29/12/2009
Lettera aperta di due amici all'amico Lello Pontorieri
Caro Lello,
Così iniziavo a scriverti il 20 Novembre di quest'anno, nella prima 'letterina' che ti mandavo, sgorgata dal cuore e dalla memoria del tuo ricordo, incancellabile, presente, vivo oggi come ieri, oggi come sempre, oggi e sempre per tutti i giorni che quel Signore a cui tu sei vicino mi vorrà dare.
Caro Lello,
così continuo a scriverti oggi, alla vigilia della finale del tuo quarto memorial che si disputerà il 30 Dicembre, dopo aver meditato a lungo, in questa ultima settimana, sulle ragioni e sul perché il tuo torneo anziché divenire un' occasione di divertimento e di gioia in tuo ricordo, continua ad essere vissuto con altro spirito, con altri sentimenti, con altri scopi, lontani sideralmente da quello che - secondo il mio modesto parere - dovrebbe essere il modo giusto per affrontare queste competizioni. Ti sarai accorto certamente che nelle ultime gare io al campo non c'ero. Ti accorgerai domani che non ci sarò. Troppe cose storte sono successe, una sintesi è difficile offrirla. Violenze gratuite, intimidazioni, calci scorretti, espulsi a iosa, ammoniti a flotte, spirito lontano mille miglia da quello che un Memorial dovrebbe essere. I dettagli sono insignificanti. Le responsabilità? Di tutti, anche mie se vuoi, che malgrado tutto ho continuato a credere in una "rinascita" dei sentimenti e della parte migliore di molti adepti ed attori del tuo torneo. Una cosa sola, su tutte, mi preme dirti: anche se non ci sarò né domani né per i prossimi anni allo stadio del sole, il tuo nome e la tua memoria per me sono sacri e lo continueranno ad essere malgrado tutto e tutti. Questa è una certezza che ho. Questo tu lo sai. Pensavo e credevo che si potessero vedere scene più edificanti al campo sportivo. Pensavo e credevo che quest'anno le cose sarebbero andate diversamente. Ma mi sbagliavo. Di grosso!
Me ne dà conferma oggi pomeriggio un "guru" di questo torneo, che bussa alla mia porta, verso le cinque di un pomeriggio calmo e meditativo che stavo vivendo. Aveva in mano una letterina da inserire su questo blog. Mi guarda negli occhi e senza dire altro mi chiede: Lucio li hai cinque minuti per me? Certo Francesco, entra pure, ti offro un bel caffé, di quelli con la crema. Non so né come né perché ma mi sentivo che sarebbe venuto a casa mia, che avrebbe bussato alla mia porta. Lo pensavo, lo intuivo, lo presentivo. E sapevo anche quello che mi avrebbe detto. Io lo conosco bene Francesco, o meglio sto imparando a conoscerlo pian pianino; abitiamo sullo stesso pianerottolo da sei anni, ma mai, come in questi ultimi mesi siamo stati così vicini. Si sà che la vicinanza fisica, può nascondere e spesso non significa vicinanza interiore. "Così lontano, cosi vicino"....titolava un film di un grande del cinema internazionale, guarda caso anch'egli affascinato e rapito dalla nostra terra: Wim Wenders. Mai come oggi la nostra vicinanza è stata grande. Mai come oggi ho condiviso la sintesi che questo ragazzo sensibile e disponibile ha tracciato in queste poche righe che mi ha lasciato. Sto parlando di Francesco Cortese, alias "Afferma", e della sua lettera aperta che pubblico integralemente a seguire. Ciao Lello, credo che il tuo nome meriti altro rispetto. Io tolgo il disturbo, me ne starò in silenzio per altri anni, ma verrò a pregare sulla tua tomba, con rispetto e quando nessuno mi può vedere, come sempre ho fatto. Buon anno amico mio bello.
00:01 Scritto da: lucioruffa (Webmaster) in Memorial Lello Pontorieri | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | Tag: lello pontorieri lettera, lettera aperta di francesco cortese, francesco cortese, afferma, famiglia pontorieri, memorial lello pontorieri | OKNOtizie |
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