. Patente che uno solo è in grado di rilasciare: Gaetano Vallone alla sua scuola guida di Via Vittorio Veneto!
12:17 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: sandro dagostino, avv.sandro dagostino, politica a tropea, opinioni politiche a tropea, satira politica a tropea | OKNOtizie |
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