11/10/2009
L'amore: una poesia di Rita De Luca Bagnato
Sull'amore ognuno ha la sua idea, ognuno ha la sua visione; fiumi di parole, di scritti, canzoni, poesie, liriche, films e quant'altro nel tentativo di darne una definizione. Alla fine, questo credo, ognuno rimane fermo a quanto crede su di esso e a questa sua idea rimane fedele. Forse è questo il suo segreto. Non farsi ingabbiare in una o in mille definizioni. Per Rita De Luca Bagnato, poetessa calabrese di San Giovanni in Fiore, di cui abbiamo pubblicato alcune delle sue poesie, l'amore è tante cose e ce lo dice come sa meglio fare, con questa poesia che mi auguro possa piacere a chi la legge tanto quanto piace a chi vi scrive:
L'amore
di Rita De Luca Bagnato
Cos'è l'amore!
Gli occhi dell'anima,
il piacere di donare se stessi,
il desiderio di vedere nel buio.
E' l'amore il sorriso dell'anima
la nota più bella della vita.
Chi ama comprende, avvicina, allevia
la sofferenza, l'ansia senza nausea.
Armoniosa natura, tu sei amore,
bellezza sottile, incanto divino.
Natura purifica con l'amore
la violenza, l'odio senza ragione, senza perdono,
tu sei vero amore
perché ami i piccoli molluschi, i leoni,
ami le spine delle siepi,
inviti ad amare la Luna, le stelle,
il sole, la terra, le farfalle, i fiori
e gli uomini ad amare la speranza,
il domani, le pene della vita.
Tratta da: Il Segreto dell'aquilone, di Rita De Luca Bagnato, edizioni Mopograf, Vibo Valentia, 1995
23:02 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: poesie d'amore, amore, rita de luca, rita bagnato, poetessa calabrese, poesia d'amore, cultura | OKNOtizie |
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29/08/2009
Tropea, ricomincio da Tre, remake in corto (metraggio) di un film già visto.
Anche per quest'anno il giro di boa dell'Estate è stato fatto con il ferragosto. Non è certo tempo per trarre bilanci definitivi di questa stagione turistica, per tanti motivi, due di essi su tutti: il primo è quello che ancora oggi - ad onor di cronaca - la stagione non è finita; l'Estate termina infatti con l'equinozio d'Autunno che cade il 23 Settembre; il secondo è quello che occorre guardare i dati ufficiali delle presenze finali per poter parlare con cognizione di causa e con obiettivo distacco. Ciò premesso, di un dato numerico oggettivo, senza sbavature o altro, certo e sicuro al 100% sono in possesso: quello degli arrivi e delle partenze all'Aereoporto Internazionale di Lamezia Terme. Questo dato, registra un calo di passeggeri pari al 12% in Luglio e al 15% nei primi 10 giorni d'Agosto. E' tempo di crisi si dice in giro. C'è poco da spendere si replica. Quello che a me sembra, è invece tutt'altra cosa, di altra natura. Il calo vistoso di presenze turistiche in città e in tutta la costa degli dei, è solo una spia d' altro. Di una incapacità sostanziale a progettare il turismo, di scegliere una direzione, una linea, e di perseguirla con convinzione e perseveranza; questo sia in linea generale, riguardante le politiche turistiche regionali, che in particolare, riguardante le politiche turistiche provinciali e locali. Occorre scegliere fra un turismo dell'improvvisazione ed un turismo dell'organizzazione che punti in alto, all'elite del mondo turistico, che elimini dalla radice, la presunzione di chi crede e pensa che basti solo il mare a garantire tante presenze all' anno e facili quattrini per pochi; che ponga la promozione del territorio al centro delle proprie attività; che promuova attività di sostegno al turismo, a cominciare dai nuovi STL (sistemi turistici locali); che aiuti gli operatori turistici a costituire filiere ed offerte in linea con la concorrenza nazionale ed internazionale; che supporti coloro i quali ancora credono in questa azienda, investendo in strutture di lusso, in hotel d'eccellenza e che mettono al servizio della collettività le proprie esperienze e le proprie capacità ed, in ultimo, perché no, mi si consenta di ribadirlo ancora, che punti su Tropea quale capitale turistica regionale, senza esitare ancora, sul suo nome, conosciuto in tutto il mondo e su ciò che da esso può venire, in termini di brand, di riconoscimento specifico, d'immagine e di ritorni generali legati a tali fattori. Ciò premesso, non potrei tradire i mie occhi omettendo di dire che dopo tanti anni, ho rivisto una Tropea completamente abbandonata a se stessa, dal decoro urbano ai minimi termini, anarchica, senza rispetto alcuno per le elementari regole civiche e del buon vivere, dove ognuno, crede e pensa di poter fare quello che vuole. Non è la prima volta a dire il vero che questo fenomeno si è verificato. Negli anni ottanta, si era addirittura toccato ancora di più il fondo. A rigor di cronaca ovviamente. Ho visto ristoranti che si sono trasformati in discoteche nel centro della città, tavolini di bar al centro della piazza, piazze e vie completamente chiuse dall'occupazione abusiva di suolo pubblico; musica ad altissimo volume in pieno centro fino al mattino. Puzze di fritto nauseabonde permeare le vie della città. Contenitori dell'immondizia non lavati o bruciati e non sostituiti, malgrado la ditta appaltante aveva siglato un contratto che avrebbe dovuto garantire anche questo servizio. Ho visto il mare sporco a Luglio, la lotta e l'esasperazione di molti turisti per trovare parcheggi nelle prime 3 settimane d'Agosto. Ho letto e visto interventi sulla stampa di vario tipo, ognuno dei quali, in maniera più o meno evidente, tenta di offrire una chiave di lettura a questo stato di cose, evidenziando questo o quel problema specifico, ma rimanendo sempre sul vago quando si tratta di proporre soluzioni per il futuro. C'è poi chi - e siamo al paradosso - scrive e pontifica, dimenticandosi completamente di essere stato e di aver avuto nel passato remoto ed anche in quello prossimo, ruoli importanti nell'amministrazione della cosa pubblica, senza aver prodotto nulla, o peggio, producendo solo guasti e danni che la città si porterà dietro ancora per chissà quanti anni. Ma la vera cattiveria è quella di coloro i quali credono che affidandosi ad un giovanilismo di maniera, non sentito, titubante ed ipocrita, vorrebbero mandare sul calvario, giovani senza nessuna esperienza amministrativa, strumentalizzandone la loro dignità ed il loro entusiasmo. Ho registrato dolorosamente, gli ennesimi atti intimidatori ai danni di strutture ricettive consolidate e serie. Ho saputo di risse per le vie del centro in cui anche due cittadini di Tropea sono rimasti coinvolti e hanno dovuto subire un brutale pestaggio per un parcheggio non concesso. Non ho visto infine, e siamo al quarto anno, il santuario dell'Isola aperto e la processione a mare della Sacra Famiglia. Tutto questo mi addolora, mi rattrista, mi preoccupa. E' vero, la crisi dell'amministrazione in Aprile lasciava presagire cose non positive. Ma non mi aspettavo una deriva di questo tipo, ad essere sincero. Ma cosa sta succedendo in questa Tropea, la perla del Tirreno, l'amata città di cui tutta la Calabria va fiera? Questa la domanda principale che mi sto facendo da due settimane, se non più. Insieme ad altre, ovviamente, che sono un corollario della prima. Cosa sta succedendo ai suoi cittadini, ai suoi commercianti, ai suoi politici, ai suoi operatori turistici? Sono tutti impazziti? Non gli importa più niente a nessuno di questa città? Eppure avrebbero tutto l'interesse a fare uno sforzo, specialmente chi di turismo vive, chi in questo settore ha fatto investimenti, nella direzione di un autodisciplina, di un autocontrollo, laddove, mancando i necessari controlli, laddove per ragioni di carattere politico si è vissuta una stagione senza una guida rappresentata dalla giunta comunale e dal sindaco. Invece, poco o niente di tutto questo ho visto. Ognuno ha menato la barca per proprio conto, pensando e credendo che tutto sia lecito, che tutto sia dovuto, che tutto sia possibile. Anziché dare un segno di maturità, si è andati verso una deriva anarcoide, della serie è meglio l'uovo oggi che la gallina domani. Non tutti ovviamente lo risottolineo. Ma così non va proprio bene, è assiomatico. Si illude chi lo crede e lo pensa e chi fra qualche settimana dirà: beh, tuttosommato la stagione è andata bene, ad Agosto abbiamo recuperato e quin di è giusta questa formula. Tropea, così facendo, muore del tutto e fra qualche hanno non ci sarà né uovo né gallina, perché a Tropea non ci verrà più nessuno. Per la buona pace di chi si è arricchito e forse non se ne dorrà nel futuro ed il rimpianto di molti che al turismo si sono legati, pensando a ragione che sia l'unica azienda possibile in questo territorio. Non occorre aver studiato ad Oxford o a Cambridge economia turistica, per capire che la pubblicità di ritorno negativa è peggio di una visita non avuta, di un turista in meno. Chi entra in un bar, in un ristorante, in un hotel, all'uscita o alla fine delle proprie vacanze, si interroga sempre e traccia un proprio personale rendiconto. Se a questo stato di cose, sommiamo anche le strutturali deficienze delle infrastrutture regionali assenti, quali i treni per la costa degli dei, le strade mancanti o dissestate, il mare - che malgrado le reiterate promesse e le scuse di qualche hanno fa da parte di mister Loiero su tutti i giornali - ancora è sporco, per l'incuria di alcuni operatori, per la mancanza di controlli e per la disonestà di chi doveva costruire depuratori all'altezza ed invece ha preferito speculare e rubare, allora il dado è facile trarlo. Questa è la regola generale della vendita. E' la post-vendita, è la vera sfida, il vero obiettivo di ogni sano marketing; essa è spietata, crudele, non perdona, non giustifica, non lascia attenuanti. Il turista, non è un pollo da spennare, il terminale ultimo di un guadagno ad ogni costo. E' un ospite, che porta ricchezza e benessere a tutta la città, in primis a chi ha attività ricettive ed indirettamente a tutto l'indotto che di turismo dovrebbe vivere. Esso va trattato con premura ed attenzione. Se così è, allora perché insistere su una linea che di anno in anno si dimostra sempre peggiore? Perché commettere sempre gli stessi errori? Perché infine non fare un sano e salutare bagno in quell'antica e poco praticata virtù chiamata umiltà? Ma cambiare rotta non è semplice, se la base da cui si parte è questa anarchia o peggio questa strafottente arroganza. I turisti si accorgono di questo, se ne rendono conto e non ritorneranno nella nostra città. Ma che fare allora? Me lo chiedo io per primo e credo che chi legge questo post se lo chiederà anche. Occorre sempre ricominciare, positivamente, senza farsi cadere le braccia, puntando sempre sul mare, che è l'anima ed il vero attore di questi luoghi, sulla cultura che non manca, sugli eventi quali il Premio letterario città di Tropea, il Tropea Film Festival, Il Tropea Blues Festival ed il porto turistico, fiore all'occhiello della città, che rischia anch'esso se continua questo andazzo, di essere annoverato fra le mille cattedrali nel deserto che popolano la nostra penisola. Ricominciare da queste tre componenti o quattro se volete, rilanciandole e creando intorno ad esse la giusta attenzione, il giusto veicolo, gli adeguati finanziamenti. Come nel film di Troisi, che ho visto e rivisto decine di volte, considerato da chi scrive, un capolavoro della pedagogia dell'amore. Questo il mio cuore mi dice e questo scrivo. Ma con una convizione assoluta, una determinazione forte: coloro che hanno ridotto o hanno contribuito a riportare Tropea a questi livelli, devono assolutamente scomparire dalla scena politico-amministrativa; coloro che non si sono saputi autodisciplinare devono essere riportati all'osservanza delle regole, con la legge in mano e con tutti i modi legalmente permessi che non mancano di certo. Poi, il resto, con volontà, passione ed amore per la città verrà. Anche il turismo di altà qualità, quello d'èlite per intenderci, (così come Otranto, Castiglione della Pescaia, Taormina, Capri, Ischia, l'Isola d'Elba ed altre città che fino a 10 anni fa non erano considerate tali per qualità turistica), si può ancora fare. Occorrono semplicemente idee chiare, tanto coraggio e strategie a medio termine efficaci. Ma occorre soprattutto volere bene a questa città, amandola per le sue straordinare bellezze, appassite ma non ancora morte. Di questo sono ancora convinto e per questo disposto a ricominciare...da tre..o da quattro se più vi piace.
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04/06/2009
"Libertà si grida" di Rita de Luca Bagnato
Libertà si grida
di Rita De Luca Bagnato
Libertà si grida, ma la libertà
oggi non fa storia e si muore.
Uomini dalle viscide mani
come vespe divorano il miele,
senza anima sono gli scagnozzi
che vestono giubbe colorate
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Il drogato muore nell'erba putrefatta
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prive di colore, di vergogna,
così si inventa felicità che non coglie.
I bimbi si ordinano e si vendono
come fiori delle serre
dissetati non più di fresca rugiada.
Il mio poetare è funesto
lacrime come gocce di sale
cadono sulle mani ferite.
Ai margini del mio paese
hanno assassinato l'uomo vestito di paglia
e i passeri e le formiche
ne hanno mangiato il cervello
violacea è la faccia di chi lo piange.
Da: Il segreto dell'aquilone, edizioni Mapograf, Vibo Valentia, 1995.
18:45 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in L'angolo della poesia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: poesia, narrativa, liriche, briatico, amore, libertà, tropea, roma, san giovanni in fiore, calabria | OKNOtizie |
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26/05/2009
Tropea...'scatti' d'amore..prima parte
15:52 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Turismo | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, amore, amore per tropea, fotografie di tropea, immagini di tropea, mare di tropea, spiagge di tropea, vacanze tropea, mare di calabria, santa maria dell'isola | OKNOtizie |
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18/03/2009
Editoriale
Eccoci giunti alla prima settimana da quando questo sito è stato messo in rete o per meglio dire è stato "startato", ed è doveroso a questo punto da parte mia, in virtu' della carica di presidente dell'associazione "Tropea per amore", offrire le ragioni di fondo di questa scelta.
22:08 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in *Editoriali* | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, perla del tirreno, blog, capo vaticano, amore, discussione, democrazia, interfaccia, proposte, associazione | OKNOtizie |
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16/03/2009
A tia chi t'indisti
Francesco Pugliese, è un giovane di 27 anni, nativo di Tropea. Vive a Caria, frazione del comune di Drapia, poco distante da Tropea (8 Km), dove opera nel campo teatrale avendo fondato la Compagnia teatrale cariese. Sensibile e profondo, impegnato nel sociale ama la poesia di cui è autore di numerose liriche sia in vernacolo calabrese che in italiano. Di seguito una delle due poesie in concorso al premio Laurentum, importantissimo concorso letterario per la poesia. Si puo votare la poesia, collegandosi al seguente link e seguendo le istruzioni: http://www.premiolaurentum.eu/Concorso/PoesieInGara.aspx?IDSezione=2
20:10 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Cultura | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: tropea, poesia, francesco pugliese, cultura, premio laurentum, gianni letta, calabria, dialetto, amore | OKNOtizie |
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