23/04/2009

Il ruolo subalterno della donna nei secoli: i proverbi calabresi come spia.

Ci stiamo occupando da più di un mese di 'rispolverare' gli antichi detti proverbiali calabresi, convinti che da essi si possa sempre trarre qualche insegnamento per il presente, considerandoli sommariamente come 'pillole di saggezza' concentrata. Abbiamo scritto dei proverbi, del lessico, del modo in cui lo stesso proverbio prende forma diversa a seconda della provincia in cui viene citato e pronunciato. A volte anche da paese a paese, pur non mutando il significato, il ceppo etimologico cambia radicalmente. Oggi, invece, si vuole proporre una serie di proverbi, alcuni  già pubblicati, per evidenziare un altro aspetto che questa forma letteraria porta inevitabilmente in se. Essi, rientrano a pieno titolo, anche per la storiografia più avanzata, come fonti per lo studio di una mentalità, di un costume, dell'evoluzione sociologica di un popolo, di un'etnia, di una regione. I proverbi di seguito pubblicati, ci rivelano come fin dall’antichità, qui in Calabria, la donna è stata considerata come essere subalterno e come tale relegata al ruolo domestico, poiché veniva ritenuta meno capace e meno intelligente dell’uomo. In tal senso essi vanno stigmatizzati e non accettati.

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