09/06/2011

L'occasione persa di Adolfo Repice e la grande lezione di Gaetano Vallone

354816030.jpgSi è tenuto la sera del 7 Giugno, in Piazza Vittorio Veneto, il Consiglio Comunale straordinario, aperto a tutti i sindaci del comprensorio di Tropea, che segue a distanza di qualche giorno quello del Comune di Ricadi, aperto e straordinario anch'esso e di cui il nostro è stato quasi una naturale prosecuzione.

Entrambi i Consigli, lo ricordo, sono stati indetti a causa dei due atti intimidatori vili ed infami, che sia Pino Giuliano, sia Adolfo Repice, sindaci rispettivamente di Ricadi il primo (legittimamente), e di Tropea il secondo (ancora allo stato di illegittimo ed abusivo sindaco perché 'sub judice'), hanno subito nelle ultime settimane.

Non sono un criminologo e nemmeno un esperto di fatti di mafia, ma per quanto mi riguarda i due attentati hanno matrice e fenomenologie diverse. Il primo, ovvero quello di Ricadi,  si può inserire a pieno titolo negli atti intimidatori che la mafia compie preventivamente per intimare a chi sta per avviare un'azione amministrativa nuova (Pino Giuliano è stato eletto da soli 15 giorni), che essa è presente e che non intende cambiare ruolo; il secondo, ossia quello di Tropea no,  perché cosa diversa da un atto di mafia, anche se, qualunque sia stata la matrice e la movenza, è da condannare (e lo abbiamo fatto tutti), a pieno titolo, senza se e senza ma, come atto infame e vigliacco.

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