19/10/2009

Poverbio calabrese; proverbi in Calabria; proverbi dialettali di Calabria

Cu non si raspa a testa chi sò mani non ci passa mai a mangiasuni.

Chi non si gratta la testa con le sue mani il prurito non gli passa mai.

Facile cogliere il senso metaforico del proverbio di oggi: non confidare mai nell'aiuto altrui. Chi ha un problema, una necessità, un bisogno, non deve far affidamento sugli altri ma deve risolverlo da solo.

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Altri proverbi

30/09/2009

Proverbi in Calabria - Aforisma in dialetto calabrese sull'asino.

A ciuccio lentu muschi assai.

Sull'asino magro si posano molte mosche.

Il senso di questo proverbio, poco chiaro forse nel significato e nel messaggio che contiene offerto dalla traduzione letterale, è quello di evidenziare una verità assoluta, che la saggezza antica, quella contadina specialmente, basata sull'acuto e profondo spirtito d'osservazione non poteva non notare: proprio chi ha bisogno di maggiori aiuti (l'asino magro ha questo significato simbolico) è soggetto a molti sfruttamenti ( si posano molte mosche). Mi dispiace doverlo ammettere ma spesso è proprio così che vanno le cose.

21/09/2009

Un proverbio calabrese sulle donne.

A fimmina 'mpasta o spasta, u furnu conza o guasta. Letteralmente la traduzione darebbe un senso poco comprensibile per cui preferisco proporre quella che segue perché si avvicina molto a quella letterale: la donna può essere benefica o dannosa ('mpasta o spasta), come un forno può riscaldare o bruciare (conza o guasta).

Il proverbio si inserisce nella lunga sequela dei detti popolari sulle donne, che hanno come connotazione principale una concezione spesso misogena e maschilista su di esse. C'è da dire, comunque, che anche su questo punto, come precedentemente posto in luce in un articolo pubblicato su questo blog che troverete a tergo dell'articolo, le contraddizioni nella cultura e nella considerazione delle donne in Calabria non sono mancate di certo nel corso dei secoli. In questo caso, il proverbio è "neutro", nel senso che si limita ad una osservazione di carattere generale, che si potrebbe capovolgere al contrario. Ovviamente, rimarca anche una verità indiscutibile e da sempre posta in evidenza anche da esperti sociologhi: per essere uomini grandi, occorre che ci sia nella propria vita anche una donna grande, una compagna all'altezza, intelligente e affezionata insieme, dove per grande si deve intendere uomini soddisfatti e realizzati, non necessariamente uomini di successo.

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16/09/2009

Gli antichi proverbi calabresi sulle donne.

Donna vasata non caccia ventura ca caccia u muccaturi e si stuja.

Questo proverbio ha questa traduzione: donna baciata non va in sventura perché prende il fazzoletto e si asciuga.

Il significato metaforico dell'aforisma calabrese, molto antico, trova la sua spiegazione e la sua logica solo all'interno di una considerazione semplice: la donna è per definizione, capace di dimenticare presto l'amore, per cui anche se l'hai baciata questo non costituisce un impegno, anzi è così cinica e superficiale, che si pulisce la bocca con il fazzoletto, subito dopo il tuo bacio. Non va in sventura in questo caso è sinonimo di non prendersela a cuore., di non sentirsi più di tanto coinvolta. Non preoccuparti quindi - sembra dire questo detto all'uomo che ha baciato una donna - che ella non si dispererà se non lo farai più. Il tutto trova una sua corrispondenza, anche culturale, solo in un passato per certi aspetti non molto remoto, quando gli uomini che volevano una donna, usavano molta premura nell'approccio ad essa, utilizzando spesso la figura del "ruffiano", ossia di colui che doveva recarsi alla casa della futura fidanzata, a nome e per conto dell'innamorato, parlare con il padre e successivamente riportare l'esito del colloquio al "mandante".

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06/09/2009

Gli aforismi in dialetto calabrese.

Povira Italia! Disperata e sula, scarpa mala conzata pocu dura.

Povera Italia! Disperata e sola, stivale mal aggiustato poco dura.

Mai come oggi, in tempo di crisi, questo detto si ripresenta come attuale e vero.

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I Proverbi calabresi

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02/09/2009

Il proverbio della sera in dialetto calabrese.

Cu vaci o lavuru e nnò lavura beni, tri voti vaci e tri voti veni.

Letteralmente il detto ha questa traduzione: chi va al lavoro e non lavora bene tre volte va e tre volte viene.

Meglio impegnarsi e concentrarsi quando si lavora, altrimenti il rischio è la dispersione del proprio tempo. Questo il significato metaforico del proverbio di questa sera.

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31/08/2009

Il proverbio calabrese di Settembre.

A Settembi e a Frevàru notti e jornu sugnu pari.

Letteralmente e senza bisogno di aggiungere altro, perché quello di oggi è un proverbio che non ha bisogno di alcun commento esplicativo, basandosi sulla semplice constatazione dell'uguaglianza fra il giorno e la notte, tipica dei mesi citati, il detto antico è questo: a Settembre e a Febbraio notte e giorno sono uguali.

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11/08/2009

Il proverbio del mese: Agosto.

Agustu porta littàri, Settembre si li leje, vestiti, culunudu, cà verno prestu veni.

La traduzione è la seguente: Agosto porta il messaggio (littàri= lett. lettere), Settembre lo legge (leje), vestiti (imperativo, nel senso cerchino di vestirsi i poveri), perché presto l'inverno (verno) arriverà (prestu veni).

Saggezza antica mai tradita...mi vien da dire. Anche in questo proverbio, si rispecchia la mentalità previdenziale dei saggi ed antichi contadini. Non credere che l'inverno sia lontano, non fare come la cicala che canta tutta l'Estate e poi muore, cerca di adoperarti per qualche provvista, perché Agosto passa in fretta e l'Inverno è incombente. Duro da accettare questo detto, specialmente in piena vacanza ed in pieno relax, ma è pur vero che porta con se una verità assolutamente non sconfessabile.

Buone vacanze.

08/07/2009

I proverbi di una volta: nu corpu o circhiu e nautru o timpàgnu.

Tra i moltissimi detti calabresi, questo che propongo oggi, è uno che a chi vi scrive piace molto. Sottolinea l'attitudine delle persone a non voler prendere mai una decisione schierandosi da una parte o dall'altra. La sua traduzione letterale è la seguente: un colpo al cerchio e l'atro alla botte. Di seguito una spiegazione metaforica del detto con i suoi significati.

Continua...

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01/07/2009

Il proverbio della sera: U lignu stortu sulu u focu u ddirizza.

Il legno storto lo rende diritto solo il fuoco. Così può essere tradotto il detto antico.

Per capire questo proverbio, occorre far riferimento alla naturale e quasi antropologica "testardaggine" dei calabresi. In senso buono o cattivo. In questo caso, è da intendere in senso cattivo, ossia quando una persona è cresciuta malamente e vive facendo del male, non può cambiare, come l'albero che cresce storto, non lo puoi più recuperare una volta grande. Solamente il fuoco, ossia un qualcosa di duro, di radicalmente forte, può cambiarlo. Ma in questo caso il fuoco è sinonimo di morte.

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