14/04/2010

I finti pacifisti tropeani, gli "ossimori" della politica e il comune senso del pudore

354816030.jpgNon so se i lettori di questo blog si siano accorti dell'articolo apparso prima sulle pagine web di un sito tropeano, di cui il nome, come quello dell'innobinabile nome di un noto romanziere e professore accademico romano degli anni '70, Mario......P..., è assolutamente da evitare per non incorrere in macumbe, malocchi e jatture di casa nostra, ma credo che lo stesso articolo apparso sulle pagine del Quotidiano della Calabria di Martedì 13 Aprile 2010, non sia passato inosservato.

Mi riferisco alla nota che Alfonso Del Vecchio, ex socialista, ex amministratore comunale, ex assessore provinciale socialista approdato dopo un triplice salto della quaglia nel centro-destra in quota ad una lista civica alle passate elezioni provinciali, titola 'Fiducia e Speranza'  ed invia per essere pubblicata sia sulle pagine dell'innominabile sito, sia  - come dicevo - sulle pagine del noto quotidiano locale, nella quale si può ritrovare la 'summa' delle incredibili doti e delle formidabili virtù del Del Vecchio pensiero.

In un commento che ho editato su quel sito, poi improvvisamente cancellato insieme a tutti gli altri perché l'editore fariseo del sito innominabile coraggio editoriale non ne ha mai avuto, avevo definito Del Vecchio, ma solo per educazione, un 'ossimoro' della politica tropeana e territoriale.

Credo sia giusto pubblicare anche su questo blog, quello che ho editato come commento alla nota di Del Vecchio, di cui dicevo.  La nota stampa di del Vecchio, invece, la ritroverete solo alla fine del mio intervento, posto in cui merita di stare per contenuti ed ipocrite sollecitazioni.

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09/03/2010

La vera solidarietà: di Alfonso del Vecchio

Riceviamo e pubblichiamo la lettera-appello di Alfonso Del Vecchio, che ci ha fatto pervenire sulla casella di posta elettronica di questo blog, scusandoci con l'autore per il piccolo ritardo nella sua pubblicazione. L'intervento di Alfonso Del Vecchio, pienamente condivisibile, si inserisce all'interno dei numerosi attestati di solidarietà che l'amico Paolo Ceraso ha ricevuto in queste ore, in seguito al grave atto intimidatorio ordito nei suoi riguardi con l'incendio della sua autovettura, che, - salvo prove contrarie - è da ritenere di natura dolosa.

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03/02/2010

Alcune doverose precisazioni: «Mai esistiti in città i socialisti di Alfonso Del Vecchio»

di NICOLA COSTANZO il Quotidiano della Calabria del 2 Febbraio 2010
Una cosa Alfonso Del Vecchio la vuole mettere subito in chiaro. Lui è ormai fuori dall’agone politico tropeano. Pertanto, quando ha letto su queste colonne che Massimo l’Andolina sarebbe nella lista allestita da Gaetano Vallone “su suggerimento dei socialisti di Del Vecchio”ha avuto una reazione di sorpresa. «Leggo con sorpresa nel Quotidiano di qualche giorno fa - si legge in una nota - un articolo dal titolo “Gaetano Vallone compone il puzzle” in cui si afferma che “il noto e stimato medico Massimo L'Andolina entrerebbe a far parte della lista del professore Gaetano Vallone su suggerimento dei socialisti di Del Vecchio.

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02/02/2010

Dalla storia al futuro: riflessione ad "alta voce" di Alfonso del Vecchio

559364538.jpgCaro Lucio,
quanto prima saremo chiamati ad esprimere il nostro voto per il rinnovo del Consiglo Comunale, il cui operato negli ultimi tre anni, non è stato lineare nè facile, come avviene quando s'inizia un'attività politica senza il conforto di scelte coerenti e consolidate esperienze. Ultimamente molte iniziative sono state messe in mora, vuoi per incapacità, vuoi per una mancanza di visione unitaria, vuoi per una cronica deficienza della stessa dignità amministrativa, che ha finito per dimenticarsi della società civile nella sua unitarietà per privilegiare il particolare e l'interesse dei soliti noti.

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19/01/2010

Analisi e controanalisi sul nome di Capo Vaticano: Alfonso e Luciano Del Vecchio ci spiegano l'etimo del nome

Ieri l'altro mi ha scritto Alfonso Del Vecchio sulla mia casella di posta elettronica detta comunemente e-mail. L'aveva fatto tempo fa per affidare a queste pagine una personale recensione del libro Orme Medievali, edito per i tipi della Giuseppe Meligrana edizioni e scritto dal fratello Luciano, per il quale una presentazione ufficiale è stata pensata e concretizzata il 7 Novembre 2009 in quel Museo Diocesano di Tropea, che tante manifestazioni ed eventi sta ospitando in questi mesi. Sono onorato di ricevere quest'ultima nota, che potrei definire senza alcun dubbio, una lettera affettuosa ed intelligente, che si colloca con delicatezza e garbo all'interno del dibattito sul nome della nostra costa, quella degli Dei, avviato e portato avanti da numerose personalità del mondo del giornalismo, della politica e delle associazioni del vibonese. Stasera vado a trovare Alfonso, per mia maniacale voglia d'approfondimento, che,  la lettera inviatemi, pubblicata per intero subito dopo questo piccolo prologo introduttivo, ha stimolato in me. Volevo avere da lui una copia di quel libro dal quale le riflessioni riportate sono tratte. Libro che non avevo letto e che reca il titolo "Frammenti di storie tropeane" dal quale l'etimo della parola Capo Vaticano trova spiegazioni e ragioni incontrovertibili, sensate e storicamente vagliate dalla lente intelligente di Luciano, fratello amato da Alfonso e storico a pieno titolo della Tropea che va conosciuta nel profondo...per essere amata di più...ovviamente. Del Libro daremo notizie dettagliate nel prosieguo di questo blogroll mediatico chiamato Tropea per amore, quando chi scrive ne avrà metabolizzto i suoi contenuti. Di Alfonso, invece, voglio dire alcune cose sin da subito.

Sono rimasto a bocca aperta di fronte alla sua assoluta capacità di raccontare e di ricordare Tropea. La Tropea che non c'è è più; la Tropea du burgu ammunti e du burgu abbasciu (per usare idiomi vecchi e ricortati dai più), quella raccontata da un un altro tropeano doc come Guglielmo Lento. Stasera mi ha incantato ed affascinato raccontandomi alcuni racconti in cui anche mio nonno Carmine, soprannominato mastru Carminu a jurata, veniva evecato. Una fiaba che fiaba non è,  quella che declina le "formidabili domande" che Gaetano Blasa, alias il tabbaccaio di corso Vittorio o del borgo 'a munti', quello per intenderci meglio che tutte le generazioni degli anni quaranta, cinquanta, sessanta , settanta ricorderanno,  faceva all'Alfonso allora in tenera età, quando si recava, mandato dal padre, ad acquistare le famose sigarette  nazionali o esportazione che allora venivano vendute sfuse: "Pasta o furnu e vrascioluni" il soggetto del racconto. Credetemi sulla parola, questo racconto è davvero unico, scritto e narrato a viva voce dall'affabulatore Alfonso, come se di fronte a lui, in quel momento,  stesse seduto il suo nipotino. Segno di memoria grande; segno d'amore vero,  quello di raccontare una fiaba-verità a chi vi scrive. Io così l'ho inteso; io così l'ho percepito. Mi auguro voglia accettare il mio invito e mandarmi parte dei suoi settanta racconti tropeani che in questi mesi ha scritto. Gli aprirei 'al volo', immediatamente, una rubrica tutta per lui, certo di portare a chi legge tanti messaggi, tantissime cose che potrebbero piacere; certo che il ricordo di quelgli anni, possa giovare ad un'identità tropeana che rischia di smarrire se stessa in questo "tram-tram" del tempo post-contemporaneo, che corre veloce e dimentica tutto e tutti.  Speriamo voglia accontentare me e i lettori tropeani che seguono questo blog. Voglio aggiungere altro su quest'uomo. E' giunta l'ora di chiedergli umilmente scusa, per le indebite farneticazioni sul suo conto, da chi scrive pensate e dette senza riflettere,  nate da un'assoluta incapacità di cogliere fino in fondo il suo mondo, il suo retroterra culturale, la sua capacità di essere uomo capace di grande affetto, fraintendendo lui e la sua storia.    Ho frainteso, in buona fede di sicuro, alcune sue posizioni  che mi sono sembrate assurde e non comprensibili allora. Lui, accorgendosi di questo, con la sua esperienza, ha saputo cassare e perdonare. Oggi si è superato, forse non sapendolo, raccontandomi quello che volevo sentirmi dire, quello che avrei voluto sentire da tempo: una fiaba antica. L'ha fatto cogliendo e centrando, forse inconsapevolmente, non saprei, quanto maggiormente il mio spirito avrebbe voluto ascoltare. Di questo lo ringrazio assai, assai.

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00:59 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Diari | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: dibattito sulla costa degli dei, dibattito su capo vaticano, alfonso del vecchio, diari tropeani | OKNOtizie | |  Facebook | |